GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

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GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 8:52 am

Castello di rijeka, lato nord,
sala della guardia, tre uomini sedono attorno al tavolaccio principale.

"Io non l'avevo mai visto cosi'.....ormai sono tre giorni che non si fa vivo con la truppa accampata di sotto"

"Sembra malato.... o pazzo.....shhhhhh"

"Dagli tempo....illimino è nelle galere veneziane, dicono lo torturino con la vecchia tecnica di ezzelino...
......arrivano messaggeri ogni ora....da udine, da pola, dal principe , dagli tempo ..."

"Il tempo qui ci consuma, ogni istante scorre lento come la pece nel colino,
guardate come è tutto assorto il nostro compagno, passa le notti sulle mura camminando come uno spettro.
Quest'aria è malsana e malata di morte, andiamocene via da qui finche siamo in tempo..."




Legio sembrava febbricitante mentre leggeva le missive,
quattro dei suoi fedelissimi erano nella stanza,apparivano addolorati nel vedere il loro amico
andare avanti e indietro mentre rileggeva le stesse righe.



"Ebbene, mio signore? perché ve ne state così solo, intrattenendovi con quei pensieri che veramente dovrebbero esser morti insieme a coloro ai quali sono rivolti? Le cose senza rimedio non dovrebbero meritare attenzione: ciò che è fatto è fatto."

"Mostratevi sereno generale, mutar di aspetto di fronte alla truppa è cosa della quale si deve aver sempre paura.
Lasciate pure a me tutto il resto."


"Il prode amleto sta arrivando signori. Provvedete cavallo e vettovaglie per me solo,
Inviate esploratori a nord e a sud del nodo e ditegli di segnalarmi chiunque passi di li'."

I quattro, saggiamente, uscirono in fretta dalla stanza.
Fu come che legio non li avesse notati...con le palme delle mani piantate sul tavolo guardava fuori,



"Noi abbiamo ferito la serpe, ma non l'abbiamo uccisa" ..diceva fra se...." Essa si rimarginerà, e tornerà ad essere lei, mentre la nostra impotente malvagità rimane, come prima, sotto il pericolo del suo unico dente guasto.
Si sfasci la fabbrica del creato, vada alla perdizione il mondo, piuttosto che ci tocchi di mangiare ad ogni pasto, col sussulto della paura, e di dormire in mezzo all'angoscia di questi sonni terribili, che ci divorano ogni notte......."



Prese la penna che ultimamente usava piu della spada e scrisse:



"Mia amata, riponi questa in fondo al tuo cuore, e tienila li'
se credi che questa sia l'unico modo che abbiamo per essere vicini.
Tu sei Fair, ma la tua natura, è troppo imbevuta del latte della bontà umana, per prender la via più breve.
Tu non sei senza ambizione, ma non hai il malvolere che dovrebbe accompagnarla.
Ciò che desideri sommamente tu lo vorresti avere santamente,
tu non vorresti agire in modo sleale, ma tuttavia vorresti ottenere ingiustamente,
tu, o magnanima Fair, vorresti avere ciò che ti grida... "Così devi fare, Se lo devi avere!".
Affrettati a venir qui Fair, affinché io possa versarti nel cuore il mio amore,
Se andra male per me Fair, prendete l'apparenza del fiore innocente che siete,
ma sarete furba e letale come la serpe che sta sotto.
La luce cede all'oscurita' e il corvo prende il volo verso il bosco,
le buone creature del giorno incominciano a cedere alla stanchezza, e si assopiscono,
mentre i neri agenti della notte si svegliano per andare alla preda.
Sta' tranquilla e vola veloce sopra queste ore inquiete.
Le cose nate dal male, attingono forza dal male.
E ora, ti prego, vieni da me.
Tuo.
Legio."

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 8:54 am

Pola, armeria di Amleto
"Tra un matrimonio e un duello non ho dubbi su cosa sia più spaventoso per me!"

Antefatto: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?p=12972806
Nelle precedenti puntate: Amleto, avventuriero giramondo con un talento per cacciarsi nei guai, viene a sapere delle gesta di Legio, brigante che, con la complicità di un membro corrotto del Consiglio Veneziano, è uscito dai confini della Serenissima Repubblica con un bottino di ben 24mila ducati. Sebbene Amleto non sia interessato ai denari, qualcosa lo scuote dentro e decide di affidare alla sorte la sua scelta. Lancia una moneta e attende: nel caso in cui esca testa, andrà a caccia di quell'uomo così pericoloso. Se invece uscisse croce, tornerà a dormire.


Testa!

"Bene", disse Amleto afferrando la moneta al volo e osservandone il responso inappellabile, "si parte allora!"
Mille pensieri viaggiarono nella sua mente in quel momento,
ma uno si fece prepotentemente largo tra tutti gli altri.

Quel sentiero di campagna, tra le suggestive stradine di Lios Mor e An Caiseal...
finalmente era arrivato il momento di affrontare quel ricordo?
Quell'uomo che non aveva più potuto rincontrare... adesso era il momento di brindare in suo onore. Non con i calici, ma con le lame delle spade.

Non dovette passare molto tempo prima che Amleto riuscisse a mettersi in contatto con Legio. Apparentemente, a Udine vi erano persone che lo conoscevano sufficientemente bene da recapitargli un messaggio. E Amleto conosceva altre persone di Udine a sua volta. Passando da un intreccio all'altro, egli riuscì a far avere sue notizie all'uomo con l'elmo.
Così ricevette soddisfazione, assieme alle indicazioni sul posto.

"Uhm... sarà il caso di andare dal cartografo...
non mi sono mai spinto oltre Rijeka, verso oriente."

Passava di lì Myama, buona amica di Amleto (nonchè abitudinaria ladra del vino della sua cantina), e lui le domandò aiuto per conoscere la strada.
"Oh Mya!", fece Amleto sventolando la missiva di Legio, "sai mica dirmi dove devo andare per arrivare qui?"
Myama lo guardò storto, notando la missiva firmata dal nome del brigante sì noto nelle terre Serenissime, ma ancor peggio fece quando Amleto spiegò che, molto semplicemente, gli serviva un'indicazione stradale per andare a farsi ammazzare da un tipo che neanche conosceva, o per ammazzarlo a sua volta.

"La battaglia di Pola non ti è bastata? Perchè non metti giudizio e fai una bella proposta di matrimonio ad Haiku, piuttosto?", rispose Myama imbronciata.
"Tra un matrimonio e un duello non ho dubbi su cosa sia più spaventoso per me!", esclamò Amleto ridendo.

Poi si fece serio. "Ho le mie ragioni. Ho un tarlo dentro che mi rode da tempo e forse con questo duello posso finalmente tornare a sentirmi meglio."
L'improvviso cambio di espressione lasciò Myama senza parole.
"Come fa, quest'uomo, a passare dall'idiozia completa alla serietà più profonda nel più breve istante?", pensò tra sè e sè scrollando la testa.

E lo lasciò lì mentre ancora lui fissava il vuoto, atteggiato in posa eroica.
Myama fece per uscire, ma dopo pochi passi si fermò e sospirò.
Tornò verso Amleto, estrasse un foglio di carta e vi appuntò nervosamente alcuni segni. "Non posso accompagnarti, ma ho segnato sulla mappa il posto indicato. Cerca di tornare tutto intero, per favore."
Detto questo se ne andò senza aggiungere altro, visibilmente preoccupata.



Amleto, uscito di casa, s'apprestava a sellare il suo cavallo.

"Vai a farti pestare e pretendi che mi perda la scena?"
Amleto si guardò attorno e non vide nessuno. Poi guardò verso la sua cantina e notò Dianora appollaiata sul tetto della stessa.
"E tu che diamine ci fai lassù?", domandò Amleto.
E lei, con tutta la naturalezza del mondo, rispose "beh la porta della cantina è chiusa con il lucchetto ma ho visto che sopra c'è un lucernario quindi..."
"Lascia perdere," fece Amleto scrollando la testa, "non voglio sapere il resto!"
"Lo sai che senza donne tu non combini niente. E per giunta sei anche noioso. Caro il mio cavaliere senza macchia. E' meglio che venga con te o potresti finire a Modena piuttosto che a Rijeka."

Amleto sbuffò ma acconsentì. In fin dei conti Dianora era maestra nell'orientarsi in giro. Con quella laurea in materie scientifiche che di fatto non serviva assolutamente a nulla, doveva pur essere brava in qualcosa!

"Sella il cavallo, partiamo oggi stesso" fece Amleto.

"Non senza di me!", fece un'altra voce.
"Vi siete messi tutti d'accordo per spuntar fuori dal nulla, per caso?", scherzò Amleto riconoscendo subito la voce.
Dietro la cantina comparve Solex. "Beh sai... aiutavo Dianora..."
"Ti prego, taci anche tu!", la interruppe Amleto.

"Amleto, è per quella vecchia storia che parti, non è vero?", domandò Solex più seria.
Amleto annuì guardandola negli occhi.
"Di che storia parlate?", fece Dianora mettendosi tra i due.
Amleto continuò... "è giunto il momento di onorare la memoria di quell'uomo."
Solex sorrise e andò a preparare anch'ella il suo cavallo.
"Insomma qualcuno mi spiega sta storia? Eh? Eh?", brontolò Dianora inseguendo Amleto che ignorandola totalmente e ridacchiando già montava sul suo cavallo.
Alla fine i tre furon pronti per partire e s'apprestarono ad uscire dalla città.

*cloppete*cloppete*cloppete*


Nel mentre ch'eran diretti verso Parenzo, Amleto incrociò una giovane donna a cavallo che, con alcuni soldati, procedeva nella direzione opposta.
Amleto frenò di colpo il suo cavallo.

"E ora che ti prende?!? Già cambiato idea, grande eroe?", fece Dianora che, qualora il lettore non l'avesse capito, non faceva mai mancare le sue proteste per qualsiasi cosa non le andasse a genio.

"Dimmi chi sei, donna dal viso familiare." esclamò Amleto rivolgendosi alla ragazza.
"Il mio nome è Katied", replicò lei, "e tu sei Amleto immagino. Non ci siamo mai visti prima, ma mio fratello mi ha parlato di te nelle sue missive... e da come ti ha descritto, non v'è dubbio alcuno che tu sia il suo vecchio compagno di battaglie nelle terre d'Irlanda."

"Tuo fratello... compagno di battaglie?" fece Amleto tenendo fermo il cavallo.
La fissò meglio, le squadrò il viso, ne osservò i lineamenti.
"Quegli occhi, io li ho già visti... somigliano a quelli di... Mordrag?"
Ella annuì sorridendo e si presentò effettivamente come Katied O'Neill, giovane sorella di quel gran guerriero di nome Mordrag che Amleto aveva conosciuto durante le guerre irlandesi.

Amleto, con espressione serissima sul volto, le tese una mano: "questo è certamente un segno del destino... perchè l'avventura che mi attende in qualche modo lega noi tutti... dimmi Katied, saresti disposta a seguirmi nel mio viaggio verso un duello che mi attende?"

Katied rimase un po' sorpresa dalla proposta. Ma in qualche modo sentiva che Amleto aveva le sue ragioni e che esse andassero ascoltate. "E sia.", rispose dopo averci pensato poco più che un attimo.

"Ma bene! Ora ci mettiamo pure a reclutare gente a caso? Fantastico! Quasi quasi lo faccio anche io." chiosò Dianora che di tutta la faccenda non stava capendo una fava.
"Ehi tu!", disse rivolgendosi ad un rozzo contadino che zappava lì vicino, "vieni con noi in Austria ad assistere al grande duello di questa sottospecie di cavaliere?!?"
"Ma anche no!", rispose il contadino guardandola male.
E Dianora scrollò la testa imprecando mentre il resto del gruppo rideva di gusto.

A quel punto, fatte le dovute presentazioni, i quattro furono pronti a partire.
"Vi spiegherò tutto in viaggio", disse Amleto rivolgendosi in particolar modo a Dianora e Katied. Solex, per qualche motivo, sembrava già conoscere le vicende che più d'ogni altra cosa muovevano Amleto verso le terre austriache.

E così, i quattro cavalieri lanciarono i destrieri al galoppo verso le terre più a nord.

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Katied

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:06 am

Era sulla strada per Pola quando incontrò il Reggimento con Amleto a capo. Aveva sentito della sfida che egli aveva fatto a Legio e le sarebbe piaciuto incontrarlo prima che lui partisse per la terra Croata. Aveva tanto sentito parlare di lui da suo fratello Mordrag e di alcune avventure che avevano passato insieme nella vecchia Irlanda…

Lei immaginava il suo incontro col compagno d’armi di suo fratello in taverna bevendoci su qualche birra, ridendo e scherzando come era costume in Irlanda, ascoltando poi le sue storie e quelle dei suoi compagni.
L’incontro invece fu del tutto inaspettato, li sulla strada per Pola… e poi la sua proposta: "questo è certamente un segno del destino... perchè l'avventura che mi attende in qualche modo lega noi tutti... dimmi KatieD, saresti disposta a seguirmi nel mio viaggio verso un duello che mi attende?"
Rimase sorpresa, ma non tanto per la proposta che le fu fatta, quanto il poco preavviso che ebbe… li… su due piedi… mille pensieri le passarono per la testa, ma poi trovò la risposta che cercava nel suo cuore e questa fu: "E sia."

Lasciò cosi il suo gruppo e si aggregò al reggimento di Amleto. Tornava a Parenzo e poi su, verso nord l’avventura per lei sarebbe cominciata… i pensieri però non la lasciavan sola… quante cose doveva fare prima di partire…
Poi il suo pensiero si rivolse ai suoi amici di Parenzo, avrebbero capito il perché di quel viaggio? Infine sorrise pensando a suo fratello, lui avrebbe capito e questo le bastava…

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Legio

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:06 am

Che fair non sarebbe mai arrivata legio lo apprese mentre era in sala d'armi.
Affilava la partigiana con una grosso acciaino seduto di traverso sulla panca delle spade.
Nonostante l'aria fredda che entrava dalle finestre prive di vetrate, l'atmosfera era ammorbata da un leggero lezzo di paramenti marci,le finestre laterali sembravano dei stretti tunnel nello spessore enorme dei muri,
La luce entrava di taglio fra i pesanti tendaggi, cadeva sulle lame e sugli arredi, illuminando quasi in mille strati l'aria,
dal palco alla lesena, dal transetto all'arcosolio, giu' sino al pavimento dove
la polvere scendeva lentamente,come finalmente destinata .


kurtz entro' senza bussare.

"Generalissimo!................"


"Se vedo te e non il messaggero croato significa che tutto è perduto....vero Kurtz?"


Legio chiamava kurtz il suo colonnello anche se non era il suo vero nome, sapeva che un giorno l'avrebbe sostituito,
ne era fiero e dentro di lui sapeva che quel giorno stava arrivando.


"Legio....Fair ti fa sapere che gravi motivi le hanno impedito la partenza ma che
il suo amore è indubbio e....."


"Sudi meno in mezzo alla mischia kurtz, contar frottole non fa per te'.......siediti."



Legio poso' la partigiana e l'acciaino e si alzo' diretto alla fiasca che aveva attaccato alla parete,
porgendola a kurtz e disse:

"Non ho bicchieri"

"Non ne abbiamo mai avuti generale....alla salute"


Bevvero e poi ci fu un attimo di silenzio imbarazzato da cui tento' di venir fuori kurtz,


"Ma la partigiana non l'usiamo piu da quando abbiamo i cavalli signore, che l'affilate a fare?"


" Il ferro si stempra allo stesso modo della carne se lasciato alla deriva,
soffre delle stesse pene, rugginisce se fermo, si spezza se usato.
Nessuno a cui teniamo... va' lasciato mai,
ne le nostre armi, ne i nostri ideali .....
ne tutto quello che ci riguarda va lasciato indietro capisci kurtz ?
Ora perdonami ma la notte che è scesa in me mi impone il silenzio,
domani si parte....buonanotte kurtz."



Fuori di li' in quella notte non v'era
nulla attorno, né suoni né luci.
Nessun orientamento, nessun pensiero, gli occhi aperti come chiusi, buio e silenzio.
Niente sopra ne sotto,
Né vista e né udito nessun barlume più rassicurante del buio senza
spiegazione, senza vie d’uscita, senza vie di entrata.

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Morphea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:07 am

Erano giorni che Morphea non aveva notizie certe in merito al duello che l'amico avrebbe affrontato di lì a poco...
La preoccupazione si impossessò improvvisamente dei pensieri...

Vorrei che il sole accompagnasse le tue falcate...
Vorrei cancellare quello che ti spinge a prendere decisioni in preda all'esaltazione del momento...
Vorrei che per aiutare me non ti fossi ficcato in una cosa più grande di te...
Vorrei che mi accompagnassi all'altare solo per farmi prendere in giro quando io e Tab diremo sì...
Vorrei non saperti solo... Vorrei che sapessi che non lo sei...
Vorrei vederti sbattere le porte di quella maledetta taverna per sentirti dire "Marfy tu e Tab siete uguali... due impiatri"
Vorrei potermi sedere ancora alle tue spalle e martorizzarti coi bigodini e i miei intrugli per farti saltare i nervi...
Vorrei riuscire ad odiarti nella misura in cui ti voglio un bene dell'anima per non stare male pensando che sfidi la morte così....
Vorrei non sentire il calore delle lacrime sul viso pensando che non so' cosa ti accadrà...
Vorrei che neppure per un attimo... tu pensassi che ci hai lasciato dietro... anche se siamo così distanti....

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Kurtz

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:08 am

Il colonnello Kurtz nell'uscire dalla stanza aveva il volto rigato dalle lacrime; per la prima volta aveva fallito un incarico e cosa più grave, aveva mentito al suo generale.
Quando ricevette l'ordine di prelevare e scortare la dama aveva organizzato tutto nei minimi particolari. I suoi fidati uomini erano appostati nei vicoli che circondavano il palazzo della dama, i cavalli sellati e pronti. Una fantesca, corrotta dalla virilità di uno dei suoi uomini, si era prestata a portare una missiva alla signora.

Mia dama, sapete chi mi manda, sapete quanto grave sia il momento e quanto egli voglia guardarvi, forse per l'ultima volta, prima di affrontare quel viaggio senza certezza di ritorno. Ho l'ordine di scortarvi via da qui. I miei arditi sono pronti ad aprirsi la strada a fil di spada. Quando sarete pronta, vi prego di mettere una candela alla vostra finestra e noi interverremo.

La notte era illuminata da una luna così grande che sembrava stesse per cadere sulla terra. La fantesca si allontanò con il biglietto, e richiuse la porta alla sue spalle; all'improvviso, dall'angolo del palazzo, videro l'aiuto cuoco, un uomo che, nelle taverne, si spacciava per capitano pirata ma che aveva solo l'incarico di andare a fare la spesa e spennare i polli. Aveva assistito alla scena ed era corso a prendere la fantesca per strapparle il biglietto. Sentirono urla, torce che si avvicinavano. I suoi uomini erano tesi, le spade sguainate, i cavalli scalpitavano. "interveniamo ora" gli urlarono, ma non se la sentì di assaltare il palazzo e mettere a repentaglio la vita della dama. Mentre le torce degli armigeri si avvicinavano sempre di più diede l'ordine che mai avrebbe voluto dare: "Andiamo via, non rischiamo oltre la nostra e la vita e quella della dama". Passando al galoppo sotto la finestra della Dama, la vide che li osservava, commossa e col volto illuminato dalla luna, la stessa luna che in quel momento il suo generale stava sicuramente guardando.

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Solex

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:09 am

Quel giorno a Pola era una calda giornata di sole... l’aria cosi secca provocava una sensazione ed un bisogno irrefrenabile di dissetarsi....

Solex e Dianora avevano trovato riparo all’ombra di una quercia ed erano li che si godevano quel momento di refrigerio.. Dianora, nonostante la luce accecante, scorse in lontananza la sagoma della cantina di Amleto....
Solex, che osservò lo sguardo furbo dell’altra ragazza, non le diede neanche tempo di parlare che disse:
“Ho gia capito cosa stai pensando..dai andiamo a vedere cosa il nostro carissimo Amleto ci propone quest’oggi nella sua riserva”

Detto fatto, si ritrovarono li di fianco nel vano tentativo di trovare un modo per passare inosservate ed entrare indisturbate all’interno della pregiatissima cantina;
mentre Dianora tentava di trovare un passaggio nel lucernaio, Solex si occupava di trovare un qualsiasi punto dove poter sgattaiolare dentro, ed è proprio mentre ispezionava ogni possibile angolo che invontariamente ascoltò poche parole ma significative del discorso tra Myama e Amleto....

Solex non sapeva cosa fare.... non riusciva a comprendere le ragioni che potessero spingere Amleto a voler sfidare Legio... eppure lo conosceva ormai da tempo... sicuramente non era per una questione economica e neanche di prestigio.. doveva esserci qualcos’altro...
Il suo primo pensiero fu quello di provare ad impedirglierlo ma poi pensandoci bene si rese conto che le motivazioni dovevano essere ben altre; si fermò qualche minuto a riflettere... non poteva lasciarlo solo.... doveva essere presente anche in questo momento e non appena sentì la sua voce interagire con quella di Dianora, colse l’occasione per comunicargli la sua decisione di partire con lui... sapeva che non le avrebbe detto di no...

Ed infatti dopo poco tempo sellò il suo cavallo ed insieme ai due compagni, iniziò quel lungo viaggio..... la prima tappa sarebbe stata Parenzo dove si sarebbero dovuti fermare per sbrigare dei velocissimi affari...;

Solex aveva la testa immersa nei suoi pensieri: appena possibile avrebbe dovuto avvisare Jann delle loro intenzioni.. e magari poi avrebbe potuto trovare il modo di mettersi d’accordo con alcuni amici croati per eventuali trattative di mercato... quante cose da fare!!!!


Ormai alle porte della città, il cavallo si fermò improvvisamente...sentì Dianora che rimproverava Amleto...
Solex tornò con la testa sulla terra e rivolgendosi ad lui: “Ma cosa ti salta in mente!!!!! Ma che modi sono questi??? Vuoi avvisare??”

“Non è mica colpa mia se sei con la testa da un’altra parte!!! Sei sempre la solita!! Non ti sei nemmeno accorta di questo gruppo di viaggiatori che sta venendo incontro a noi”

Solex , in effetti non si rese conto delle persone che stavano giungendo e non diede neanche peso alla richiesta che Amleto fece ad un membro di quel gruppo di unirsi a loro.... si fidava del suo giudizio.. e poi lei gia conosceva Katie seppur solo di nomea: Mordrag (suo grandissimo amico) le raccontava spesso della sua sorellina e la teneva informata delle sue avventure... e cio le bastava per avere di lei un enorme stima....

Amleto accostò il suo cavallo a quello di Solex e a voce bassa gli sussurrò: “Posso capire cosa ti succede??? Capisco che sei perennemente sbadata e distratta ma mi sembri quasi completamente fuori dal mondo...”
Solex lo guardò negli occhi: “sto cercando di capire cosa sta accendo Amle... tutta questa storia.. questa decisione cosi improvvisa... non ti nascondo che io ho gia un’idea ben chiara in testa... che come ti ho detto è solo un’idea....strada facendo cercherò di capire se sia davvero questo quello che ti frulla in quella capoccia....”

Gli sorrise.... ella sapeva che quando Amleto avrebbe voluto parlarle dei suoi progetti, l’avrebbe fatto senza dover chiedere.... per ora Solex sapeva solo che voleva seguirlo... in qualunque momento egli avrebbe potuto aver bisogno di lei.... e non poteva tirarsi indietro.

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Ladyfair

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:10 am

Fair osservava sotto la luce della luna gli uomini che si allontanavano a cavallo. L'agitazione intorno al palazzo le impediva ogni movimento. Impossibile uscire, impossibile raggiungerli. E domani sarebbero stati troppo lontani per unirsi a loro, anche per il suo cavallo che pure era abituato a corse sfrenate. Un senso di impotenza l'assaliva ogni minuto che passava...doveva agire... ma non poteva fare nulla. A meno di un miracolo non sarebbe mai arrivata da lui..nessuna possibilità di comunicare...nessun legame...nessuna azione possibile...si sentiva come un animale in gabbia, tutta la sua energia si scontrava contro un muro invalicabile...eppure un modo doveva esserci...la sua mente scartava una dopo l'altra tutte le possibilità che le venivano in mente. Prendere il suo cavallo e partire subito, da sola...ma sapeva che non sarebbe arrivata neanche a metà ...impossibile superare i pericoli della strada che arrivava in Croazia..ogni ora che passava rendeva quella distanza insuperabile...e lui sempre più lontano, proprio adesso...che aveva più bisogno di lei. Tornò alla finestra...guardò quella luna enorme... a meno di un miracolo non sarebbe mai arrivata da lui...e ora poteva solo crederci...credere che quel miracolo potesse ancora accadere...

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Myama

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:10 am

Myama si trovava sulle rive del lago di Pola,il gruppo di Amleto era ormai partito da 2 giorni ma la preoccupazione per la sorte dei suoi amici non la abbandonava un attimo...

Dopo la discussione con Amleto,Myama era ritornata in nottata verso la sua casa per tentare anche una volta di fargli cambiare decisione o per accompagnarlo in quella impresa pericolosa.

Ma era giunta troppo tardi!

Amleto era già partito con il suo cavallo,lo aveva visto allontanarsi proprio mentre lei era nei pressi di casa sua...

Aveva notato però che non era solo,in lontananza aveva visto due sagome femminili seguirlo...
"Chi sarà mai andato con lui?"si chiede Mya preoccupata

"Ma sicuro!",pensa tra sè,"non possono che essere Dianora e Solex le persone che lo stanno accompagnando!"
"Meno male che sono andate con lui,chissà non riescano a tenerlo un pò a bada!" riflette Mya ad alta voce...
..."Anche se so bene che questo è quasi impossibile quando si tratta di Amleto!Quando si mette in testa qualcosa nessuno riesce a fargli cambiare idea!" ,ma Mya confidava soprattutto nella forza persuasiva di Dianora...

"Buona fortuna,amici miei"mormora Mya mentre faceva ritorno a casa sua,dopo essere passata dalla cantina di Amleto,a controllare che fosse tutto a posto!

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Tabac

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:12 am

era l'alba.....il sole cominciava a fare capolino quando tab usci di casa,si diresse verso una collinetta che dominava la vallata poco distante dal suo mulino.Arrivato sotto la quercia che ne governava la sommità ....volse lo sguardo verso est....per un attimo gli sembrò di vedere legio galoppare verso il suo destino.....il sole cominciava ad irradiare la sua luce....prima di tornare a casa tab buttò un ultimo sguardo verso l'orizzonte per poi sussurrare : buona fortuna amico mio.....

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Ardelon

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:13 am

Era una notte luminosa e serena, sembrava quasi un turno di guardia tranquillo a Udine.
Ardelon controllava la parte est quando sentì vociare da dentro il palazzo e vide tra le ombre la sagoma del cuoco che chiamava l'allarme.
Le guardie allora presero le fiaccole e iniziarono a perlustrare la zona, solo qualche voce lontana poi un rumore di cavalli che si allontanavano...nulla successe quella notte e per fortuna non vi fu nessuno scontro.
Ma mentre tornava al suo posto di guardia, Ardelon notò la figura di Fair che scrutava l'orizzonte...Sindaco cosa fate lì, è il mio compito quello di controllare le mura, voi avete un duro giorno che vi aspetta, su tornate a letto...nessun cenno da parte di lei... quasi non avesse sentito...Sindaco...ehm...cugina...qualcosa non va?... un rapido sguardo ad Ardelon, poi di nuovo all'orizzonte...nulla cugino, credo tu abbia ragione, torno a letto... buona guardia...vedendola allontanarsi Ardelon non si sentì affatto rassicurato dalle sue parole era evidente che qualcosa la turbava...

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pnj amico di parenzo

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:13 am

Egli si stava recando al mercato quando vide arrivare un nuovo gruppo in città. Un uomo a capo e tre belle fanciulle a seguito. Il suo sguardo non li perse di vista in quanto si fermarono poco lontano da dove lui si era fermato ad osservarli. Riconobbe KatieD, il Vice Prefetto del paese nonché sua amica di vecchia data. Vide il gruppo disperdersi in varie direzioni, l’uomo andava nella taverna “degli sbronzoni” , mentre le due fanciulle andavano verso il mercato poco distante.
Katie invece con passo veloce e deciso si era incamminata verso la sua abitazione. Egli decise così di raggiungerla.
- “Katie… Katie...” La chiamò mentre le correva dietro. Ella si voltò e con un sorriso lo salutò.
- “Salve! Ho visto che sei tornata, come mai? Chi sono quelle persone con cui sei arrivata?”
Lei riprese a camminare, “Vieni vieni… mentre andiamo ti spiego su… “. Egli la seguì senza fiatare e lei gli spiegò la situazione…. doveva partire con Amleto che aveva sfidato Legio a duello… e poi aveva un miriade di cose da fare in poche ore di sosta prima della partenza…
- “Ma Katie, te sai che questo viaggio e’ molto pericoloso vero?” – “Si si… lo so… ma sento che devo andare e sento pure che andrà tutto bene… “ ella rispose.
- “Ma chi ti dice che i briganti non vi tendano un imboscata? Sapranno sicuramente del vostro arrivo, no? Infondo sono dei traditori…” Lei si voltò di scatto e corrugò la fronte. Lo guardò dritto negli occhi con lo sguardo serio che lui conosceva bene e disse: “Saranno briganti e traditori della Patria, ma io non credo che Legio sia un infame fino al punto di ordinare ai suoi di tenderci un agguato! Io penso che onorerà la sfida lealmente!!“ e così riprese a passo svelto il suo cammino verso casa…
Egli rimase immobile qualche secondo… la parola lealtà gli suonavano strana riferita a uno come Legio… poi riprese a seguirla: “Katie, scusa… non sarai arrabbiata con me vero? Tu lo sai che io mi preoccupo…” – “Beh.. non ti preoccupare! Io non lo sono, almeno per il nostro gruppo... comunque vieni che ho delle cose da farti fare se mi vuoi aiutare… ho poche ore a disposizione prima di partire…”
Lui la seguì in silenzio domandandosi se davvero ella fosse convinta di quello che aveva appena detto….

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:15 am

Da qualche parte, a poche miglia ad ovest di Rijeka
"E una volta di più, non intendo chiederle alcunchè ora!"

Nelle precedenti puntate: Amleto, l'intrigante giramondo, per sfidare Legio è partito da Pola assieme a Dianora (combattente petulante) e Solex (bevitrice dall'animo sensibile). Poco dopo la partenza incontrano KatieD, sorella minore di un vecchio compagno di battaglia di Amleto (quant'è piccolo il mondo!). Amleto, per qualche ragione oscura apparentemente legata alle sue motivazioni per il duello, decide di portarla con sè. Intanto a Udine un tentativo di condurre Ladyfair fuori dalla città fallisce per i troppi testimoni nei dintorni. A Legio, comandante brigante dall'animo tormentato, non resta che intraprendere anch'egli la ventura verso le montagne Austriache.


"Neve! Neve sugli alberi, neve sui ponti, neve sui capelli!!! Siamo a metà Marzo e i sentieri sono ancora pieni di questa maledetta schifosissima neve! Potevamo restarcene a Pola a dormire sulle rive del lago ma nooooooo, il signorino doveva inventarsi un bel viaggio verso il posto posto più freddo nel giro di chilometri!"

Per tutto il viaggio, Dianora non aveva fatto che lamentarsi per qualcosa.
Nell'ordine aveva avuto da ridire... sul vento che da Pola a Parenzo aveva soffiato dritto in faccia ai quattro cavalieri, sul caldo eccessivo provocato dal caminetto della locanda dove si erano fermati a Parenzo, sulla nuova aggiunta nel gruppo (un ministro del commercio locale che aveva chiesto una scorta fino a Rijeka), sui continui rallentamenti dovuti a Solex che doveva far abbeverare il suo cavallo, sui mancati rallentamenti quando fosse Dianora stessa ad aver bisogno di fermarsi al fiume per bere.

"Ma fa spesso così?", sussurrò Katie ad Amleto nel mentre che i due stavan cavalcando vicini.
"E' solo preoccupata...", rispose Amleto con un sorriso rassicurante.
"Ah... quindi dietro l'atteggiamento scontroso, in realtà nasconde la sua preoccupazione per te e ti vuole molto bene!", concluse Katie soddisfatta.
"No, non mi hai capito...", la interruppe Amleto, "è preoccupata di sporcarsi il vestito sulla neve!"

Quella battuta era stata l'unica che Amleto aveva concesso durante quei due primi giorni di viaggio. Per il resto era apparso insolitamente taciturno, molto sulle sue.
Ogni volta che Solex provava a chiacchierare con lui, egli rispondeva che stava contemplando il panorama.
Il che avrebbe potuto anche essere vero per la prima mezza giornata, ma nel proseguio questo era diventato talmente monotono, tra alberi e neve, da lasciar perplessi nell'immaginare che qualcuno continuasse a contemplarlo.

"Quante tane di scoiattolo hai contato, Amle?", domandava ogni tanto Solex.
"Ne ho contate diciotto", rispondeva sempre Amleto, senza mai variare il numero.
"E quanti scoiattoli hai visto?", continuava Solex.
"Nessuno Sole, sono ancora tutti in letargo", rispondeva Amleto.
"Due idioti, sto viaggiando con due idioti", commentava a quel punto Dianora.
E il tutto andava avanti in cantilena mentre Katie li osservava tutti e tre senza più fiatare, timorosa di ricevere da Dianora la medesima cortesia.

Durante una delle soste, Amleto scorse un bel ramo d'albero che una tempesta con la sua furia aveva spezzato. "Mmmh... la furia degli elementi da queste parti non perdona, potrebbero esserci altre tempeste del genere...", commentò il cavaliere.
Poi discese da cavallo, estrasse la sua spada e cominciò a lavorare quel legno con alcuni colpi secchi.

"Ci accampiamo qui? Prepariamo un fuoco?", domandò Katie smontando anch'essa dal suo destriero.
"Si", la interruppe frettolosamente Dianora, "ma cerchiamo un po' di rami secchi. Bruceranno meglio di quel tronco che Amleto sta tagliuzzando."
Così Katie e Dianora si allontanarono a caccia di tronchi.
Solex si apprestò a raggiungerli ma fu fermata dalla voce di Amleto.

"Sole..."
La ragazza si girò e osservò Amleto, che aveva un'espressione severa in volto.
"Sole", continuò il cavaliere, "non credere che non mi sia accorto di ciò che hai fatto a Parenzo."

"Amleto se parli della birra ti garantisco che ne ho bevuta davvero poc..."
Sole non riuscì a terminare la frase.
"Non riuscivo a dormire questa notte e mentre gironzolavo ti ho vista al piano di sotto, nella sala grande della locanda degli sbronzoni. Stavi scrivendo una lettera..."
Sole impallidì. "Beh si", cercò di spiegare, "sai volevo avvisare la gente di Pola che stiamo bene e che la prima parte del viaggio non ha offerto sorpre..."
"Il giorno dopo, quando siamo ripartiti, ho visto chiaramente il messo partire a cavallo. Non era diretto a Pola, ma nella direzione opposta. Hai scritto a Jann, non è vero?"

Solex sconsolata annuì.
"Le hai detto qualcosa sulla mia decisione e su questo viaggio?"
"No... so che non vuoi farla preoccupare mentre è lontana... era solo una lettera di saluti, davvero Amleto!", rispose la ragazza gesticolando e sbracciandosi.

"Voglio crederti...", sospirò Amleto, "sai che Jann ha preso una decisione ben precisa. Ha scelto di accompagnare Carlosbar fino a Modena mentre noi lottavamo a rischio della vita contro l'esercito invasore di Iness a Pola. Allora io non chiesi il suo aiuto, perchè era giusto che ognuno seguisse la propria strada."
"E una volta di più", concluse Amleto, "NON INTENDO CHIEDERLE ALCUNCHE' ORA!"

Solex non disse nulla, abbassò lo sguardo per non mostrare la sua contrarietà a quelle parole. Poi si allontanò per raggiungere le altre due ragazze a caccia di legna.
Ma prima di andare, domandò ancora.
"Amleto, dimmi la verità. Non hai perdonato Jann per averci lasciato poco prima di una battaglia importante, non è vero?"

Amleto non rispose e tornò a tagliare quel grosso ramo d'albero, con tanta energia ma con massima cura nello scegliere dove colpire.
Per Solex, purtroppo, quella era una chiara risposta.

Il giorno dopo entrarono finalmente a Rijeka, mentre il tempo nei dintorni non faceva che peggiorare. Una tormenta di neve si stava chiaramente avvicinando da oriente.

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Dianora

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:16 am

Tranquillità....solo un pò di tranquillità,questo chiedeva Dianora e non le sembrava una richiesta assurda!
Era partita in tutta fretta da Pola solo per seguire quell'impavido mezzo Cavaliere di Amleto ed era decisamente irrequieta!
"Volevo solo svuotarti la cantina in santa pace con Solex....invece mi ritrovo nel freddo gelido solo per assicurarmi che non ti uccida qualcun'altro prima del dovuto!.....Come ti viene in mente di andare a duellare così,mi devi una spiegazione solo per il freddo e la noia che mi stai facendo sopportare!"

Detto questo,Dianora, diede un'occhiata a Katied che non era abituata alle sue maniere con Amleto....
"Katied non farci caso ma quest'uomo ha bisogno di essere riportato con i piedi per terra visto che,inspiegabilmente,piace a tutti!
Devo ricordargli la sua demenza senile precoce!"...rise di gusto,poi abbassando la voce aggiunse : "purtroppo gli voglio bene" facendo un sorrisetto sghembo che non lasciava dubbi sulle sue parole......

Finalmente erano arrivati a Rijeka,un pò di riparo da quel freddo anche se la neve era uno dei pochi elementi naturali che Dianora amava.
Sarebbero rimasti in quella città per un pò,sperando che il pò durasse pochissimo!
L'unica taverna agibile per loro era un mortorio.....e anche se non lo fosse stato non sarebbe cambiato nulla,tanto non si capiva nulla di quello che dicevano gli abitanti tranne una parola ricorrente...: " Pozz...Pozz...Pozz!"

Dianora prese l'ennesimo cicchetto e si mise ad aspettare Katied.....voleva capire chi fosse,aveva idea che non fosse così male,magari solo mezzo male...

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Tabac

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:16 am

tab non ce la faceva più.....era stanco di passeggiare nervosamente su e giù nel suo mulin aspettando .......una notizia che non arrivava mai.Morphea stanca di vederlo cosi ......buttò li una proposta : andiamo da lui tab.....a quelle parole...i lineamenti del volto del corvo si rilassarono improvvisamente.....hai ragione piccola....scemo io a non averlo pensato prima.....aspetteremo a dubovac l'esito del duello.....non potremo fare niente per lui ma almeno gli saremo vicini........fai sellare i cavalli morp.....stasera partiamo!

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Morphea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:18 am

Erano giorni che Morphea continuava a sentire Tab rigirarsi di continuo fra le lenzuola, passando notti insonne... fare sù e giù per ogni stanza del mulino... chiedere di continuo se ci fossero novità.... E la sua preoccupazione non era minore, anche se provava a far finta di nulla...
Ma quella mattina aveva visto Tab incamminarsi verso la collina, sedersi sulla vetta... e perdersi con lo sguardo verso l'orizzonte... fino al sorgere del sole...
Rientrato in casa continuava a sentire i suoi passi... scese al piano inferiore e abbracciandolo forte a se'... " E' ora di andare Tab... credo che abbiamo aspettato anche troppo... forse arriveremo tardi... ma almeno saprà che non è solo!!!!" ... il suo volto si rasserenò... e quando le disse di andare a sellare i cavalli... lei aggiunse, sorridendo... " ci sposeremo all'ombra di una quercia... e sarà come quando... " si diresse verso l'uscio e prima di varcarlo.... si fermò un istante... e senza voltarsi... " Tab......... ti amo... proprio!!!!"
Uscendò ... "Goliaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" ... il falco si poggio sulla sua spalla... " Raggiungi Legio... e consegnagli questo" ..... Si staccò una piuma dal sedere e... pungendosi un dito...


" Stiamo arrivando amico mio...

Tab e Marfy"

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Legio

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:19 am

Dopo due giorni di tormenta di neve la guardia croata s'era dissolta,
erano piu terrorizzati di affrontare le montagne a nord che di perdere 10 giorni di paga.
Legio e Borg erano stati contenti di quella defezione,
non si fidavano di quei due stradiotti dagli occhi piccoli,
erano piu preoccupati che gli tagliassero la gola durante la notte che di farne a meno in caso di attacco.
Lungo il crinale nord della gornja dubrava la neve sembrava aver spazzato via ogni forma di vita,
avanzavano lentissimi con i cavalli stremati dalla bufera lungo un sentiero a picco della larghezza di due piedi.


"Qui'" disse Legio quasi urlando per farsi sentire dal compagno, indicando un anfratto che si apriva sul costone roccioso.
Smontarono dai cavalli e vi si infilarono dentro, erano al riparo dalla tormenta ma non v'era possibilita di accendere un fuoco.

"Ma io dico se si puo essere piu idioti....gli hai fregato 9000 dct, che bisogno avevi di infilarti in questo duello?
Guarda dove siamo...in mezzo al nulla ed ai lupi......" disse borg.


Valerio Andrea borghese detto anche Borg,era un vecchio amico di infanzia di Legio, fondatore dell'omonimo casato, ripudiato dal casato stesso per torbidi motivi, mercenario, brigante, assaltatore, sovversivo, cospiratore e secessionista, era stato condannato ovunque un po' per tutto, dalla speculazione su libero mercato, alla circonvenzione di incapace, dall'assalto al municipio all'omicidio a scopo di rapina, piu volte ospite delle galere di un po' tutti i ducati italiani, ex tenutario del bordello: "Da gigi er trojone", attualmente e per ovvi motivi, decaduto ed in disgrazia.


"Non siamo in mezzo al nulla" disse Legio "Laggiu' c'è una luce...guarda"

Proseguirono a piedi tirandosi dietro i cavalli per paura di cadere tanto il sentiero era diventato stretto e tanto poca era la visibilita'....ma la luce seppur tremolante a tratti si scorgeva chiaramente piu in basso nel pianoro.
Man mano che si avvicinarono riuscirono a scorgere un ampia costruzione in legno e pietra dal cui camino proveniva del fumo.
Erano due boscaioli, terrorizzati dal vedere i due uomini armati si tranquillizzarono quando legio offri loro del denaro per la notte.

"Ma non facevamo prima ad ammazzarli? " sussurro' borg

"Questi due non hanno un ducato , pensi che se no sarebbero qui a far legna di questa stagione? " rispose legio.

Si sistemarono in un angolo ove stesero le pelli, sopra la paglia del pavimento che puzzava di orina di animale,
che considerata l'alterantiva della grotta al gelo, sembro' loro al momento un gran lusso.
Non fidandosi dei boscaioli divisero la notte in due turni di guardia, avrebbero dormito meno ma sarebbero restati vivi per l'indomani.

Legio durante il suo turno prese carta e penna e scrisse:

Pija sonno amore mio,
che se dormi non vedrai,
tanti infami e tanti guai
che succedono ner monno,
tra le spade e li cortelli,
de li popoli civili,
tra la gente che se scanna
per un matto che comanna,
che se scanna e che s'ammazza,
a vantaggio della razza,
o a vantaggio della fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar sovrano macellaro
e sto covo d'assassini
che c'insanguina la terra,
sa benone che la guerra,
è un gran giro de quattrini,
che prepara le risorse
pe li ladri e li sovrani,
che se scambiano la stima
boni amici come prima,
so' cugini e fra parenti
nun se fanno complimenti,
se faranno piu cordiali
li rapporti personali
e riuniti fra de loro,
senza l'ombra de un rimorso,
ce faranno un bel discorso
sulla pace e sul lavoro,
pe quel popolo cojone,
risparmiato dar cannone.

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Solex

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:19 am

“Dopo tutti quegli scoiattoli, manca solo che io mi debba mettere a contare anche le pecorelle”

Quella sera Solex non riuscì a prender sonno... continuava a girarsi e rigirarsi nel letto continuando a fissare un punto.... aveva un grosso peso che le impediva di esser tranquilla.. odiava esser costretta a mentire a qualcuno che non lo meritava eppure l’aveva fatto....
quando Amleto le aveva chiesto la verità su quella lettera, Solex non aveva potuto ammettere che fosse tutto vero.....

A Parenzo, due giorni prima

Dopo essersi sistemata nella taverna per passare la notte a Parenzo, Solex scese giu nella locanda per provare a rilassarsi un po facendo quello che le piaceva di piu... Disegnare...
si sedette accanto al fuoco scoppiettante.. prese dalla sua sacca il suo amato album da disegno e con la matita iniziò agevolmente a ritrarre quel meraviglioso paesaggio innevato che durante il suo viaggio tra Pola e Parenzo l’aveva cosi tanto colpita....
alzò per un secondo lo sguardo verso il fuoco... poggiò un secondo la matita...
-Non ho altra scelta... –si dissè solex tra se e sè.... si alzò.... ripose l’album nella sacca e iniziò a rovistare nel retro della taverna alla ricerca di una pergamena e un calamaio..

Girovagando in taverna si riempì anche un bel boccale di birra... e una volta seduta al tavolo iniziò a scrivere:

Mia carissima Jann...

Dopo averci pensato davvero tanto ho deciso di scriverti per metterti al corrente della situazione qui a Venezia....
A seguito del furto di un mandato da parte di Legio e a seguito della sua latitanza, Amleto ha deciso di raggiungerlo in terre austriache e di sfidarlo per un duello all’ultimo sangue....
Ho provato a farlo ragionare... ma come ben sai è inutile fargli cambiare idea quando si mette in testa qualcosa.... è testardo come un mulo!!!
Cosi ho deciso di partire con lui... oggi siamo qui a Parenzo... abbiamo formato gruppo anche con Dianora e Katied (non so ricordi della sorellina del nostro caro Mordy.... be lei!)
Certo vorrei riuscire a capire il vero motivo che lo ha spinto a farsi coinvolgere in tutto questo anche se credo che tutto ciò sia dipeso ancora da quella vecchia faccenda avvenuta in Irlanda.....e se devo essere sincera, come ben saprai questa situazione non mi fa certo molto piacere.. ma accetto la sua decisione.
Vorrei davvero che tu fossi qui per cercare di farlo ragionare.... anche se non so quanto potrebbe servire!!
Cerca comunque di stare tranquilla.... e soprattutto stai attenta anche tu!
Avrai presto mie notizie

Ti abbraccio forte...

Solex

Ripensando a quanto accaduto a Parenzo, Solex ebbe una stretta allo stomaco e pensò ad Amleto:

-Ormai è andata cosi! Mi dispiace averti mentito..... – abbracciò il cuscino a sè come per protezione e si addomentò.

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Myama

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:42 am

Come ogni sera,Myama,dopo aver chiuso la sua bottega,passa dalla casa di Amleto per controllare che sia tutto a posto...

E' tutto avvolto nel silenzio,quella casa vuota la rattrista,sempre le stesse domande senza risposta affollano di continuo la sua mente:
"Come state amici miei?dove vi trovate adesso?come procede il vostro viaggio?"

Un giorno , dopo la partenza dei suoi amici,Mya,mentre si trovava sulle rive del lago di Pola, ha scritto in tutta fretta poche righe al suo amico e ha mandato la missiva a Rijeka.

poche righe scritte di corsa:

caro Amleto,
ero tornata indietro prima che partissi, per accompagnarti in questa tua pericolosa avventura,ma sono arrivata troppo tardi purtroppo!

Ho fatto appena in tempo a vedere che Dianora e Solex ti hanno seguito e spero che,
con il caratteraccio che ti ritrovi e con i tuoi modi "spietati",non finirai per farle tornare indietro arrabbiate e deluse,
prima della conclusione di questa storia.
Trattale bene,altrimenti dovrai vedertela con me al tuo ritorno!

Mi spiace di essere stata sgarbata e brusca con te l'altro giorno,ma ero e sono molto preoccupata per te,
sai bene l'affetto che mi lega a te e saperti in pericolo è motivo di preoccupazione costante...
Non conosco le motivazioni che ti hanno spinto a prendere queste decisioni,ma non dubito che ce ne siano e di importanti,
ti conosco fin troppo bene per sapere che non fai certe scelte per noia o per smania di successo!

Inutile dirti che la vostra mancanza a Pola si sente molto,in taverna mi mancano le lamentele di Dianora,
non ci sono più i disegni di Solex sparpagliati sui tavoli,mentre le olive si accumulano sulla tua sedia!
L'ordine ed il silenzio regnano sovrani e tu sai bene quanto poco li sopporti!

In molti ti mandano i saluti:Controluce,Jon,Faber,Barbara,Don,castelli,Eres,Frenk,Onda,Porzia e tutti attendono con ansia il tuo ritorno!
Insieme alla missiva ti ho mandato un oggetto a me caro,che riconoscerai di sicuro...custodiscilo con cura fino al tuo ritorno,ti porterà fortuna!

Buona fortuna,amico mio!!

PS:stai tranquillo amleto,controllerò io la tua cantina finchè starai via...

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:46 am

Rijeka, locanda "Stara kavana"
"questi danari odorano di potere, di politica... odorano di spade puntate alla schiena, piuttosto che al volto"

Nelle precedenti puntate: Amleto, l'insolitamente silenzioso, è arrivato a Rijeka con il suo gruppo. Ma tra i suoi compagni aleggiano sentimenti contrastanti: la preoccupazione di Solex, che addirittura mente ad Amleto sul contenuto di una lettera inviata a Jann; la progressiva insofferenza di Dianora, nei confronti di un viaggio così pieno di imprevisti; la curiosità di KatieD, la cui visita a Pola si è così bruscamente trasformata in un viaggio oltre confine. Anche Legio, che avanza assieme al fidato Borg sfidando la tempesta di neve, è nei pensieri di qualcuno; il sentimento d'amicizia che lo lega a Morphea e Tabac spinge la coppia a viaggiare verso la cittadina di Dubovac, lì dove Legio è stato avvistato per l'ultima volta.
Intanto, la giovane nazione della Serenissima Repubblica di Venezia vive momenti tumultuosi e bruschi avvicendamenti di potere...


Una serata gelida.
Guardando fuori dalla finestra del primo piano della locanda, Amleto non vedeva che neve e nubi nerissime a oriente. Non ci sarebbe stata possibilità di proseguire, per qualche giorno. La tormenta di neve rappresentava un ostacolo quasi insormontabile per chi non fosse abitudinario di quei luoghi.
E se qualcuno del gruppo si fosse smarrito durante la tormenta?
Amleto era disposto a rischiare la sua vita, non quella degli altri.

Così, i quattro cavalieri avevan deciso di riposarsi.
Ciascuno dei quattro aveva preso una stanza per sè.
Amleto avrebbe preferito spender meno ducati, affittando una singola camera con quattro letti. Ma ovviamente Dianora gli aveva dato un pestone appena aveva sentito una simile "scempiaggine degna di un tirchiaccio, per giunta maniaco" (con le suddette parole ella aveva gentilmente apostrofato l'idea) e aveva preteso una stanza tutta per sè. Solex e KatieD a quel punto l'avevano seguita a ruota, con pestone annesso, e ad Amleto non era rimasta altra scelta che pagar quattro stanze ed un unguento per la sua caviglia.

"Come mi è venuto in mente di portarmi quelle tre appresso?"
Amleto, nel silenzio della sua stanza, richiuse la finestra.
In realtà era ben felice di avere accanto a sè persone fidate. Soprattutto, persone che non avrebbero rinunciato a dire la loro fino alla fine.

Già, la fine. Cosa risolveva esattamente quel duello?
Questa era stata la breve discussione tra le tre donzelle del gruppo, riunitesi nella stanza di Solex. Solex era appoggiata al muro vicino al suo letto, Dianora s'era accomodata sulla sedia lì vicino e KatieD si era appollaiata sul tavolo lì accanto.
"Allora Solex, visto che sai qualcosa, vuoi degnarti di spiegare anche a noi?", esordì una Dianora piuttosto impaziente.
"Anche io sono curiosa... vorrei saperne di più... capire anche cosa c'entra mio fratello...", continuò KatieD.
Solex esitò per qualche secondo. Poi rispose.
"Le sue motivazioni dovete chiederle a lui. Perdonatemi, possiamo ridere e scherzare di ciò che volete ma di questa storia io..."
"Ohhh va bene, va bene! Santo cielo ragazza mia, sei insopportabile quando fai l'angioletto", la zittì bonariamente Dianora.
"No... è che ho già tradito la sua fiducia una volta in questi giorni..., ribattè Solex guardando verso il pavimento.
Quando rialzò gli occhi, Dianora era già uscita dalla stanza.

Solex fissò KatieD.
"Non mi sorprende che ti abbia voluto con noi", esclamò poi dopo averla guardata per un po'. "Se ci fosse anche Jann", continuò Solex togliendo gli stivali e lasciandosi cadere all'indietro sul letto, "mi sembrerebbe di esser tornati ai vecchi tempi."
KatieD resto un po' interdetta da quell'affermazione.
"Quindi io sarei qui al posto di Jann?", domandò punta nell'orgoglio, come si conviene ad una donna che abbia subito un paragone.
"No", sorrise Solex, "tu sei qui al posto di Mordrag... tutti insieme sulla via che da Lios Mòr porta verso An Caiseal..."
"Non capisco...", disse Katie un po' sconsolata.
"E' lì che è cominciata tutta questa storia... sembra strano ma ora siamo in questa stanza per ciò che accadde quel giorno.", rispose Solex.
"E cosa successe quel giorno?"
"Amleto conobbe un nuovo nemico e io un caro amico."
"Di chi parli?"
"Domandalo a lui."

Katie sorrise e concluse "Dianora ha ragione, sei un tipo irritante."
Poi si diresse verso la porta della camera, ma prima di uscire si rivolse ancora verso Solex.
"Ma sono contenta di essere qui con voi."


Nel frattempo, Amleto s'era messo a letto e il sonno stava pian piano prendendo il sopravvento sui suoi pensieri. Ma quando finalmente sembrava prossimo ad addormentarsi, sentì un gran peso sullo stomaco.
"Non ci pensare neppure, questa volta mi spieghi!"

Amleto riaprì gli occhi e si ritrovò Dianora seduta su di lui, gambe signorilmente accavallate su un lato, a braccia conserte.
"E' un incubo vero? Quell'arrosto di maiale deve aver lasciato il segno", mormorò Amleto.
"Brutto! E stupido! A parte che casomai sarebbe il tuo sogno, e non un incubo!", ribattè Dianora senza spostarsi di un millimetro.
"E comunque no", continuò la ragazza, "non stai sognando. E non mi sposto di qui finchè finalmente non mi spieghi perchè stiam facendo tutta questa strada."

"L'onore di Venezia ti basta come risposta?", disse Amleto cercando invano di scrollarsela di dosso.
"Si certo e io sono la principessa d'Austria. L'Amleto che conosco io non muove le chiappe per motivazioni che non siano strettamente personali.", rispose Dianora seccamente.
"Dia, sono cambiate tante cose da quando ci siamo separati a Piacenza", disse Amleto senza più agitarsi ma fissando il soffitto.
"Puo' darsi, ma le persone non cambiano. Tu non puoi cambiare.", gli disse Dianora incrociando il suo sguardo. "Io non voglio che tu sia cambiato...", gli sussurrò ancora Dianora con uno sguardo dolce e ponendogli una mano sul viso. Era la prima volta che mostrava un tale sguardo, in tutto il viaggio.
Restarono così, fissandosi l'un l'altro per un interminabile secondo.
"...brutto idiota egoista cretino imbecille gran principe cavaliere di sto papavero!", aggiunse un istante dopo la ragazza scompigliandogli i capelli con le mani.

Amleto rise di gusto.
"Ebbene, non c'è solo l'onore dei cittadini veneziani che in ogni caso intendo celebrare degnamente con un duello. In verità, tengo soprattutto ad onorar la memoria di un vecchio nemico. Ti spiegherò tutto se ora prometti di lasciarmi dormire, ok?"
"Amleto...", rispose Dianora,
"non dimenticare che in questa faccenda ci sono in ballo molti ducati, troppi perchè soltanto un singolo brigante sia coinvolto... questi danari odorano di potere, di politica... odorano di spade puntate alla schiena, piuttosto che al volto."

Amleto annuì senza dire nulla.

Un istante dopo la porta si aprì e Solex entrò in camera di Amleto.
"Amleto volevo dirti che... OPS!"
Solex fissò Dianora seduta su Amleto, mentre i due la guardavano con aria da polli nell'aia.
"Scusatemi...", disse Solex indietreggiando imbarazzatissima, "non volevo interrompere qualcos..."

"Basta, non vi sopporto più! Ma cos'è questa stanza, un corridoio?!?", esclamò Amleto incavolato.
Poi sollevò di peso Dianora e la spinse contro Solex, le due ruzzolarono fuori dalla stanza di Amleto e quest'ultimo con un calcio chiuse la porta. Poi s'udì il rumore di una chiave che girava.

"Dia... tutto ok?", disse Solex un po' sottosopra.
"Si si sto bene. Quell'Amleto oltre che testone è rozzo, burino e campagnolo. E non è per niente galantuomo, ecco!", disse Dianora rialzandosi.
"No infatti!", aggiunse Solex sorridendo, "Andiamo a dormire anche noi, che dici?"
E le due chiusero finalmente il sipario sull'animata notte nella locanda Stara kavana di Rijeka.


Amleto, nuovamente in piedi nella sua stanza, rifletteva ancora sulle parole di Dianora. "Non dimenticare che ci sono in ballo molti ducati in questa storia, anche se forse a te non importa..."
Decise infine di mettersi seduto a tavolino e cominciò a scrivere una lettera.

Illustre Consiglio Veneziano,
colui che Vi scrive è un cittadino della Serenissima.
Sono diretto presso le montagne austriache, come forse qualcuno tra Voi avrà udito nel mezzo delle chiacchiere nelle piazze della Repubblica. In tal luogo mi scontrerò con Legio in un duello, non solo per celebrar l'onore dei cittadini veneziani, ma anche a causa di motivazioni personali, che certamente non son degne del Vostro interesse.
Ciò che invece, presumo, a Venezia possa importare, è l'eventuale recupero delle migliaia di ducati da Legio sottratti, o perlomeno di una parte di essi... dando facile credito all'idea che possa esser già avvenuta una spartizione del bottino, con complici del cui nome non sono a conoscenza.
Pertanto Vi invito a considerare la seguente mia proposta.
Sia ben chiaro, non so dir se Legio pure l'accetterà, ma so che non avrebbe senso porla a lui se non foste d'accordo prima Voi. Dunque vi domando se siate disposti a metter la libertà di Legio nella sua spada e il danaro di Venezia nella mia.
Qualora egli esca vittorioso su di me, potrà considerarsi un cittadino non più perseguito dalla giustizia della Serenissima. Qualora sia il sottoscritto a regnar vincitore nella tenzone, egli mi dovrà restituire la sua parte dei ducati ch'io poi riconsegnerei presso le genti veneziane.
Colgo l'occasione per porgere a Voi tutti i miei rispetti.

In fede,

Amleto

OFF GDR: Amleto ha inviato una proposta al Consiglio Veneziano.
A questo punto spetta al consiglio discuterla e, eventualmente, replicare con una lettera. Naturalmente è il caso che risponda un singolo Consigliere a nome di tutti (è già tanto se il Consiglio di Venezia risponde ad un cittadino con una missiva, certamente non lo farà mai con più d'una). Viceversa, il consiglio può decidere di ignorare del tutto la missiva, perchè magari non la giudica interessante. Infine, i giorni a disposizione per far pervenire la risposta ad Amleto sono limitati. La tempesta di neve ci terrà fermi a Rijeka per... uhm, diciamo un paio di giorni Smile
Oltre questo tempo, la risposta verrebbe comunque ignorata.

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pnj Dea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:47 am

La notizia della tempesta di neve in Croazia era arrivata fino alla Serenissima. I mercanti sconsigliavano di mettersi in viaggio, e aspettavano passando il loro tempo a bere birra nelle taverne. Dea era pronta per mettersi in viaggio...aveva mandato Alzir in giro per le taverne per sciogliere con un bel po' di birra la lingua degli avventori più loquaci.
La raggiunse verso ora di pranzo:
- "Allora, che notizie hai?"
- "Abbiamo una traccia. A Rijeka alla taverna Stara Kavana sembra si sia fermato un gruppo proveniente dalla Serenissima alquanto bizzarro: un cavaliere e tre dame armate e dall'aspetto pericoloso. Non sono riuscito a sapere altro di particolare..."
Sono loro, pensò Dea, non possono essere che loro...Erano fermi a Rijeka e ora conosceva il nome della taverna dove alloggiavano.
- "Sbrigati Alzir, chiama gli altri, dobbiamo partire subito, domani saremo li...sono sicura che sono loro, e non abbiamo altre tracce."
Alzir uscì velocemente; il tono di Dea non ammetteva ulteriori repliche.
Dea guardò fuori, il tempo era brutto anche li, ma doveva raggiungere Rijeka a qualsiasi costo o avrebbe rischiato di non trovare più Amleto...

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Katied

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:47 am

La neve e il ghiaccio furono il primario panorama di quel viaggio a cavallo verso Rijeka. Ella non conosceva ancora bene i suoi compagni di avventura, ma sapeva che erano tutte persone di cui si poteva fidare e che infondo le volevano bene, anche solo per il fatto che lei era la sorella del loro amico Mordrag.

Un suo desiderio e una delle motivazioni di quel viaggio era proprio conoscere coloro che eran stati tanto vicino a suo fratello, e questo l’avrebbe fatta sentire un po’ piu’ vicino a lui che era tanto lontano. In ogni modo sapeva che non era l’unico motivo, infatti sentiva che le circostanze fuori dall’ordinario in cui si trovavano in quel momento potevano modificare il reale modo di essere dei propri compagni di viaggio.

Il tragitto fu pessimo a causa del tempo inclemente e delle strade impervie. Per gran parte del viaggio stette in silenzio, dedita ai suoi pensieri, ascoltando il lamentarsi petulante di Dianora, e osservando l’assorto Amleto che, regolarmente punzecchiato talvolta anche in modo irritante da Solex pareva non desse più peso a quel che lo circondava.
L’arrivo a Rijeka dopo due giorni e una notte all’aperto fu una vera benedizione, la sua vista per lei era come un miraggio nel deserto… ma in quel caso era un deserto di neve e non di sabbia!!

La taverna "Stara kavana" fu il luogo del loro ricovero per le notti che sarebbero rimasti in città. Lei scelse la stanza infondo al corridoio, accanto a quella di Solex dove pocanzi aveva finito di discorrere con lei. Quella sera quando le parve che tutti fossero andati a letto e fu certa di esser sola in taverna, si sedette davanti al caminetto e tirò fuori per rileggere con calma l’ultima lettera che gli aveva scritto Mordrag, La ricevette poche ore prima della partenza per la Croazia e la lesse con molta fretta, cosa che odiava fare! Si scrivevano regolarmente, ma le missive avevano i loro tempi per arrivare. Del resto l’Irlanda era lontana. Ora lei era li, seguendo Amleto nella sua missione… e lui ancora non lo sapeva… Prese carta e calamaio e cominciò a scrivere:

Caro Mordrag

…. stavo andando a Pola per conoscere Amleto, Solex, Dianora e Jann ma proprio sulla strada ci siamo incrociati (a parte Jann che e’ partita per Modena). Lui stava andando in Corazia per la sfida che ha fatto a Legio che ….
…mi ha così chiesto di seguirlo in questa missione! Io ho pensato a quel che mi scrivesti nella tua precedente lettera e ho così deciso di andare con loro…

… ricordo la tua preoccupazione per me quando ero in viaggio da Montepulciano a Chiavari e ritorno, mentre Firenze era in guerra contro Siena e gli eserciti erano in costante assetto di difesa e probabile attacco… ogni giorno era una sfida muoversi. E ora come allora… come vedi non riesco a viaggiare senza un pericolo incombente!
Amleto ha promesso che nessuno mi torcerà un capello e che lui e gli altri mi difenderanno… ma io vorrei potermi difendere da sola… non che io non ne sia capace, certo… ma vorrei diventare più abile con le armi e la tecnica… magari avessi un terzo delle tue capacità nel combattimento… se fossi qui son certa che mi alleneresti….

Le motivazioni di Amleto per questa sfida non le conosco. Solex ha detto che io sono qui al tuo posto, come allora… sulla via che da Lios Mòr porta verso An Caiseal… Ma nessuno dei due ha voluto spiegare nulla… la verità e’ che io non sono poi tanto curiosa, e sicuramente mai quanto Dianora … penso che quando il momento arriverà, Amleto ce lo dirà…. io ho fiducia in lui…

…..

Spero che tu stia bene e che non mi faccia preoccupare troppo. So che sai badare a te stesso molto più di quanto io sappia badare a me. Ma sono pur sempre la tua sorellina e non posso farne a meno… inutile dirti quanto senta la tua mancanza e quanto vorrei che tu fossi qui….

Un abbraccio
Katie

Finito di scrivere piegò la lettera e andò nella sua stanza. Sul tavolo vi era una gabbietta con dentro un piccione, prese dalla tasca un pezzetto di pane che le era avanzato dalla cena e lo diede al volatile e poi sussurrò: “Domani ti attende un lungo viaggio piccolina!” Così andò a dormire….

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Kurtz

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:48 am

Kurtz, dopo aver lasciato il Generale partire verso il suo destino, prese un pugno di uomini e tornò verso La Serenissima. Aveva sentito di strani movimenti in giro e pensò che sarebbe stato meglio perlustrare i confini.

Messer Amleto era sicuramente uomo d'onore, ma qualche testa calda avrebbe potuto approfittare del duello per tendere un'imboscata. Giunsero al primo calar della sera al confine e si accamparono su di una collina, in modo da poter osservare il sentiero sottostante.

Il freddo era intenso, anche la natura sembrava voler impedire questa insania e tentava di bloccare tutti i movimenti. Accesero il fuoco e mangiarono qualcosa. All'improvviso l'uomo di guardia fece il loro segnale di allerta, qualcuno si avvicinava.

Kurtz spense il fuoco e con gli uomini si appiattì sul terreno con le armi pronte. Quella luna li aveva seguiti sin da Udine e rischiarava la strada. Videro una figura avanzare, Kurtz notò che era una dama importante; lo capì dal bellissimo cavallo arabo che montava e dalle vesti finimente decorate. Ad un suo segnale i suoi uomini bloccarono la strada e la dama, colta di sorpresa, non potè che fermarsi.

"Mia Signora, sapete che queste strade sono pericolose? non dovreste avventurarvi da sola".

La dama lo guardò con fiero sguardo facendo correre la mano sull'elsa della spada. "Signora, vi prego, nessuno oserà torcervi un capello, pena la mia ira, riponete l'arma ve ne prego, i miei uomini sono molto nervosi".
Dicendo ciò, Kurtz scese da cavallo facendo cenno agli uomini di allontanarsi, si avvicinò alla dama ed abbassando il capo aggiunse :
" Vi ho riconosciuta mia Signora, e vi chiedo perdono per non essere riuscito nella mia impresa a Udine, ma se siete qui, vuol dire che il vostro cuore vi ha guidata e vi presto giuramento di obbedienza"

La dama, lo guardò e disse " Cavaliere non crucciatevi, l'importante ora è solo fare in tempo, vi prego, scortatemi dal vostro comandante, prima che sia troppo tardi. La mia assenza sarà già stata notata e temo di essere inseguita".

Kurtz balzò a cavallo, lasciò due uomini a pattugliare il confine e si diressero verso Rjieka. Lì avrebbe potuto cambiare i cavalli e proseguire il viaggio.

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:49 am

Rijeka, fortezza alle mura della città
"Non giudicare mai l'uomo dalla strada che s'è scelto."

Nelle precedenti puntate: Amleto, l'uomo insonne per scelta altrui, è bloccato a Rijeka con i suoi compagni a causa di una tempesta di neve. Non solo Tabac e Morphea sono diretti lì, ma anche una donna senza nome si dirige verso Rijeka (città sempre più affollata) per mettersi sulle tracce del capitano di Pola. Dopo poche miglia, però, la donna incontra un uomo fidato di Legio che sembra riconoscerla. Intanto, il servizio postale a piccioni dei Regni Rinascimentali è messo a durissima prova dalla mole di lettere che viaggiano in tutte le direzioni: da Solex a Jann, da Myama verso Amleto, da Amleto verso il Consiglio Veneziano, da Katie verso Mordrag. Ce la faranno i nostri eroi, ma soprattutto ce la faranno i nostri piccioni?

Il sole sorgeva lentamente a est,
regalando un'orizzonte finalmente libero dalla tormenta.
Sarebbe stata una bella giornata, di quelle idonee a potersi rimettere in cammino.

La Repubblica Veneziana aveva probabilmente domandato alla Nazione Croata di processare Legio. Ma la trattativa di collaborazione, per qualche oscura ragione, non era andata a buon fine. Ciònonostante, in Croazia erano ovviamente allarmati per la presenza di un brigante famoso tra le loro strade e le soffiate sulla presenza di eventuali complici non avevano portato che un ulteriore inasprimento dei controlli.

Alle otto del mattino, le porte di Rijeka già brulicavano di soldati preoccupati per la sicurezza cittadina. Nessuno sarebbe più potuto entrare e uscire da Rijeka senza essere notato.


Nove del mattino, locanda "Stara kavana".

"Ahhhhhhhh, che bel sole. Finalmente una bella giornata!", esclamò Solex nel letto svegliandosi e stiracchiandosi dolcemente.
Si alzò e guardò fuori dalla finestra. Una brezza fresca e uno splendido cielo azzurro senza nuvole, com'è tipico della quiete dopo la tempesta.
Poi abbassò lo sguardo e notò Amleto che, in mezzo alla neve, ritornava con una specie di lancia in spalla.

"Amleto, già in piedi? Dove sei andato? Cos'è quell'arnese che porti in spalla?", gridò Solex dalla finestra.
"La giornata è iniziata da poche ore e già tutte queste domande?", rispose Amleto sorridendo, "Sono andato dal fabbro locale, avevo bisogno che m'imprestasse l'incudine e la fucina per completare un regalo."
"Wow, è quella specie di lancia che porti in spalla? E' per me?", chiese Solex tutta entusiasta con gli occhi luccicanti.
"No."
"Ah, il regalo non è la lancia?" chiese Solex.
"No, intendevo che non è per te!", disse Amleto facendola roteare e sparendo oltre la fiancata della locanda diretto verso il cortile interno.
"Dianora ha ragione. Non è per niente galantuomo, ecco!", disse Solex chiudendo la finestra e preparandosi a radunar le sue cose per il viaggio.

Quando i quattro si furono finalmente radunati nel cortile, Amleto spiegò loro cosa avrebbero fatto in quella giornata.
"Questa mattina Dia e Sole si occuperanno delle provviste per il viaggio. Katie resta con me, ho alcune cosucce da discutere con lei. Dopo pranzo partiamo per Vrbovsko.", disse continuando a far roteare quello strano bastone.

Dianora intuì qualcosa e sorrise. "Va bene", fece guardandosi intorno per scorgere dove fosse il mercato locale. Poi lanciò uno sguardo a Katie.
"Buona fortuna!", le disse sorridendo.

Amleto e Katie rimasero da soli.
"Getta quel pezzo di legno da otto ducati che ti porti in spalla", fece Amleto.
"Veramente l'ho pagato nove e mezzo...", rispose Katie lasciandolo cadere per terra.
Amleto passò con un lancio la strana arma a Katie, che lo impugnò saldamente. Ella notò immediatamente come fosse più maneggevole, non molto più ingombrante, con il peso perfettamente distribuito tra manico e punta.

"Madre natura sa far cose che gli uomini difficilmente possono eguagliare. Ricordi quel tronco di legno sulla nostra strada, quando eravamo nei boschi innevati? Ecco cosa ne ho ricavato, per te."
Katie guardò il bastone. Era composto da un lungo manico in legno e da una cuspide in metallo, costituita da una larga lama centrale a due taglienti simmetrici e rettilinei che terminavano alla base in due alette ricurve.
"E' una specie di lancia?", domandò Katie.
"Si chiama partigiana... è una splendida arma, se si sa come adoperarla", rispose Amleto a braccia conserte.

Poi sfilò la spada dal fodero e la conficcò nel terreno.
"Perdonami Gretaluna, ma questo non è il tuo momento", sussurrò alla lama.
Infine impugnò il fodero, ch'era fatto da cuoio rigidissimo e metallo, a mò di spada.

"Vieni avanti senza esitazione," esclamò Amleto, "e fammi vedere quanto sangue O'Neill c'è nelle tue vene."
Katie non se lo fece ripetere due volte e si lanciò verso Amleto facendo roteare il bastone e cercando di colpirlo con un attacco laterale.
"Troppi movimenti inutili", esclamò Amleto bloccando con un singolo movimento fulmineo l'attacco usando il fodero della sua spada, mentre con l'altra mano e con un piede già sbilanciava Katie. Una lieve spinta ed ella ruzzolò di schiena nella morbida neve del mattino.
Katie si rialzò senza dire nulla. Poi si rilanciò in avanti, questa volta provando un attacco con la punta. Amleto lasciò che la lama passasse a lato del suo corpo, sfiorandogli il fianco. Poi ne bloccò saldamente l'estremità a lui rivolta con il braccio.
Con il fodero della spadà bacchettò Katie sulle mani che impugnavano l'altra estremità, costringendola a mollare la presa.

"Ascoltami bene", spiegò Amleto, "l'arma non è un'entità a sè stante. E' un'estensione del tuo corpo, a volte persino del tuo cuore. Ogni singola parte del tuo corpo deve muoversi con essa, ogni tuo respiro dev'essere il respiro della tua lancia."
Poi le restituì l'arma e i due ricominciarono.

Passarono ore, nelle quali Katie finiva puntualmente con il sedere per terra. Ma era evidente che, col passare degli scontri, ella stesse facendo rapidissimi progressi. Più di quanto Amleto non avesse prospettato da principio.
Quando s'era oramai a mezzogiorno, Katie riusciva a costringere Amleto in scambi che duravano almeno una ventina di secondi prima ch'egli riuscisse a disarmarla o a costringerla a terra.

"Amleto", domandò Katie rialzandosi dopo l'ennesima caduta, "mi addestri perchè temi un'imboscata?"
"Ti alleno perchè Mordrag l'avrebbe fatto con una persona a me cara.", rispose Amleto continuando a brandire il fodero.
"Non hai comunque paura che possano tenderci una trappola? Un mio amico a Parenzo definì i briganti come traditori... credi davvero ci sia dell'onore in questa gente?"
Amleto continuò a duellare con Katie per qualche attimo, poi si fermò bloccandole la partigiana con la mano sinistra e fissandola per un istante senza dir niente.

"Non giudicare mai l'uomo dalla strada che s'è scelto.", esclamò Solex, che era tornata in quel momento nel cortile assieme a Dianora, ed entrambe portavano con sè delle sacche di provviste.
"E questo vale per tutti", continuò Amleto, "Troppe volte sento nominare la parola onore e troppo spesso a sproposito. Non l'onore distingue commercianti, briganti, militari, politicanti. Sono figli dello stesso cielo e non è la strada che intraprendono a determinarne il valore. A farlo è solo il modo in cui essi percorron la loro via."

"E' forse più onorevole il commerciante che gioca sul prezzo delle proprie merci per spillare mezzo ducato in più? O il politico che desidera il potere più d'ogni altra cosa e racconta favole per ottenerlo? O coloro che trasformano la giustizia in persecuzione? I briganti son gente pericolosa, che abbiam sempre combattuto, così come continueremo a fare. Ma non creder mai nel bianco e nero, non creder mai che una serpe sia meno insidiosa di un lupo.", continuò Amleto.

"Ahhh che noioso! A questo mondo ci son persone in gamba tra tutte le razze", lo interruppe Dianora sorridendo, "e persone sgradevoli presso ciascuna di esse. E non c'era bisogno di parlare per mezz'ora per dire una cosa così semplice", aggiunse con aria da saputella rivolgendosi ad Amleto.


"Interessante discorso il vostro..."
fece una persona in lontananza.
Il quartetto si voltò e vide una figura femminile, dal volto incappucciato, che si avvicinava a loro lentamente.
"Chi sei? Ti conosco?", domandò Amleto.
"Il mio nome è donna Dea, e non mi conosci... ma io so che ti chiami Amleto. Le voci corrono e conosco gli scopi del tuo viaggio. Ho un disperato bisogno di arrivare a Dubovac... sei disposta a portarmi con te? Prometto che non vi sarò d'intralcio."

"Eppure son sicuro di averla già vista da qualche parte...", esclamò Dianora fissando la donna con aria sospettosa.

"Nessun problema, seguici pure", rispose poco dopo Amleto.
"Figurarsi se finiva diversamente!" borbottò Dianora scrollando la testa.

Così il quartetto, divenuto quintetto, si mosse alla volta di Vrbovsko.

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pnj Dea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:49 am

Il tempo era migliorato notevolmente. Dea come da piani, aveva proseguito l'ultimo tratto verso Rijeka da sola. Arrivò a Rijeka all'alba, che preannunciava una giornata serena, nessuna traccia della violenta tempesta di neve che infuriava da giorni. Notò che il controllo croato per uscire dalla città era stato intensificato...era praticamente impossibile sfuggire ai controlli. Ora era dentro Rijeka, fin lì ce l'aveva fatta. Ma la parte più difficile cominciava ora. Doveva verificare che il gruppo descritto da Alzir fosse proprio quello di Amleto e soprattutto sperare che non fosse già partito visto il miglioramento del tempo. Indossò il suo mantello, tirandosi il cappuccio fin sugli occhi, doveva trovare la locanda senza dare troppo nell'occhio.
Iniziò il giro delle taverne della città ma nessuna traccia del nome che cercava...le ore passavano, il sole era ormai alto nel cielo. Arrivò alla locanda Stara Kavana che era già quasi mezzogiorno. Controllò l'ingresso ma non c'erano avventori. Il cuore le batteva furiosamente in petto. Ormai era li e non poteva fermarsi proprio ora...
Passò nel cortile per riprendersi un po' prima di continuare a girare le strade di Rijeka.
...E fu lì che li vide...un cavaliere e una dama erano intenti ad allenarsi in un finto duello. Si avvicinò senza farsi notare. Aveva riconosciuto Amleto, era sicura che fosse lui, e la ragazza doveva senz'altro essere del suo gruppo.
Si tenne a una distanza che le permetteva di non essere notata ma di ascoltare quel che dicevano. Quando vide avvicinarsi due dame con delle sacche di provviste capì che il gruppo si stava preparando a partire..doveva agire ora..e doveva agire subito..

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Re: GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

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