GDR Legio - (Der Blitzkrieg) Attacco alla Stiria

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GDR Legio - (Der Blitzkrieg) Attacco alla Stiria

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:54 am

Castello di Graz, Stiria , Aprile 1457. Sera del 25 aprile.




" Bene mio caro Legio, credo che si possa brindare a questo accordo........ al nostro interesse comune . Prosit..."


Legio era irritato sia dal sentirsi chiamare semplicemente per nome, che dalla villania di quel tedesco coperto di anelli e zibellini che beveva birra con la grazia di una mucca al pascolo. Nonostante questo ebbe la forza di ingoiare quell'affronto e sollevando la coppa rispose affabile al brindisi:


" A Noi ed al successo che ci attende Herr Marie ! "


" Il duca è un debole, l'esercito e le difese sono fiacche, nessuno attacca da mesi." Gli occhi del tedesco erano diventati piccoli ed il viso gli si era acceso di un rosso fuoco, " Se farete tutto come dico mio caro Legio, terro' un posto per voi a corte,....e diventeremo ricchi " disse il tedesco tornando a posare la coppa.


Legio a quel punto stava immaginando la scena del suo stiletto che si infilava diritto alla base del collo del tedesco e questi che rantolando in mille modi diversi si accasciava al suolo in una pozza di sangue.
Immaginava il vederlo cadere mentre sorpreso, portando le mani al collo, soffocava nel suo stesso sangue.
Immaginava vederne i fiotti sprizzare da quel faccione rubicondo,
e intanto sorrideva debolmente.


" Il vostro amico rever pensava di aver fatto un buon lavoro segnalandomi il vostro arrivo, peccato l'abbia fatto alla persona sbagliata " e dicendo cio' il tedesco proruppe in una fragorosa risata che gli fece tirar schizzi di birra sull'ermellino,
" Non credete mio caro amico ?" prosegui' pulendosi con il dorso della mano.


" Recuperare l'osso non è tutto per un buon cane, questi deve anche riportarlo, no herr marie ? "


Si udi un improvviso trambusto al piano inferiore, delle urla e rumore di armi.


" Che diamine....." Il tedesco schizzo' in piedi.


" Restate seduto Herr Marie, siete grosso ma siete fuori forma e io sono un tipo piuttosto impegnativo "
Disse con enorme soddisfazione legio mentre sguainata la spada gliene teneva la punta ferma sotto il mento.


Le guardie fuori la porta durarono una manciata di secondi, dopodiche un gruppo di uomini armati fece ingresso nel salone.


" Tutto fatto generalissimo il Castello è nostro" disse uno di loro.


" Siete un........." Il tedesco non fini la frase.


" Io sono il Generalissimo Legio, comandante dell'Ordine Brigante, vincitore di Tagliacozzo ed Avezzano, saccheggiatore delle finanze della serenissima, vincitore dei polacchi in croazia, ed in questo momento principe di stiria, non ho titoli, onorificenze o blasoni che non mi sia guadagnato con le mie mani, quando le chiederanno chi l'ha sconfitta, nel caso lei sopravviva, si ricordi questo nome.............
Portate via quest'ubriacone e chiudetelo in cella con i suoi sogni di gloria, non è stato un buon cane per il duca, non sara un buon cane neanche per noi. "

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Ladyfair

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:54 am

Dopo una lunga e difficile notte, la notizia che Legio era Principe di Stiria, arrivò a Lucrezia. Sorrise come sempre, quando pensava a lui...pensò a quanto poteva essere strana la vita, e il Fato supremo, che intreccia in modo bizzarro i destini degli uomini. Pensò a quando era bastato incrociare il suo sguardo una volta per capire...per capire che non ci sarebbe mai stato uomo, principe, brigante, contadino o duca, che potesse ispirarle quel senso di profondo rispetto, unica strada che poteva consentirgli di arrivare, e insediarsi a vita, nel suo cuore. Legio..il brigante, nemico della serenissima, dei regni italici, e fuori confine..nemico mai affrontato però, se non dall'unico Uomo di valore che aveva finora conosciuto...combattuto con intrighi, complotti e delazioni, col coraggio della vergogna e dell'intrigo,ma mai con quello della spada.Pensò che avrebbe voluto dirgli che lo amava sempre di più, che anche se lontani da molto, forse troppo tempo, lei era sempre con lui e lui sempre con lei...ma non era il momento di missive...per quelle si doveva aspettare...anche se quello che avrebbe voluto dirgli ora, lui lo sapeva già...

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Mistic

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:55 am

La notizia che Legio fosse il nuovo principe di Stiria era arrivata anche ad Udine.
Nella macelleria regnava il silenzio...
"Quel che non si fa non si sà!" continuava a ripetersi Mistic...
In quel momento Morphea spalancò la porta...
"Ale...lo sai che..."le disse con un filo di voce...
"si...non si parla d'altro...Legio è sempre stato uno degli argomenti preferiti dei pettegoli..."le rispose Mistic senza aspettare che finisse
poi abbassando lo sguardo e conficcando il coltello nella carcassa che aveva avanti continuò...
"da quando non hai notizie di Legio????"
Morphea deglutì...
"con me è sempre stato così...se non lo cerco...non mi cerca...e dopo tutto quello che è successo...perchè mai dovrei farlo???siamo arrivati al punto che sanno più
sti quattro scellerati della città che io!!!ma è da lui...non capisco perchè ancora me ne rammarico...ma con te e Tab???non ha neanche risposto al vostro ultimo messaggio vero???"Mistic alzò la testa e dopo aver incrociato lo sguardo perplesso di Morphea fece spallucce...

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Re: GDR Legio - (Der Blitzkrieg) Attacco alla Stiria

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:55 am

Morphea guardava Mistic mentre macellava la carne...
Affondava la lama ripetutamente come se avesse qualcuno davanti e violentemente glie la affondava nel petto...
... Quasi non l'ascoltava... Continuava a fissare quel gesto meccanico che ripetutamente si abbatteva sulla carcassa inerme...
" E' così che si macella?" ... storcendo il muso e arricciando il nasco quasi schifata, ma lei continuava a bofonchiare da sola... " Non credi possa bastare per oggi?" ... Il nulla.... Mistic continuava" Ohiiiiiii... ti fermi un attimo prima che svengo? Andiamo fuori!!! Ho bisogno di prendere una boccata d'aria... Odio il fetore di questo sangue!!!"
Mistic la segui e si sedettero sul bordo del pozzo davanti la bottega...
" Ascoltami, perchè non te lo dirò più!" Mistic alzò lo sguardo per ascoltarla " Legio è così... Ha fatto una scelta precisa. L'ha fatta forse inconsapevolmente, ma è stata una sua scelta. Non la condividi? Non devi, ma rispettala! Rispettala per il bene che gli vuoi... Se ancora glie ne vuoi!" Negli occhi di Mistic si erano accese le fiamme dell'inferno, ma lei continuò " Hai sentito no? Ora è Principe..." poi Morphea si interruppe e tra se e se pensò " Legio Principe? L' albatros dai boccoli biondi... Principe... quel piscione ha messo il c..o proprio dove non lo avrebbe mai voluto mettere!!!" cominciò a ridere... mentre negli occhi di Mistic la fiamma era sempre più luminosa " Che ti arrabbi? Sta esattamente dove voleva stare... lontano da noi... fattene una ragione, io me la sono fatta!!! Non fa' più male!" Il broncio sul viso di Mistic sfociò in una richiesta di comprensione per quello che lei aveva affermato così Morphea le rispose " Sul serio... Facesse quello che vuole... Chi siamo noi per dirgli cosa fare o non fare? Se ne frega? Bene... Potrà rinnegare tutto... ma questa è casa... e un'altra così non la troverà da nessuna parte... potrà avere castelli... tesori... donne... potere... ma casa è casa... lo sappiamo noi... e lo sa' anche lui!!! E' facile fingere... Ma per quanto? Non voglio aggiungere altro. Basta parlare... Devo andare tra le mie scartoffie, ho del lavoro da svolgere... !!!"

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Mistic

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:56 am

Morphea si stava allontanando quando Mistic la prese per il polso...e mentre era ancora di spalle le disse:
"ti sei sfogata???beh...ora tocca a me...sai qual'è il problema???che non sò come farmene una ragione...ho solo amaro in bocca!!!mi chiedi di
rispettare una persona che non ha fatto lo stesso con me...quanto pensi possa ancora aiutarmi il bene ke gli voglio???è una fiamma sulla quale ha buttato un bel secchio d'acqua...ma nonostante quella secchiata è rimasta una fiammella...ma senza essere alimentata prima o poi si spegnerà...ed io prego per la sua incolumità che prima che succeda lui sia qui...in caso contrario...sarò io a cercarlo solo per fargli fare la fine delle mie carcasse!"
Una volta concluso Mistic le lasciò di colpo il polso e senza voltarsi entrò in macelleria...

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Kurtz

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:56 am

Era quasi l’alba; Kurtz entrando nella stanza ebbe quasi un moto di disgusto. La mattanza era finita, il sangue che si accumulava era di un rosso scuro ed il suo odore era nauseabondo. Si sedette su una panca vicino ad una finestra. Perfilippo stava ripulendo la sua spada sul petto di un cadavere. “colonnello” disse “ che nottata!!” “Già” rispose Kurtz, scostando la tenda con la spada e guardando i primi raggi di sole che iniziavano ad illuminare la città. Kurtz ripensò a tutti gli avvenimenti che lo avevano condotto in quella stanza.

8 giorni prima

La colonna procedeva compatta e decisa, gli esploratori avevano segnalato i polacchi in fuga da Dubovac oltre il confine con la Stiria. “Generale Legio, cosa facciamo? Non possiamo sconfinare” Legio gelò Kurtz con lo sguardo dicendo “Abbiamo promesso di recuperare tutto il maltolto ai nostri amici croati, manda una staffetta agli Austriaci chiedendo il permesso di entrare nel loro territorio”. L’ordine fu subito eseguito, ci sarebbe voluto del tempo, così i soldati si sarebbero riposati per un po’.

Dopo un paio di giorni all’accampamento giunse trafelate la staffetta. “Colonnello, colonnello, notizie importantissime, l’esercito polacco è alle porte di Marbur, gli austriaci stanno muovendo l’esercito di stanza a Rottentman e il generale austriaco ci concede il lasciapassare per prendere alle spalle i polacchi”. “TUTTI IN MARCIA” urlò Kurtz. Legio balzando a cavallo disse agli uomini “Sbrighiamoci altrimenti troveremo ben poco dei nostri amici polacchi” e con una fragorosa risata si mise a galoppare.

La città di Marbur sembrava tranquilla; dei polacchi nessuna traccia, l’accampamento era vuoto e sembrava lasciato di tutta fretta. L’ordine brigante si accampò per la notte alle porte della città per dimostrare le proprie intenzioni pacifiche. Un inviato del borgomastro confermò che i polacchi erano partiti la notte prima. “DANNAZIONE” urlò Legio, “Ci sono sfuggiti di nuovo, ma ormai sono chiusi da noi a sud e dall’esercito della Stiria a nord, Kurtz dobbiamo ripartire appena rifocillati gli uomini”.

La campagna Austriaca in primavera era molto bella; lo sarebbe stata di più senza quei cadaveri di contadini riversi lungo la strada. I polacchi non avevano perso il vizio di depredare, ma ormai i conti stavano per essere chiusi. All’alba del 21 aprile la colonna era ormai in vista di Gratz, la capitale del principato. Le torri campanare della chiesa erano ben visibili e suonavano a stormo. Alte colonne di fumo si alzavano poco fuori dalla città. La colonna procedeva lentamente e guardinga. Dall’alto di una collina Kurtz e Legio poterono guardare con i loro occhi, come venissero trattati in Stiria gli ospiti non graditi. Un poderoso scontro era avvenuto il giorno prima; l’esercito polacco era stato investito in pieno dalla furia degli Austriaci e ne era rimasto ben poco. Fra morti e feriti, i polacchi erano ormai stati quasi del tutto eliminati. Restavano poche resistenze braccate dai soldati austriaci. “Generale” sospirò Kurtz “ siamo arrivati tardi questa volta” Legio osservò quella strage e sembrò per un attimo provare una forte emozione. “Kurtz, chiediamo il permesso di entrare in città, ho bisogno di bere qualcosa con i miei amici in una taverna”. Non appena entrati in città, si recarono nella taverna municipale, lì ascoltarono di nuovi problemi del principato. La città di Rottentman si era ribellata ed aveva costituito un esercito per renderla città franca. Il principe austriaco aveva subito dato disposizione per schiantare questa rivolta. “Generale, che si fa? Gli diamo una mano?”.

Legio non rispose subito alla domanda di Sestilio. Svuotò l’ultima goccia di birra, posò il boccale sul tavolo e disse : “Per me siete fratelli e non semplici commilitoni” devo annunciarvi una decisione, per me molto sofferta, ma è l’unica da prendere; Ho deciso di smettere la vita del soldato, ho deciso di trasferirmi qui ed iniziare tutto dall’inizio. Basta sangue, basta morte e sofferenza. Non cercate di dissuadermi, la mia decisione è definitiva. Non appena fatto rifornimento dovrete ripartire e tornare alle vostra case, Kurtz vi condurrà fino in Croazia e da lì ognuno prenderà la sua strada”. Senza proferire altro, si alzò ed uscì dalla taverna.

Tutti restarono senza parole, l’Ordine Brigante senza il generale Legio non aveva motivo di esistere. “Vedete che domani ci avrà ripensato” disse Rufio; “No, non era lo sguardo di chi avrà ripensamenti, L’Ordine Brigante finisce a Gratz” aggiunse Obelix.

La notte trascorse in bianco per tutti, Kurtz non aveva chiuso occhio; da un lato era contento di tornare al suo mulino, dall’altro sapeva che gli sarebbe mancato tutto questo. Era l’alba del 25 aprile 1457, sarebbe stata una bella giornata, almeno così indicava il cielo terso. Obelix entrò senza bussare nella stanza “Maledetto ometto” gli urlò Kurtz,, riponendo la spada “che ti salta in mente?”. “Legio vuole vederti subito, e mi sembra molto ma molto arrabbiato”. Kurtz si precipitò da Legio, lo trovò con le braccia conserte di fronte alla finestra.

“Guarda come mi vogliono bene i tuoi concittadini” ed indicò una pergamena sul tavolo. Kurtz la prese ed iniziò a leggere. Il buon caro Rever aveva subito informato gli austriaci della pericolosità di Legio, pregandoli di prendere provvedimenti. Nel frattempo entrò nella stanza un messo del principe Masilius che riferì un messaggio “Il principe chiede che voi ed i vostri uomini lasciate la città entro 24 ore pena l’arresto ed inoltre siete desiderato al castello” Il messo uscì dalla stanza Legio aggiunse “ Volevo ritirarmi, volevo allontanarmi da tutto e tutti ma loro mi stanno trascinando di nuovo. Be’ se è questo che vogliono l’avranno, KURTZ quanto tempo ti serve?” “per partire?” disse Kurtz, “ No, per mostrare a questi Austriaci con chi hanno a che fare , io vado al Castello, ci vediamo lì”

Kurtz uscì dalla stanza, chiamò Obelix gli riferì della cosa e diede disposizioni per la sera

25 aprile, sera

Il castello di Gratz svettava con le sue lunghe torri; sembrava un castello delle fiabe. Le taverne della città erano piene. Obelix raggiunse Kurtz appiattito sotto il ponte che conduceva al castello. “Tutti gli uomini pronti colonnello, Legio è a colloquio all'interno”. Ad un cenno di intesa, Perfilippo ed Excult strisciarono fino alla prima garritta. Udirono solo un rantolo ed un tonfo. Quando tutti raggiunsero i due, li trovarono lordi di sangue delle due guardie che giacevano a terra con le gole tagliate. “Ändern der Schutzeinrichtung” si sentì urlare dall’interno. Kurtz zittì tutti “E’ quello che aspettavamo, il cambio della guardia”. Perfilippo indossò l’elmo della guardia e si pose davanti alla feritoia. Non appena il portone fu aperto, L’ordine brigante si riversò all’interno, e la mattanza ebbe inizio.

Kurtz si riprese dai ricordi, si trovò ancora seduto con le braccia poggiate sulla spada. Ora non c’era tempo da perdere; la sala del consiglio era vuota, tutti erano fuggiti. “Illimino dov’è?” urlò, “sarà nella tesoreria a fare due conti con Valerio” disse ridendo il buon Sirrobson. Legio era al centro della sala " Kurtz" disse "Dio sa che non volevo tutto questo, ma nessuna volontà è più forte del destino; ci sarà sempre qualcosa o qualcuno che ti trascinerà sempre in questo vortice." Kurtz infine notò il manto di ermellino lasciato dal principe austriaco, lo prese e lo poggiò sulle spalle di Legio . “Mio principe” gli disse, “L’Ordine brigante è qui per servirvi”.

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Giordanobruno

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:57 am

Legio principe.
Ecco la notizia che correva per le strade di Udine.

Bè pensò Giordano sorridendo, è il primo nostro concittadino a rivestire tale incarico.
Peccato non essere con lui, movimentare un pò la vita di tutti i giorni sarebbe quello che servirebbe.

Scrisse una lettera in cui si congratulava con il nuovo principe e gli affermava il suo desiderio di raggiungerlo con un gruppo armato di volontari se lui glielo avesse mai chiesto.

Chiamò il suo servo e invio la missiva

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pnj

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:57 am

Il marchese del grillo stava seduto sulla sedia della sala da pranzo, e, mentre mangiava, leggeva il giornale, lesse in prima pagina.

Colpo di stato a Graz, Legio colpisce ancora, Regni Italici in guardia

Poi disse alla madre:
Mamma, mamma! Guarda, ancora quelli dell'ordine brigante, allora aveva ragione Don Bastiano ieri sera, mmm. Mi sà che qui uccello partorisce.
Dopo la battuta finì velocemente di fare colazione e, uscito dal palazzo prese la carrozza e andò gironzolando per la campagna in cerca di qualche distrazione. Per caso si ritrovò davanti al nascondiglio di Don Bastiano, un colpo di Balestra in aria, e poi eccolo la che usciva fetente dalla sua chiesa, e che gli offriva una caciotta e un po di vino. E che lo rimandava via:
Grazie! Grazie Don Bastiano
E ritornava a gironzolare, arrivò alle porte del paese e sentì la gente che parlava e che bisbigliava:
Lo sai di Legio, vero? Lo sai
Dicvano alcuni, altri invece:
è quel che si meritava!!! Quel fetentone! Sempre con quell'ordine dei briganti!!! La rovina!!! ecco cos'è!!! Larovinaa!!!!
Altri invece dicevano:
No, no. Non è colpa sua. Pensa che lui l'ordine lo voleva pure lasciare, però poi è arrivato un comunicato da un Regno italico, e lui, tutto arrabbiato, è andato e ha ucciso il Principe! Ahhh, e pensare che c'è chi lo ama, ma, che ci vuoi fare, questa è la vita, e se briganti eravamo, briganti dobbiamo essere!!
Il marchese non ascoltava molto quelle voci, piuttosto andò nella Taverna "Il covo degli ubriachi" a bersi una birra e a pensare alle cose belle della sua oziosa vita.

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Excult

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:58 am

excult dopo aver ucciso le guardie, entrò nel castello e decise di andare verso la stanza del p.m.
era il suo più grande desiderio voleva proprio vedere come ci si sentiva a stare dietro a una scrivania a giudicare e giustiziare.... quella sensazione era piacevolissima così decise di aprire un po di processi a caso giusto per divertimento
dopo poco decise di dirigersi verso la tesoreria dove illimino e valerio contavano i soldi e le pietre preziose e intanto che i due dividevano i ducati excult osservava i bellissimi quadri esposti nella sala

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Kurtz

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:59 am

Kurtz lesse i dispacci che arrivavano da tutte le città della Stiria, molti cittadini sembravano insofferenti al dispotico regime abbattuto. Non a caso c'erano state alcune rivolte con tentativi di rendere alcune città franche. Le notizie non erano buone, almeno 3 eserciti erano in marcia contro Gratz, evidentemente il vecchio regime voleva nascondere tutte le magagne che s'erano ad un tratto svelate. Kurtz tralasciò gli insulti generici alla gente italica tanto cari a chi ha una distorta visione della bella patria italica. Obelix entrò nella stanza come suo solito, senza bussare. "Colonnello c'è qualcosa che devi vedere". Kurtz ed Obelix scesero giù nelle segrete del castello; un ambiente tetro, oscuro. Entrarono in una cella e lì vide una dama legata ai ceppi. "Madonna, capite la mia lingua"?, la dama con lo sguardo sofferente fece cenno di sì. "Perchè siete qui? quale nefandezza avete mai potuto compiere perchè le vostre carni e la vostra anima fossero così dilaniate?" "Gentile cavaliere, il mio nome non ha importanza, sono di nobile lignaggio, alto funzionario di questo governo dispostico, la mia colpa è stata di voler dare dignità al popolo della mia città, ho osato ribellarmi per rendere la libertà ai miei cittadini ed ora sono qui in attesa della sentenza già scritta" Kurtz senza pensarci due volte diede l'ordine ad Obelix " Libera la dama dai ceppi, portala in una stanza adeguata al suo rango e che sia rifocillata"
Accompagnandola fuori dalla cella la dama sussurrò "Non so chi siate, non so perchè lo fate, se avessi ancora un esercito ve ne darei il comando perchè possiate salvare la vita vostra e quella dei vostri uomini, ma ahimè le forze erano impari, non ho più esercito, non ho più casa, non posso aiutarvi" Kurtz nel lasciarla andare su per le scale aggiunse "Mia dama, vi farò preparare un cavallo affinchè possiate andare via di qui, non so quanto potremo resistere ancora, vi ho liberata perchè chi combatte per la libertà combatte per il giusto e voi avete avuto il coraggio di dare voce al vostro popolo, andate ora, e....addio non ci rivedremo più, non in questa vita almeno, vi auguro la buona sorte e non vi preoccupate per noi, sono scelte che abbiamo fatto. Meglio vivere un solo giorno di gloria con i miei fratelli ed amici che 1000 di codardia". Risalì anche lui alla luce, cercando di godere, per quanto gli restasse, del tepore del sole.

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Obelix

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 5:59 am

Obelix in quei giorni aveva cercato di parlare il meno possibile...
Seppur un semplice attendente, scrutava il comportamento di ognuno, e due persone lo preoccupavano... Il Generale e il Colonnello...
Il primo aveva negli occhi qualcosa che non vedeva da mesi. Andava su e giù per il campo in cerca di qualcosa da fare... si fermava a parlare con la truppa come non faceva da tempo. Qualcosa era cambiato, ma non riusciva a capire cosa fosse...
Il Colonnello, invece, non usciva dalla stanza.. era immerso nello studio delle carte topografiche per studiarsi i vari spostamenti da compiere. Mandava in perlustrazione soldati per carpire se nei dintorni ci fossero pericoli imminenti.
Era tutto troppo calmo... e quella calma non lasciava presagire nulla di buono. Quel presentimento ebbe subito risposta. Improvvisamente entrò nella taverna un uomo, cercava Legio. Il suo sguardo cambio in un attimo, strinse il pugno con la pergamena che gli aveva appena passato il soldato e si diresse a larghe falcate verso Obelix. Scattò sull'attenti e ascoltò " Lavativo!!!! Trovami immediatamente Kurtz e portalo qui! Ora! Subito!!!" erano giorni che non lo vedeva così... e senza replicare andò di corsa nella stanza del Capitano riferendogli gli ordini del Generale.Lo raggiunse in un attimo.
Da lì a due giorni tutto cambiò. L' Ordine sedeva sugli scranni.
Il Castello era sorvegliato. Notte e giorno.
Una mattina uno degli uomini mandato a sorvegliare il confine si presentò al fossato con in mano due lettere.
Obelix le consegnò direttamente nelle mani di Legio.
Una delle due citava quanto segue....



Amico mio,
è qualche giorno che le tue parole fanno eco nella mia testa.
Spero tu sia in ottima salute. Ma non è questo il motivo per il quale ti mando una mia.
Molte cose sono successe soprattutto nell'ultimo periodo.
I pettegolezzi tra le vie della Repubblica sono lauto pasto per le fauci dei lupi rabbiosi.
Non pensavo che un giorno l'avremmo detto... Ma dovevamo seguirti...
Vedo vermi che strisciano nel letame pur di raggiungere i loro scopi. Vendono la loro anima pur di non accettare la sconfitta.
Le maschere iniziano a cadere...
Chi si vestiva di tutto punto, qualsiasi cosa indossi ora puzza del sangue del popolo.
Molti dirigono i loro passi verso la terra che ti ha offerto i natali, quando questa ti ha costretto alla fuga. Molti non lo fanno in pace.
Molti ti offrirebbero il loro aiuto, ma molti ti pugnalerebbero alle spalle, e molti meno in pieno petto.
Non abbassare la guardia, mai.

Morphea

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Legio

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:01 am

Mariamagdalena e Herzogtum Steiermark

Mariamagdalena è stato accusato di alto tradimento.


Il pubblico ministero chiama Legio alla sbarra
Ecco la sua testimonianza:


Ich Legio, sage dass diese Frau ist unschuldig.





Il verdetto è stato pronunciato
Pronuncia del verdetto
L'accusato è stato rilasciato.





Questa fu l'unica cosa vera che Legio fece in quei suoi giorni da Principe.




Nella sala del trono i mobili erano di un legno potente ed austero , i drappi alle finestre pesanti e rossici e tutto contribuiva ad appesantire quel quadro con una angoscia insopportabile. Il tavolo sul quale erano dispiegate le mappe del ducato aveva piu uomini attorno di una baldracca in tempi di magra, tutto era sporco e trascurato come percorso da lungo tempo da quel senso di austerita e dovere che solo i soldati hanno.

Su quel tutto.....regnava un caos indescrivibile.

Da subito arrivarono dispacci da ogni dove, offerte di compravendita merci, congratulazioni, proposte di collaborazione, proposte di annessione, velate minacce, invii immediati di fantomatici eserciti amici, altrettanti nemici, suppliche varie...

Ma quando tornarono i primi esploratori si capi subito che la faccenda era grave.


" Siamo chiusi signori. L'esercito di gluksritter che seguiva i polacchi ora sbarra noi la strada a sud. Apet a nord e klingon
in uscita per ogni direzione....a nordest è improponibile per l'esercito a vienna.....tra due giorni ci saranno tanti uomini sotto queste mura da far rimpiangere iddio di un secondo diluvio....Si accettano suggerimenti."


Provvederono metodicamente a svuotare con incoscenza ogni baule, quasi fossero abituati a cio', ogni cantina o deposito, e legio stette a vedere da dietro i drappi rossi chi tirava via un carretto con su marmi, chi portava via spade, chi con muli carichi all'impossibile si avviava verso l'incerto dove.

I bei giorni delle cavalcate fra compagni si erano tramutate di colpo in lunghe ed interminabili riunioni militari.
Eppure....nel bel mezzo del mondo che cadeva a precipizio verso quell'obliqua fine, legio ripensando a mariamagdalena non poteva far altro che sorridere delle ironie del fato. Una condannata a morte solo per puro caso liberata da dei perfetti ignoti che probabilmente, e per puro caso, moriranno al posto suo.

Quella sera Legio poso' l'ermellino sullo scranno, calo' la visiera dell'elmo senza voler vedere altro e sali sui spalti.

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Kurtz

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:01 am

--Kurtz ha scritto:Kurtz aveva ricevuto gli ultimi dispacci della notte; tutto l'Ordine si era ritirato all'interno del castello, a parte qualche presidio nelle strade laterali, non si vedeva nessuno per strada. La situazione era gravissima.

Da sud, l'esercito 1. steierisches Armeebanner comandato da Gluecksritter, dopo aver sterminato gli ultimi polacchi era ad un nodo dalla città. Alle porte di Gratz stazionava l'esercito Dealbo Equester comandato da Klingonpacker. A nord l'esercito Blau comandato da Apet, dopo aver massacrato gli inermi cittadini di rottennamm era ormai in marcia, la stessa Mariamagdalena alla testa dei pochi uomini rimasti era stata ferita gravemente. "Meglio questo che morire impiccata" pensò Kurtz. Si diresse all'ingresso del cortile interno, vi erano tutti gli uomini che si riposavano dopo una notte passata di guardia, con uno stiletto affisse la mappa aggiornata ad un palo che sorreggeva la forca utilizzata per le tante condanne a morte comminate dall'ex principe. [/rp]
[rp]

[/rp]
"La situazione è grave, inutile nasconderlo, siete stati dei valorosi come sempre, qualcuno nella Serenisima sarebbe molto contento di vederci penzolare da una forca, qualcuno come il nobile Rever il cui rancore verso di noi e verso il nostro principe Legio, è per lui l'unica ragione di vita, a quanto pare. Passare il proprio tempo a cercare di capire dove siamo e cosa facciamo ed inviare missive velenose anche in terre lontane pur di nuocerci deve sembrargli giusto. Lasciamolo con questa convinzione; io di giusto vedo solo voi, la vostra lealtà ed il vostro coraggio. E' per questo che vi dico che chi volesse può ancora uscire dalla città e dirigersi verso nord. Alcuni amici vicini alla nostra causa, scorteranno chi lo vorrà verso nord. Segnate al lato della mappa i nomi, avete già fatto abbastanza e nè io nè il Principe Legio possiamo chiedervi di più" Detto questo rientrò nella camerata. Affacciandosi dalla finestra vide la mappa strappata in mille pezzi a terra. Tutti gli uomini brandendo le armi urlavano "LUNGA VITA A LEGIO, LUNGA VITA ALL'ORDINE BRIGANTE". Kurtz guardando quella dimostrazione di lealtà capì definitivamente la differenza tra UOMINI ed Omuncoli.

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Tabac

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:02 am

la pioggia battente e i dispacci drammatici che arrivavano da graz
resero cupissimo l'umore di tab.
Egli era lontano dai suoi amici
la cosa che lo tormentava di più era quel senso di impotenza
che montava in lui ogni secondo che passava
decise cosi di sfogare la sua rabbia su una pergamena......

Eroi puniti perché audaci,

Eroi la cui esistenza é sempre incerta,

spiriti forti che masticano le braci,

delle loro indomite sorti.

****

Eroi che vincono la miseria

di tutti i limiti prigione,

Eroi che non subiscono ma scrivono la Storia,

versando il loro sangue col fuoco

dell'Amore.

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pnj

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:03 am

AHHHH
urlò il messaggero mentre guardava gli avvenimenti del mondo! due persone così in in una settimana. prima Caleblost! Poi Legio! Il Signore oscuro si sarebbe di sicuro arrabbiato. Ma il suo compito, ahimè, era quella di riferire al signore Oscuro, perciò si diresse di nuovo in quella grotta, e, inginocchiatosi, disse:
Signore! Sono desolato! Ma Legio è con le spalle al muro! Colpa di Rever!
COOOOOOOOOOOOOOOSAA? CHE I FULMINI PIOMBINO SU QUESTA GROTTA! QUELL'OMUNCOLO HA OSATO SFIDARMI! E PAGHERà PER QUESTO! CHE NESSUN ANGELO SI METTA IN MEZZO!
ARKAAAANTOOOOS!!!!! REVER DEVE PAGARE! VAI!
Tutti scapparono quando sentirono quelle urla! Gridavano e si disperavano. Ma dall'oscurità sorse un uomo piccolo, con una gobba, e disse:
Non si preoccupi fignore... hi hi hi

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pnj

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:04 am

--_schatten_ ha scritto:Tra un boccale di birra ed un altro, gli uomini stavano perdendo lucidità.
L'attesa per i nuovi ordini era snervante.
La situazione peggiorava di ora in ora. Serviva capire, anche se inutilmente la posizione precisa degli eserciti a nord, anche se l'unica via di fuga sembrava essere quella di sfondare l'esercito a sud.
Perfilippo ubriaco cominciava a ballare barcollando per la taverna, in preda all'euforia del momento stretto ad una baldracca austriaca. Un soldato continuava a ripere a tutti " La calma, bisogna mantenere la calma!!!". Alatriste e Tempesta con mappa alla mano cercavano di capire quanto li divideva dai due eserciti a Nord. Dopo un'ora passata a districarsi tra le carte Alatriste impaziente: " Stanotte parto io, mi dirigo a nord verso la prossima città." Tempesta preoccupata rispose :" No! Tocca a me, tu devi restare. Qualora mi succedesse qualcosa, la mia perdita non graverebbe sul resto del gruppo, la tua sì!!! Parto io!!!" e lui " Prendi la mappa, la prossima citta è Bruck an der Mur, vai lì. Ma stai attenta!!!" e ancora lei "E' inutile andare in città, devo perlustrare la foresta, se sono vicini si saranno sicuramente nascosti lì."e Alatriste:" E allora c'è una soluzione. Tu vai in città e controlli il lago passando per il sentiero che costeggia la foresta fino alla prossima città, io passo per la foresta." e ancora lei " Non voglio ti accada nulla!" e lui con tono fermo e deciso " Non ora! Non è il momento. Non abbiamo più nulla da perdere, ma se serve la nostra morte per salvare gli altri, nè sarà valsa la pena. Non credi?" e lei con gli occhi lucidi e un filo di voce rispose " Certo! E' per quello che volevo andare da sola!" E ancora lui " Faremo così, questa ora è l'unica soluzione... e se proprio si deve morire, che sia insieme!!!" Si guardoro fissi negli occhi, salutarono tutti ed uscirono dalla taverna. Prima di andare Alatriste aggiunse " Tra due giorni ci ritroveremo qui, se Aristotele vuole!!! Buona fortuna Tempesta" e lei " Buona vita a te Alatriste!!!"
Nel buio della notte mossero i loro passi verso i punti prestabiliti.
Alatriste trascorse la notte fra gli alberi e incontrò il primo gruppo.



Lei prima del lago ne incontrò due.



Si riincontrarono la notte seguente mentre rientravano a Graz, decidendo di trascorrerla in una radura nascosta. Si raccontarono dell'avventura e pianificarono cosa fare l'indomani: " Appena metteremo piede a Graz, questa mappa deve finire direttamente nelle mani del Principe. Hai notato se oltre i reggimenti ci fosse l'esercito?" e lei " No, nessuno esercito, ma oltre questi che sorvegliavano le mura. Ce ne sono minimo altri 5, da 6 da 7 e da 8, che girano in città." e lui " Perfetto, segna quelli che abbiamo incontrato per strada sulla mappa. Domani mattina all'alba ci rimetteremo in cammino..." E così trascorsero la notte, parlando. Al sorgere del sole, si rimisero in cammino verso Graz. Giunti in locanda, posarono le sacche e si diressero subito al Castello. Il ponte levatoio si abbassò e legati i cavalli vennero subito ricevuti da Principe Legio. Tempesta stese il braccio per passare la mappa al Principe, e inchinandosi " Vostra Altezza, questo è quello che ci aspetterebbe se andassimo a Nord...!"
Lui la prese, la srotolò sullo scrittoio e tenendo lo sguardo basso



con tono severo e deciso disse: " Dovevate restare a guardia del Castello!!! So' esattamente dove si trovano gli eserciti e non è a Nord che ci dirigeremo. Non posso legarvi ad una sedia, non posso seguirvi come dei mocciosi che girano indisturbati per il cortile. Sapevate che correvate dei pericoli seguendomi in questa missione. Sapevate che non possiamo sbagliare una mossa. Avete disatteso i miei ordini! Non aggiungerò altro. Ora uscite, e mandatemi Kurtz!!!"

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pnj

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:04 am

--_schatten_ ha scritto:Usciti dal Castello si diressero verso il ponte levatoio, per ritornare in città.Mentre lo attraversavano videro spuntare degli uomini a cavallo dagli alberi, un soldato aveva uno stendardo nel pugno, era l'esercito Dealbo Equester. Uno strattone alle redini dei cavalli per tornare indietro. Mentre rientravano nel castello " Tiratelo suuuuuuuuu... l'esercito di Klingonpacker è quiiiiiiii!!!!!"


Scesi da cavallo salirono sul torrione per capire se riconoscevano alcuni di quei soldati...




Tempesta prese nuovamente la mappa e segnò i nomi di quelli che erano stati avvistati, la passò a Alatriste per fargliela consegnare nuovamente al Principe Legio. " Vai tu! Non credo che sia entusiasta di questa notizia!"


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Legio

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:05 am

Nell'appressarsi l'ora che il destino, con il consenso di dio, avesse prescritto il fine termine della storia nostra,
Legio riposava finalmente dopo due giorni di veglie. Riposava e sognava di un sogno silenzioso e senza forma.


Chi si mette in mostra non risplende
chi si gloria non è illustre
chi si vanta non emerge
chi si identifica con le proprie opere non dura.

Fair lo abbraccio' baciandolo sulle labbra....
Quale specie di Iddio sei tu, se hai da soffrire maggior numero di pene mortali di coloro che ti adorano?
Che cosa bevi tu , il piu delle volte, se non l'adulazione avvelenata in luogo del grazioso omaggio ?
Oh grande grandezza, cadi pure ammaliata e chiedi al fasto ed alla pompa che ti diano il mezzo per guarire.
Quali sono le tue rendite e quali le entrate ? O Pompa mostrami dunque quanto vali e qual'è l'anima nera che si cela nel tuo culto......Sei tu forse qualcosa in piu che il grado, il rango e le sembianze esterne che ispirano soggezione e timore a gli uomini ? E Tu essendo temuto , sei meno felice di coloro che temono.....
Il manto trapunto d'oro e di perle, i titoli fastosi che precedono il sovrano, il trono su cui egli siede, il cerimoniale che batte contro l'alta riva di questo mondo, io so che nessuna di queste cose ove siano messe a giacere in un maestoso letto puo dormire cosi profondamente come il miserabile servo che con la pancia piena ed il cervello vuoto se ne va a riposare rimpinzato con il pane dell'affanno.

Tre corvi neri entrarono dalla finestra e si posarono sul bordo del letto.


Legio si sveglio' di soprassalto matido di sudore.







Kurtz entro' di botto nella stanza ......." Stanno arrivando Legio "


" Era ora....manca nessuno dei nostri all'appello?" disse Legio mentre si rivestiva

" Sono tutti pronti ai loro posti..... ma....Legio....i tedeschi sono centinaia"

" E' nel concavo cerchio della corona che circonda le tempie mortali del Re che la morte tiene la sua corte,
.......dai l'ordine di distruggere le miniere e andiamo .......non facciamola aspettare Kurtz."


La moltitudine di armati giunse sin sotto le mura con ogni specie di arnese.
Scale mangani, arieti, il 29 aprile diedero l'assalto ai bastioni in cosi' gran numero da non dar piu alcuna possibilita ai difensori se non quella di arrendersi o combattere sino all'ultimo.
Dopo poche ore dall'attacco l'ordine era ridotto ad un misero gruppetto che ancora teneva il portone del palazzo, il numero degli alemanni era cosi vasto da non temere perdite ne defezioni ed alle sei del mattino di quel giorno anche gli ultimi difensori furono travolti.

Legio se li vide cadere uno per uno attorno, man mano che arretravano incalzati dai reggimenti in attacco che sembrava non dovessero piu smettere di arrivare. Sestilio che aveva combattuto come un leone, valerio che sembrava non dovesse piu cedere dopo aver tagliato in due un tedesco delle dimensioni di una quercia, perfy che dopo aver spezzato l'alabarda e consumata la spada continuava imperterrito a colpire con l'elmo che si era tolto, e poi illi, rufio, kurtz..... ed alla fine arrivo' anche il turno di Legio.


Nel pomeriggio il lavorio dei carpentieri alle prese con la costruzione delle prime forche in piazza
echeggio' incessantemente per tutto il borgo.
Dalle prigioni in cui avevano gettato i feriti superstiti si poteva udire il battere dei martelli sulle assi di legno.


La legalita' e l'ordine costituito erano tornate a Graz.

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Kurtz

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:05 am

Kurtz riusciva a malapena ad aprire gli occhi. Il sangue colava ancora sulle sue palpebre. Un forte dolore al costato lo fece piegare, ma non cadde, era legato ai ceppi. Quel luogo lo riconobbe, per ironia della sorte gli era toccata la stessa cella di MariaMagdalena. Non ricordava molto della notte appena passata, chiamò con tutto il fiato che avesse in gola : "GUARD,GUARD!", dopo un po' senti i chiavistelli aprirsi, un omone con il volto segnato da cicatrici lo apostrofò duramente " Was suchen Sie Italienisch? cosa vuoi Italiano?" "Voglio parlare con il tuo generale e subito!" gli ordinò Kurtz. Quando il generale Klingonpacker entrò nella cella Kurtz si sforzò di mettersi in piedi, Il Generale lo guardò e gli disse "Possiamo parlare Italiano, sono stato spesso nella vostra patria, cosa volete di tanto urgente?" "Mi chiamo Kurtz, colonnello dell'Ordine Brigante, esigo di essere trattato da soldato, sono vostro prigioniero ma non ai ceppi" Ad un cenno del generale, i ceppi furono tolti. "Cosa ne è dei miei compagni?" Klingonpacker con un sorriso beffardo gli disse : "Quelli vivi sono nelle segrete del castello, sapete anche voi cosa vi aspetta" "Ed il mio generale?" disse Kurtz con un tono sommesso. "E ferito, ma vivo, è nella cella accanto, dovreste ricordarvene, avete combattuto in quadrato tutti insieme pur di proteggerlo, in fondo vi ammiro, vi siete battuti tutti con onore" "Generale Klingonpacker" disse Kurtz " So cosa ci attende e non vi biasimo, avrei fatto lo stesso anche io, ma se c'è qualcuno da incolpare questi siamo io ed il generale Legio, vi prego da soldato a soldato di intercedere presso il vostro Duca per conto dei miei compagni. Essi sono dei leali e valorosi soldati e fratelli ed hanno solo obbedito agli ordini; non meritano di morire in questo modo; sfogate la vostra brama di vendetta e giustizia su me ed il generale Legio, ma risparmiate i miei uomini" Klingonpacker gli asciugò il sangue che gli colava sugli occhi dicendo "Non dipende da me, il tempo delle parole è passato da tempo, ma girerò la richiesta al Duca" Mentre stava per andare via, Kurtz esclamò "Un'ultima cosa generale Klingonpacker, quando sarà l'ora, vorrei fosse prima del mio generale, risparmiatemi almeno di assistere alla sua morte" Mentre stava per passare la soglia della cella, Klingonpacker si voltò dicendogli "Tutti i vostri uomini hanno detto la stessa cosa, avrei voluto avervi al mio comando invece di ordinare la vostra morte" Kurtz sentì i chiavistelli richiudersi, si stese sul pagliericcio, dopo tanti mesi poteva finalmente riposare.

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Rufio_vatreno

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:06 am

Rufio era immerso nelle tenebre,
ci pensò una secchiata di acqua gelida a ridestarlo.
man mano che l'acqua puliva il sangue raggrumato sui suoi occhi,
egli cominciò a rendersi conto della sua penosa situazione
era stato messo ai ferri,ferito,debole,assetato.
si rivolse al secondino che lo aveva brutalmente fatto tornare alla realtà:
"hei crucco,ci deve essere un errore,io avevo prenotato nella migliore locanda della città"
il fendente che ne segui.....arrivò sotto la forma di un guanto ferrato
"ridere....ridere italiano...fare bene a ridere ora....tra pochi gg tu non ridere più"
rufio si riprese a stento dal colpo subito alla mascella......ma replicò ugualmente....
"perchè non mi sleghi crucco....cosi ci facciamo due risate insieme....."
il secondo colpo arrivò allo stomaco.......per un attimo a rufio mancò il respiro....
"continuare a ridere tu......tra pochi giorni tu su forca"
anche questa volta rufio riusci a replicare.....
" hei crucco avrò diritto almeno ad un ultimo desiderio?"
il teutonico sogghignò divertito per un pò.....poi rispose...
"certo...certo ..come no ....cosa desiderare?"
rufio fissò quell'uomo per un attimo....poi
"vorrei che il giorno dell'esecuzione tu sia in prima fila,ti farò vedere come muore un soldato italiano dell'ordine.....infame di un crucco!!!!!"
il terzo fendente fece ripiombare rufio nel buio.........
il secondino richiuse soddisfatto la porta della cella dietro di se
e fu di nuovo silenzio....

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schatten

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:06 am

--_schatten_ ha scritto:Si svegliò rannicchiata in un angolo. Aveva i vestiti laceri e pieni di sangue. Il viso era ricoperto di lacrime e sangue. Le labbra gonfie e gli zigomi tumefatti. Provò a toccarsi l'occhio dal quale vedeva tutto ombrato, e improvvisamente cominciò a ricordare cosa fosse accaduto.

Aveva fatto solo in tempo a scendere dal torrione, i soldati Austriaci erano dentro le mura. Venne presa alle spalle, prima che potesse muovere un dito, e trascinata a forza, nonostante avesse provato ad opporre resistenza.
Aveva visto i suoi amici cadere ad uno ad uno nelle mani nel nemico. Era rimasta lì a guardare senza poter fare nulla. Legata ad un palo, era convinta che le sarebbe toccato un destino diverso dai suoi compagni di ventura. Anche l'altra donna dell'Ordine era stata legata di fianco a lei. La disperazione segnava i loro volti.
Quando vennero catturati tutti, furono strascinati a forza nelle galere del castello. Le loro strade si divisero. Loro due vennero portate in una stanza che all'apparenza sembrava più gradevole di una lurida cella.
Un gruppo di soldati crucchi spalancò la porta. Le donne erano state legate spalla e spalla e messe a sedere su due sedie.
I soldati austriaci ridevano di gusto. Il loro alito puzzava di birra. Il disgusto e il disprezzo trasformava i loro volti ogni volta che rivolgevano il loro sguardo verso le donne. Uno dei soldati si avvicinò a Tempesta e sorridendole le chiese " Sie sprechen Deutsches?" ( parli tedesco ). La donna lo fissava ma non capiva cosa le stesse chiedendo. Il tono del soldato divenne più forte " SIE SPRECHEN DEUTSCHES?" la donna continuò a non rispondere. Il palmo della mano del tedesco le si spiaccicò sul volto con tutta la rabbia possibile. " SIE SPRECHEN DEUTSCHESSSSSSS?" la donna tramortita dallo schiaffo appena preso, volò sul pavimento per un altro schiaffo più violento del precedente. Per quanto lei fosse un soldato, restava una donna. Provò a trattenere le lacrime, ma la paura era sempre più forte. Altri due soldati si avvicinarono, sollevandola a forza e tenendola bloccata per le braccia. Il soldato che l'aveva appena scaraventata sul pavimento continuava a ridere. Quel volto era carico di odio. Le si avvicinò. Accarezzò delicatamente il suo viso come nulla fosse successo "Was Ihr Name ist? " ( come ti chiami? )Tempesta scostò il viso da quelle mani ancora sudicie del suo sangue. Fissò l'uomo dritto negli occhi, con le lacrime che le segnavano il viso. " Ti senti più uomo vero? Bastardo di un crucco!!!" L'austriaco non comprendeva, così come lei non comprendeva lui. Per un attimo sembrò che quelle parole lo avessero fermato. Si voltò di spalle scuotendo la testa, ma si voltò subito dopo per piazzarle un pugno nello stomaco. Per un attimo le manco il respiro, e per riprendere ossigeno cominciò a tossire. Guardò nuovamente il soldato e sputò sangue sui suoi piedi. L'uomo non sorrideva più. Gli altri due la scaraventarono nuovamente sul pavimento, tenendola ferma per le mani. L'altra donna in lacrime urlò " LASCIATELAAAA!!!". L'uomo si inginocchiò sul pavimento per stracciarle i vestiti che indossava. Tempesta provò ad urlare, ma invano. Un altro pugno la colpì in pieno viso facendole perdere i sensi. L'uomo si sbottonò la cinta, e poi i pantaloni per poi violentarla. Fecero a turno. Più e più volte. Riprendeva i sensi per poi riperderli un attimo dopo. Stessa sorte toccò all'altra donna.

Si risvegliò in quell'angolo di cella, era semicosciente, non capiva dove si trovava. Passandosi la mano sull'occhio, guardò in basso. Vide ciò che restava dei suoi vestiti, e il sangue che la ricopriva dalla testa ai piedi. Ricordò ogni cosa. Un urlò carico d'odio uscì dalla sua bocca " PERCHEEEEEEE' ? " Ripiombò nel silenzio, le lacrime scendevano sul viso senza che lei potesse fare nulla per fermarle. Istintivamente provò a a coprirsi con quello che restava dei suoi stracci. Il senso di vuoto la rendeva impotente, il senso di schifo che provava per se stessa le fece desiderare di essere morta al fianco dei soldati dell'Ordine durante la battaglia. Era morta, nonostante respirasse ancora.

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Briganta

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:07 am

Non sentiva dolore per le ferite su tutto il corpo e neanche per la violenza di quella dimostrazione di virilità, virilità...se così si può chiamare. Sentiva un'altro dolore molto più forte, più interno, un dolore presente in un posto indefinito tra il cuore e l'anima, tra l'anima e le viscere. Il dolore della donna che ha subito la carezza, gli occhi negli occhi, il sorriso..ma che sorriso era?
Quando si era tuffata in quell'avventura sapeva a cosa andava incontro, quali erano i rischi, li aveva voluti affrontare, aveva seguito la passione e messo da parte ogni razionalità.
Allora capì! Il ricordo di quello sguardo, di quelle mani, di quel corpo doveva essere cancellato in qualsiasi modo....... doveva essere cancellato. Al contrario della sua compagna non aveva lascrime, non una, ma doveva assolutamente levare via, lavare via quelle immagini dalla sua mente e quelle sensazioni che la sua pelle aveva memorizzato. Sentì che ce l'avrebbe fatta ...si lo poteva ancora fare, del resto non era neanche la prima volta per lei, sapeva come fare.

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Kurtz

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:08 am

Kurtz sentì la porta della cella aprirsi, la guardia entrò e guardandolo con disprezzo disse “ Ti hanno tolto i ceppi, fosse stato per me ti avrei lasciato marcire legato al muro” e gli scaraventò una ciotola con una strana brodaglia. “Mangia italiano, deve recuperare le forze” il tutto tra fragorose risate. Poi gli si avvicinò con uno sguardo cattivo e gli sussurrò nell’orecchio “Sai, le tue compagne hanno una bella pelle, si vede che non sono briganti da strada, ieri però abbiamo fatto assaggiare loro i veri maschi.” Il fetore di quell’uomo era insopportabile come pure quella grassa e volgare risata mentre aggiungeva “ Stasera lo rifaremo, poi ti racconterò tutto per filo e per segno”. Kurtz sembrava non reagire a quelle atrocità che gli venivano raccontate; mentre la guardia stava per andarsene gli disse “Credo tu avessi ragione”, “Su cosa?” chiese la guardia “Sul fatto che dovevano lasciarmi legato al muro”. Con un balzo repentino gli fu addosso serrandogli le mani al collo. Nonostante le ferite si sentiva moltiplicare le forze. Il secondino gli prese le braccia cercando di allontanarle ma non ci riusciva. Kurtz lo guardava in viso mentre la sua presa stringeva sempre di più. Gli occhi erano innaturalmente gonfi e fuori dalle orbite, il sangue irrorava le sue pupille; Kurtz continuò a stringere nonostante fossero entrate altre guardie attirate dalla urla, ma egli non mollava la presa. Sentì il collo scricchiolare, quell’orrendo alito che aveva impestato le sue compagne si faceva sempre più flebile lasciando il posto ad un rantolo di morte. “IST TOT, IST TOT, E' MORTO” gridavano le guardie e giù a pestarlo. Kurtz lasciò la presa dicendo “stasera avrai altro da fare”, il pestaggio fu interrotto dall’arrivo di un nobile “GENUG, BASTA!”. Allontanò le guardie e rivolgendosi a Kurtz gli disse “Sono Matianos, sceriffo del ducato della Stiria, ho saputo delle violenze alle tue compagne, i responsabili saranno puniti e mi accerterò che non succeda più, ma ora hai ucciso anche una guardia hai complicato la tua posizione” Kurtz, si limitò a dire “Allora impiccatemi due volte se non ve ne basta una”. Matianos disse “ero venuto per cercare insieme una soluzione, ma non credo sia il momento ora” uscì dalla cella e Kurtz sentì richiudersi pesantemente la porta.

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Obelix

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:08 am

--Obelix ha scritto:[hrp]Ad Obelix era toccata la stessa sorte degli altri soldati dell'Ordine...
Catturato, pestato a sangue e sbattuto in cella in attesa della forca.
Solitamente faceva scherzi, battute... ma il corpo dolorante e la mente attanagliata per la preoccupazione della sua sorte e per quella dei suoi compagni non glie lo permetteva.
Una cosa gli fece apparire un labile sorriso sul volto. Il ricordo della conquista del Castello grazie a tutto l'Ordine Brigante...
Insieme, uniti, fianco a fianco nonostante la consapevolezza del richio a cui sarebbero andati incontro...
Un gruppo di sciroccati che conquistano un Regno ....






Così li aveva visti Obelix il momento immediatamente successivo alla conquista....[/hrp]

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Legio

Messaggio  Admin il Dom Giu 06, 2010 6:09 am

Legio, con l'inconcepibile angoscia di un orripilante imminenza che gli rintronava per tutto il capo
e accompagnato da uno sbarramento protettivo di demoni ronzanti si accorse della terribile eventualita'
di essere ancora vivo.
I corvi avevano preso albergo sotto la tettoia della torre in cui era rinchiuso.
La vecchia che portava il pasto aveva diradato le razioni,
come per persona a cui non sia piu necessario dare cibo a lungo.

Quando attraverso la guardia che corrompeva venne a sapere degli accadimenti di quei giorni,
quella decisione che da tempo andava maturando in lui, prese il sopravvento sulla ragione.



"Sono qui per combattere e non per fare accordi, sono qui per portare la diaspora e la sofferenza nelle vostre case come voi per secoli l'avete portata nelle nostre, e non v'è esercito, giudice, amico od amore per il quale recederei da questo.
Se la gangrena della paura infettasse la mia mano non esiterei a tagliarla,
allo stesso modo ora taglio cio che non mi appartiene, anche se so' che non v'è cosa di cui mi pentiro'
di piu per tutti i giorni che mi rimangono da vivere."



Da quando la condanna a morte era stata assicurata la sorveglianza si era andata allentando,
oltre la vecchia del rancio gli rimaneva solo un carceriere e questi ormai vedeva legio piu come
una gallina dalle uova d'oro che come un pericoloso carcerato.
Finse un malore, e questi si precipito' come una furia nella cella preoccupato di perdere la sua rendita per la vecchiaia.
Il cucchiaio che legio aveva pazientemente affilato in quei giorni gli affondo nel collo e il suo grido si spense nel sangue.


Kurtz lo vide attraverso le sbarre mentre passava davanti alla sua cella,
coperto di sangue come un lupo dopo il pasto,
si era dipinto il volto, i denti e le braccia col sangue della guardia,
Legio lo guardo' senza dir nulla e passo' oltre, senti' che kurtz sputo' a terra dietro di lui.
Gli altri fecero lo stesso.
Ma le lacrime che avrebbe pianto volentieri erano ancora negli occhi dei suoi nemici,
non era ancora tempo, prima le avrebbe cavate, prima avrebbe avuto la sua pace.



I cupi rintocchi dei martelli sui patiboli incupivano l'aria del pomeriggio.


Raggiunse la sala d'armi deserta e raccolse alla meglio cio che pote',
un elmo ,un usbergo, una cotta di maglia e i schinieri, prese anche una spada,
una partigiana ed una lancia, si diresse alle stalle ed anche li' non c'era nessuno,
prese un mantello che era appoggiato all'entrata, slego' il miglior cavallo che trovo'
e appicco' il fuoco alla paglia.

Il ponte levatoio era calato e una cinquantina di metri lo separavano da esso, le due guardie all'entrata
fecero appena in tempo a scansarsi per non essere travolte, mentre galoppava senti sibilare qualche freccia
dai spalti, ma era un arciere solo e in pochi secondi fu fuori portata.
Prima che avessero potuto radunare i cavalli lui avrebbe avuto un discreto vantaggio.



Due colline piu in la trovo cio' che cercava.
L'accampamento dell'esercito di Klingonpacker era dinnanzi ai suoi occhi.


Calo' la visiera sul sorriso che gli si era dipinto in faccia e sprono' il cavallo al galoppo giu dalla collina.
Ora egli era il sole morente sull'orizzonte di grano e betulle, era il mondo stesso che stava esplodendo,
che esplodeva in neri grumi di villaggi catapultati nello spazio,, e lui che cadeva in mezzo a tutto cio',
nell'incredibile pandemonio di mille ometti che si agitavano frenetici, nel bagliore di centomila chiodi accuminati diretti su di lui, cadeva dentro una foresta viva, cadeva...

Alla fine urlo' e fu come se quell'urlo rimbombasse lanciato da un albero all'altro,
come se il suo eco poi tornasse,
come se gli stessi alberi si avvicinassero, lo stringessero da presso, serrati gli uni agli altri,
chinadosi infine su di lui, pietosi...

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Re: GDR Legio - (Der Blitzkrieg) Attacco alla Stiria

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