GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

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Morphea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:50 am

Quella notte Morphea si era fatta trascinare dal gruppo... persa tra i suoi pensieri e in balia dei suoi stessi passi...
Passato, presente e futuro... un continuo rimescolarsi di pensieri... " Quante cose sono successe in questi mesi, quante persone meravigliose ho conosciuto... quante persone meschine... quanti dolori e quante gioie... quante emozioni vissute sulla cresta del tempo che inesorabilmente è trascorso... Rivivrei tutto? Sì, ogni singolo istante... dal più brutto al più bello e viceversa..." Niente di tutto quello che le era accaduto le era scivolato addosso... non sarebbe stata lei, qualora fosse successo...
Di tanto in tanto il suo sguardo si posava su Tabac... fiero e sicuro a capo del gruppo....
Alle prime luci dell'alba erano giunti alle porte di Rejeka... La nebbia ancora non si era dissolta con il sorgere del sole e tutto intorno ancora dormiva....
Due lunghi giorni di viaggio senza sostare... uomini e donne armati fino ai denti... per proteggersi da eventuali pericoli...
Ma era arrivato il momento di una sosta...
Arrivati alla prima taverna... decisero di prendere delle stanze... e mentre gli uomini lo facevano e altri davano da bere ai cavalli....
Posati i bagagli... Morphea corse nella stanza di Mistic... " Apri... apri... apriiiiiiiiii.... " Mistic apri la porta con lo sguardo crucciato e una volta messo il piede nella stanza... si rivolse a Bembe " TU! Fuori.. prima di adesso!!!!" Bembe senza batter ciglia si diresse al piano inferiore della locanda.... "Ho l'ansia... ho l'ansiaaaaaaaaaaaa!!!! ... Hai preparato tutto? Hai controllato se è tutto pronto? E Tab? Come lo vedi? Gli altri... Che fanno? E poi ... dopo? Devo dare una cosa a Tab... glie la devo dare... dov'è? Dove l'ho messa... Uh! Eccola...!!!! Tienila a portata di mano... che appena posso glie la do'.... E Delling? Dov'è Delling? ... Dove l'ho messa? Portami subito Dellinggggggggggggggggggggggg!!!!!"
Dette queste parole... Morphea si lasciò cadere sul letto e cominciò a sbuffare per buttare fuori l'ansia...

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Mistic

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:50 am

Mistic era in 1 camera di 1 locanda a Rijeka insieme cn Bembe...era molto stanca era stato 1 viaggio faticoso e nn vedeva
l'ora di dormire...ed infatti si stava avvicinando al letto quando sentì bussare alla porta cn molta insistenza...
"ki sarà???"le kiese Bembe
"Amò ki può mai essere???sarà Mor...oggi è il gran giorno nn ti dimenticare...anzi fallo x me...assecondala qualsiasi cosa kieda!!!"
Mistic aprì la porta e cm volevasi dimostrare si trovò d'avanti Mor in preda all'ansia...farfugliava e faceva domande a raffica...
"ti vuoi calmare????è tutto sotto controllo!!!il regalo x Tab è lì...Delling è stato avvertito...il vestito è lì...ora siediti e respira!!"disse Mis all'amica dopo averle preso le mani...
"sai ke stai facendo la cosa giusta...tesò...è Tab!!!siete anime gemelle...nn c'è cosa + giusta della vostra unione!!!ora facciamo 1 cosa vado da Bembe e gli dico di portare Tab a fare 1 giro in città...così tu resti qui cn me e ti fai 1 bel bagno caldo così distendi i nervi"Mis uscì dalla stanza in cerca di bembe...

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Re: GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:52 am

Morphea doveva consegnare a Tab il suo regalo....
Prese la scatola in cui lo aveva riposto.... uscì dalla stanza in cui era.... e arrivò alla sua.... appoggiò il pacco sul pavimento ... bussò energicamente alla porta... e scappà via...
Dopo qualche ora..... Tutti si diressero verso ad una vecchia quercia oltre il confine Croato... entro le mura della città di Udine.... Delling era lì che li attendeva ....
La cerimonia ebbe inizio, e al calar della notte... tutti si rimisero in sella ai cavalli alla volta di Vrbovsko...
Giubius dopo qualche ora di marcia propose una sosta... La temperatura si era abbassata di molto e i corpi necessitavano di legna e fuoco per ritemprarsi....
Morphea e Tabac si erano sposati e davanti al fuoco si scherzava per quello accaduto durante il rito... si era sentita la mancanza di qualcuno quel giorno... Legio avrebbe dovuto accompagnare Morphea all'altare e tenerle la mano e dopo avrebbe dovuto spostarsi al fianco di Tab... ( GdR off: questa me la sono segnata... prima o poi me la paghi... altro che duello con Amleto... ti riduco peggio della carne macinata )...
Morphea aveva la testa poggiata sulle gambe di Tabac...." Hai pergamena con te?" lui ne tirò fuori una dalla sacca tutta stropicciata e sorridendole le disse " Può andarti bene questa? " ... e prendendola aggiunse " Mi stacchi una piuma? Non ne ho la forza... se puoi pungi anche il tuo dito... che a furia di pungere le mie, ho un male cane!!!!" ... lui la ascoltò e poi " Vuoi scrivergli, vero?" ... " Sì, voglio avvisarlo che arriveremo presto da lui... E, poi, prima del duello devo sistemargli i riccioli... qualora gli accadesse qualcosa non mi farebbe piacere che si dicesse di lui che oltre ad essere un furfante imbroglione e buzurro si aggiungesse che era sporco e lurido e che nessuno si prendeva cura di lui... quindi che tenesse a portata di mano bigodini e miscugli per capelli... che lo sistemo io per le feste!!!!!" ... e ancora lui... "Morp... ma quanto parli... ma quanto scrivi... prima o poi qualcuno verrà a prendere te per la tua linguaccia... e io non voglio... ! " Lei facendo forza sul palmo delle mani si sollevò e sfiorandogli le labbra aggiunse... " E' uno dei motivi per cui mi ami... e qualora accadesse quello che dici... vorrà dire che il mio destino era segnato... ma fino a quel momento... !" .... "Shhhhhhh! Emmobastaveramenteperò... lo sai che quando parli così non mi piace....!!!" Così si zittì e ristendendosi sul fianco cominciò a scrivere...

Citazione:


Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
-t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

(GdR off:"Uomo del mio tempo" di Salvatore Quasimodo)


A breve saremo lì, amico mio

Morphea....

Liberò Golia dalla sua gabbia e lo mandò alla ricerca di Legio...
Il fuoco era quasi spento ormai... era ora di rimettersi in marcia....

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Legio

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:53 am

L'odore acre della selvaggina arrostita sveglio' legio quando il sole era gia alto.

"Maledizione ....perche non mi hai svegliato?..." disse legio saltando in piedi


"I passi sono bloccati, c'è neve da seppellirci un esercito...e con i cavalli cosi carichi non faremmo molta strada....
a proposito .....li' c'è un messaggio per te."
Disse borg indicando un biglietto arrotolato poggiato vicino al camino.


Legio ancora assonnato srotolo' il piccolo foglietto di carta e lesse:

Morphea ha scritto:




" Stiamo arrivando amico mio...

Tab e Marfy"






Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
-t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore

"Chi l'ha portato?" disse .


Borg non rispose........poi legio guardo' l'anellino che conteneva il messaggio, vide borg che continuava
imperterrito ad arrostire una preda sul camino...vide il pavimento cosparso di penne e sangue ...e capi'.


"Idiota...ma lo sai quanto vale un falco?...ci vogliono anni per addestrarlo e tu lo mangi?
Questo è Golia...il falco di marfy."


"Le presentazioni aspettavamo te per farle....comunque I due turchi che sono nella legnaia non la pensavano come te....."


".....Che fine hanno fatto?"


"Riposano." disse borg mentre con un coltellaccio
tranciava un pezzo dell'animale e porgendolo a legio con un sorriso da tagliagole prosegui'..

"Era troppo piccolo per quattro persone ..dobbiamo fare economia.."


Quando Legio mise il naso fuori il bagliore accecante della neve lo colpi' come una randellata,
rispetto alla buia e fumosa stanza il riverbero del sole sulla neve era insopportabile.
Ando' perlustrando in giro mentre pensava a tab e marfy che avrebbero affrontato tutto quel viaggio.....
e per cosa?....si saranno uniti ad un gruppo?....o si avventuravano soli?...era un bel rischio
con l'esercito di cromm sul nodo e i briganti croati in giro.....
mentre pensava a questo vide dalla porta socchiusa della legnaia i corpi senza vita dei due boscaioli
gettati l'uno sull'altro.



"Sei un macellaio ... Falli sparire prima che ci troviamo i lupi addosso!
Costruiremo una slitta per portare armi ed armature, proseguiamo smontati da cavallo ,
dubovac dovrebbe essere vicina, con le racchette da neve di questi due ce la dovremmo fare."

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:55 am

Da qualche parte tra Rijeka e le rive del fiume Kupa
"SBADABUM BAM CRASH CRACK PATAPLAN"

Nelle precedenti puntate: Amleto, l'uomo che in questa puntata finisce nei casini (che novità), puo' finalmente ripartire da Rijeka e dirigersi verso Vrbovsko. Con lui, oltre al fido terzetto di affascinanti pennute, viaggia ora anche una donna incappucciata che si fa chiamare Dea. Intanto Tabac, Morphea e i loro compagni riprendono anch'essi il loro viaggio, senza che i due gruppi si siano incontrati. Sono diretti a Dubovac dove sperano di ritrovare Legio. Non sarà che il famoso brigante dall'elmo, così come Amleto, sia anch'egli allergico ai matrimoni e si sia allontanato per scansarsi quello di Morphea? Lo scopriremo più avanti (ma forse anche no).


"Allora? Si va?", chiedeva Solex ogni dieci minuti.
Il sole tramontava oltre le mura di Rijeka, nella direzione della Repubblica Veneziana.
La cara vecchia cittadina di Pola appariva così lontana ora.

Amleto aveva voluto aspettare fino all'ultimo un'eventuale risposta da parte del Consiglio Veneziano, ma era evidente che non potevano più rimanere a Rijeka. Aveva quindi lasciato disposizioni presso la locanda dove avevano alloggiato, spiegando di fargli arrivare nelle taverne di Vrbovsko o di Dubovac qualsiasi messaggio a lui indirizzato (in fin dei conti, in queste città rinascimentali, le taverne erano al massimo cinque o sei!).
Ovviamente, aveva dovuto pagare diversi ducati questo disturbo, che magari si sarebbe rivelato inutile.

Prima di muoversi, aveva comunque ricevuto una gradita lettera da parte di Myama. Al suo interno c'era anche un bel portafortuna.
"Un cavatappi d'argento?", esclamò Amleto.
"Credo fosse più utile ai polesi, sarà un modo carino per dirti che non ti fregheranno altre bottiglie mentre sei via", disse Solex pronta a partire.
"O per dirti che se le son già scolate tutte!", aggiunse Dianora.

Il gruppo si mise finalmente in marcia, attraversando la zona di boschi che separava Rijeka da Vrbovsko. Per colpa dell'attesa che Amleto aveva imposto al gruppo, il sole era ormai già tramontato e il quintetto viaggiava silenziosamente di notte.
Solex e KatieD facevano da apripista e controllavano i dintorni, mentre Dianora non perdeva di vista un attimo Dea, con sguardo sospettoso. Quest'ultima non diceva nulla e rispondeva monosillabicamente a qualsiasi domanda le venisse posta. Amleto si fermava ogni tanto negli spiazzi tra gli alberi, dove si potevano veder le stelle per meglio orientarsi.

"Fermi tutti", esclamò KatieD dopo circa un'ora di cammino.
I cinque si acquattarono e notarono in lontananza un fuocherello. Attorno ad esso vi erano diverse persone, si distingueva chiaramente una ragazza, con la testa poggiata sulle gambe di quello che doveva essere il suo compagno. Scherzavano e ridevano, ma attorno al fuoco era facile notare un certo numero di armi. Quel gruppo era ben equipaggiato.

"Saranno viandanti come noi", esclamò Solex con il solito ottimismo.
"Saranno briganti come lui", esclamò Dianora pensando a Legio.
"Saranno una coppia di sposini in viaggio di nozze", esclamò KatieD intenerita, facendo venire i brividi ad Amleto.

Dea, non vista dagli altri che fissavano il gruppo dietro un cespuglio, sussultò.
"Morphea... Tabac... ma che ci fanno qui? Non va bene...", pensò tra sè e sè, "mi riconoscerebbero di sicuro se passassimo nelle vicinanze... e se poi Amleto non volesse... no no... devo inventarmi qualcosa... e subito..."
Ci pensò un singolo istante, poi agì.

"Perdonami", sussurò Dea ad Amleto tirandogli il mantello per richiamarne l'attenzione, "quelle persone son briganti pericolosi. Dobbiamo evitarli ad ogni costo, non è saggio combattere a quest'ora della notte. Deviamo sul percorso verso nord e poi procediamo a oriente... perderemo un po' di tempo, lo so, ma ne guadagneremo in sicurezza."
"Briganti, lo dicevo io!!!", esclamò Dianora soddisfatta.
"Zitta! Vuoi farci scoprire?!", le disse Solex mettendole una mano sulla bocca.
"Come fai ad esser certa che siano briganti?", chiese Amleto rivolgendosi a Dea.
"Conosco bene questi posti e anche i loro pericoli... fidatevi di me, per favore", rispose la donna incappucciata.

Alla fine i quattro convennero che non v'era ragione di rischiare e deviarono verso nord.
Era ormai l'una di notte e continuavano a camminare tra tronchi d'albero caduti, neve gelida, sentieri scomodi e vento pungente. E cominciarono ad avventurarsi tra le montagne che separavano l'Austria e la Croazia al confine.
Alfin giunsero nei pressi di un burrone.
L'unica via dall'altra parte era un poco rassicurante ponticello, fatto di corde e legname.

"Molto pittoresco, se non si dovesse attraversarlo", scherzò Amleto.
"Beato te che riesci a riderci su... questo ponte non reggerà il peso di due persone assieme... chi va per primo?", ribattè Dianora.
"Vado io", esclamò Dea.
"Mmm no... scusa, ma non mi fido. Vorrà dire che andrò io per prima.", ribattè ancora la ragazza.
Dea non disse nulla e si limitò ad osservare Dianora che si avventurava sul ponte, stringendo le mani sul cordame per tenersi in equilibrio. Sotto di lei, ad almeno quaranta metri, la dura pietra attendeva chi avesse fatalmente messo un piede in fallo.

"Ecco fatto", disse Dianora saltellando soddisfatta oltre l'ultimo pezzo di legno e rimettendo i piedi sulla roccia dall'altra parte.
Poi fu il turno di Dea, poi quello di Katie, poi quello di Solex. Infine di Amleto.
Passarono tutti senza particolari problemi.

"Beh, si pensava peggio, ahahah", rise Amleto soddisfatto.
"Dopotutto", continuò sorridendo e dando pacche amichevoli ai tronconi di legno su cui il ponte si sorreggeva all'estremità, "questa dev'essere opera di un meraviglioso artigiano, una di quelle grandi opere durevoli nel temp..."
*SBADABUM BAM CRASH CRACK PATAPLAN*

Neanche il tempo di finire la frase e il ponte si spezzò in due al centro, le corde si sfilacciarono, i tronconi si piegarono e il tutto cadde rapidamente di sotto.

"Ceeeeeeeeeerto, una grande opera immortale", gli disse Dianora.
"E tu l'hai rotta!", rise KatieD, quasi sudando per lo scampato pericolo.
Amleto scrollò la testa e invitò tutti a proseguire, promettendo di tacere per il resto della notte.

Il quintetto attraversò quindi alti sentieri di montagna, quasi scavati nella stessa.
"Doveva esserci un fiume da queste parti, per creare un simile passaggio naturale", osservò Solex passando le mani sulla montagna scavata.
Infine cominciarono a ridiscendere, cercando di orientarsi e tornare nuovamente verso sud. Poi si fermarono per una breve sosta. Solex, ancora arzilla e abituata agli accampamenti notturni, aveva proseguito per rendersi conto della direzione da prendere.
"Per quale ragione vai a Dubovac?", chiese Dianora a Dea che sedeva vicino al fuoco.
"Devo... incontrare una persona", rispose lei.
"E chi è questa persona?", ribattè Dianora fissandola.
"Dia, lascia in pace quella donna. Non vedi che è stanca forse più di noi? Sembra che non abbia riposato per giorni...", ammonì Amleto.
"Cerco solo di evitare brutte sorprese", disse Dia rialzandosi e facendo nervosamente un giro nei dintorni.

"Beh, ne abbiamo una." disse Solex ricomparendo dal sentiero montano.
"Davanti a noi", continuò la ragazza, "c'è solo un fiume dalle correnti piuttosto forti. Va verso sud, ma non è possibile costeggiarlo in quella direzione a causa delle rive scoscese. E ponti non se ne vedono."
"In pratica siamo bloccati?", chiese KatieD.
"Così sembrebbe", rispose Solex.
"Faccio rispettosamente notare che il nostro Amleto ha distrutto l'opera millenaria, ovvero quello squallido ponticello, quindi tornare indietro e prendere un'altra strada non è un'opzione praticabile!", aggiunse Dianora.

"Un fiume? Dev'essere il Kupa...", mormorò Dea, "è un fiume navigabile... se riuscissimo a trovare una barca..."
"Ho visto un capanno di pescatori verso nord", esclamò Solex, "forse possiamo convincerli a prestarcene una."

I cinque aspettarono l'alba per riposarsi un po', poi si recarono al capanno.
"Lasciate fare a me", disse Dianora aggiustandosi i capelli e il vestito, "con la mia oratoria e il mio fascino elegante li convincerò a regalarci una barca in quattro e quattr'otto."

Dianora entrò nella baracca mentre i quattro aspettarono fuori.
Dalla baracca provenivano rumori di voci e la discussione sembrava farsi sempre più accesa.
Alla fine Dianora ne uscì nuovamente, dicendo ad Amleto "ecco fatto! Paga centocinquanta ducati e la barca è nostra!"
"Centocinquanta ducati? E questa tu la chiami opera di persuasione?!?", ribattè Amleto contrariato.
"Non è colpa mia", disse Dianora indicando la baracca, dalla quale uscì il pescatore. O meglio la pescatrice, si trattava di una vecchia donna.
"Quella vecchia zitella non è disposta a mollare la barca senza un bel sacchetto di danari in cambio... mi domando come si possa essere così acidi!", si lamentò Dianora.
"Pfffff..." fece Amleto cercando di non scoppiare a riderle in faccia. Andò incontro alla donna e le diede il danaro, senza aggiungere altro.

La barca non era certo questo gran capolavoro di ingegneria navale.
A ben vederla era difficile pensare che potesse contenere più di tre persone, eppure dovevano starcene cinque.
La misero in acqua e si prepararono a partire. Amleto e Dianora imbracciarono i remi a sinistra e a destra, Solex si sistemò a poppa per governare il timone, KatieD e Dea cercarono di trovar posto nella zona centrale. La barca galleggiava a malapena, sotto il peso dei cinque viaggiatori.

"Ce la facciamo... cerchiamo di spostarci verso il centro... queste correnti son pericolose e dobbiamo evitare di finire contro la roccia a lato", ordinò Amleto.
"Si capitano... la prossima volta però portati un altro uomo per remare!!!", brontolò Dianora.

In breve riuscirono a portarsi al centro del fiume e cominciarono a ridiscenderlo.
La prima ora di navigazione fu abbastanza tranquilla, ma col passare del tempo la corrente si fece più forte.
Sempre più forte.

"Amleto", disse Solex visibilmente preoccupata e affaticata, "riesco a malapena a governare il timone... non c'è un posto dove fermarci?"
"No Sole, cerca di tener duro", rispose Amleto armeggiando con il remo per tenere la barca in equilibrio, "non possiamo andare contro le rive rocciose, dobbiamo resistere finchè non saremo a Vrbovsko!"

Ma la corrente non faceva che peggiorare, così come la situazione dei cinque marinai improvvisati. La barca cominciò ad acquistare sempre maggiore velocità e, per giunta, cominciavano ad apparire un numero sempre maggiore di rocce affioranti sopra il livello dell'acqua. Che andavano assolutamente evitate, pena la rottura dello scafo.

"A destra!!!", ordinò Amleto spingendo con il suo remo.
"A sinistra!!!", gridò Dianora spingendo dall'altra parte.
La barca procedeva con la stessa velocità di una carrozza guidata da quattro destrieri impazziti, governarla era oramai diventata un'impresa improba e più che scivolare sul manto d'acqua essa sembrava piuttosto simile ai tronchi d'albero che goffamente saltellano nell'impeto maestoso delle correnti fluviali.

Solex, inzuppata fradicia tra gli schizzi che la barca produceva ogni volta nel suo folle rollio, cercava ancora di tenere il timone. KatieD l'aiutava a stringerlo mentre Dea, aggrappata ad entrambi i bordi della barchetta, spostandosi cercava di riequilibrarne il peso ogni volta che essa sembrava pronta a rovesciarsi su di un lato.

"Coraggio, coraggio", gridava Amleto.
"Il coraggio non ci manca, ma la barca non ce la fa, non ce la fa diamine!", rispose Dianora tra gli schizzi d'acqua che la prua della nave tracciava con violenza.
"Attenti davanti, voi due!", gridò Solex indicando il tronco galleggiante sulla loro strada.
"Attenti!!!", gridò Dea mentre i due si voltavano.
*SBADABUM*
*SPLASH*

La barca sobbalzò e ricadde sul fiume senza rovesciarsi.
Amleto era riuscito ad aggrapparsi in tempo e stringendo Dianora aveva evitato che cadesse in acqua.
Si voltò e vide che Solex e Dea s'erano tenute in equilibrio.
"Katie!!!", gridò Amleto notando i biondi capelli della ragazza tra le correnti mentre cercava di tenersi a galla.
"E' caduta in acqua... dannazione, fermati barca del cavolo", gridò Dianora cercando di usare il proprio remo come un freno strisciandolo contro la roccia della riva più vicina.
"No Dia, così rischi solo di..."
*CRACK*
Il remo si ruppe e Dianora rischiò di cadere a sua volta, presa in tempo da Amleto.
Katie annaspava nell'acqua e cercava di tenersi a galla, ma lottare contro le correnti era difficile specialmente con quella partigiana in spalla.

*SPLASH*
Dea si tuffò in acqua, cercando di raggiungere Katie a nuoto.
"Solex", gridò Amleto, "passami il tuo scialle. Dianora anche tu!!!"
Le ragazze obbedirono prontamente, Amleto si sfilò il mantello e cercando di tenersi in equilibrio annodò rapidamente tutte e tre le vesti ottenendo una corda di fortuna. Poi la lanciò in acqua verso Dea e Katie che, vicine, cercavano d'aiutarsi a vicenda contro la corrente.
"Afferrate la corda, svelte!", gridò Amleto.
"E non rovinatela, possibilmente!", gli gridò appresso Dianora.

Le due ragazze afferrarono l'appiglio di fortuna, ma la corrente era troppo forte e non riuscivano a riavvicinarsi. La barca continuava a scivolare tra la corrente violenta mentre Solex, da sola, oramai non riusciva più ad opporsi col timone alle insensate traiettorie descritte dall'imbarcazione.
"Dianora aiutami, dobbiamo tirarle verso di noi", ordinò Amleto.
Dianora gli si portò alle spalle e insieme cominciarono a tirare.
"Ooooooooooh issa! Oooooooooooooh issa!"
"Amleto!!!", gridò Solex.
"Non ora, Solex", rispose lui.
"AMLETO!!!"
"NON ORA!!!"
"AMLETO, LA CASCATA!!!", gridò Solex.

L'ultima cosa che, in quel momento, fu possibile descriver era lo stupore di Amleto e Dianora nel voltarsi. Istanti durati un'eternità.
Poi la barca cadde oltre la cascata e i cinque vi caddero appresso.
Una sensazione violentissima di caduta nel vuoto.
Acqua, acqua a non finire. La visione sfocata di un fondale azzurro. Smarrimento.
Bolle, aria che usciva dai polmoni.
Poi più nulla.


... Qualche ora dopo, nei pressi di Vrbovsko ...

"Cough cough cough".
Solex si sentiva tutta indolenzita. Riaprì gli occhi e vide alberi e morbido terreno attorno a sè.
Forse la corrente li aveva trascinati a riva?
La ragazza tentò di rialzarsi, con un gran mal di testa.
"Calma, calma. Respira, Sole", gli fece una voce familiare alle spalle.
Si voltò e vide Dianora, anch'ella piuttosto malconcia.
"Dia... stai bene? Gli altri dove sono?"
"Sono tutti qui... ci siamo ritrovati a riva più o meno nella stessa zona...", disse Dianora che evidentemente aveva avuto il suo daffare nel prestare soccorso a tutti. Dopotutto, era l'unica con le conoscenze per poterlo fare.

Solex si guardò attorno e vide Katie già in piedi vicino ad Amleto. E Dea che aveva perso il suo cappuccio. Quel viso le sembrò familiare.
Poi lo sguardò tornò su Amleto, che aveva ancora gli occhi chiusi.
E non si muoveva.
"Amleto", disse trascinandosi vicino a lui, "che cosa gli è successo?!?"

"Quel che non è successo a me.", rispose Dianora,
"Durante la caduta mi si è stretto attorno per attutirmela. Maledetto incosciente... maniaco e incosciente... deve aver battuto la testa e ha perso conoscenza. Fortunatamente il sangue è uscito dalla ferita. Lascialo riposare, sono certa che si sveglierà presto.", aggiunse cercando di rassicurare Solex.
"Siamo a pochi passi da Vrbovsko", continuò la ragazza, "portiamolo ad una locanda lì e lasciamolo riposare."
Katie e Dianora presero Amleto in spalla, Solex aiutò Dea a rialzarsi.

Dianora si fermò un attimo e si rivolse a Dea con sguardo severo: "senza cappuccio finalmente vedo bene chi sei... adesso sarà meglio che ci spieghi, perchè sei venuta qui con noi?"

Era finalmente il momento di saperne di più su Dea.
Mentre Amleto, da qualche parte, viaggiava in un mondo di sogni.

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Ladyfair

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:56 am

Lucrezia sostenne lo sguardo di Dianora...era il momento della verità...
- "Si, avete ragione...sono proprio io...Ladyfair il sindaco di Udine...cosa ci faccio qui? Devo trovare Legio e solo voi potete portarmi da lui."
Dianora la incalzava - "Come sarebbe dovete trovare Legio? e perchè mai? e poi come potete essere qui se siete il sindaco di Udine?...questa storia non mi convince per niente...spiegatemela per bene e spiegatemela dall'inizio...poi decideremo cosa fare con voi."
Lucrezia si lasciò cadere su una sedia...la stanchezza, la tensione e gli avvenimenti degli ultimi giorni le stavano cadendo addosso tutti insieme..
- "Vi dirò tutto Dianora, ma vi prego..non affrettatevi a giudicare...siete una donna...e forse solo voi potete capirmi. Il perchè devo trovare Legio è cosa personale che riguarda solo me e lui..nessun'altro...per tutto il resto.. vi dirò tutto...
Iniziando a parlare le tornarono in mente gli avvenimenti degli ultimi giorni:

Udine: tre giorni prima..
Fair si sveglio' la mattina presto..aveva dormito poche ore...la sera prima aveva visto gli uomini di Legio ma non era riuscita a intercettarli..nessun messaggio nessun contatto...arrivo' in municipio che era appena l'alba. Sedette al suo scrittoio ma non riusciva a concentrarsi. Si alzo' e ando' alla finestra. Grosse nuvole si stavano avvicinando, l'aria sapeva di neve e un vento gelido si stava alzando. Chiuse la finestra e senti bussare al portone del municipio. Poco dopo Alzir entrò velocemente come suo solito...
- "Che succede Alzir? Che è tutta questa furia?"
- "Lady Lucrezia, ho un messaggio da parte del Doge, non ho missive con me, come sapete per motivi di sicurezza pochissime persone devono essere al corrente...mi incarica di dirvi che da stanotte qualcuno potrà sostituirvi nella guida della città...sapete come dovete organizzare tutto il resto. Perdonate ma c'è fermento in giro..sembra che una tempesta di neve in Croazia abbia bloccato tutti i viaggiatori e i mercanti a Rijeka e a quanto pare si sta avvicinando anche qui."
Lucrezia si alzo' di scatto...quella frase le si stampò nella mente...tutti i viaggiatori e i mercanti bloccati a rijeka...le bastarono pochi secondi per sapere quel che doveva fare..
- "Alzir, devi accompagnarmi al confine. Parto per la Croazia. Prepara i tuoi uomini, non ci vorrà molto..poi proseguiro' da sola"
Alzir malgrado il freddo aveva cominciato a sudare...
-"m..m..ma lady Lucrezia...ma che dite? Partite? Proseguite da sola? E per dove poi? non avete indizi non sapete dov'è...lasciate Udine in questo modo? é una pazzia...cercate di ragionare mia signora..."
Alzir era al servizio dei Colonna da quando Lucrezia era piccola, sapeva che far "ragionare" qualcuno della famiglia quando aveva deciso qualcosa, era impresa impossibile...poteva solo assecondarli.
- "Alzir se non mi accompagni al confine vado da sola da qui...scegli tu"
- "Va bene va bene...è una vita che mi dite di scegliere tra le cose che avete già deciso voi...io non capisco perchè continuate a dirla quella frase..in un contesto in cui non c'è mai scelta...ditemi che devo fare e come al solito lo farò"
- "Fai il giro delle taverne, fai parlare qualcuno, devi scoprire se qualcuno ha visto un gruppo da qualche parte che corrisponde alla descrizione del gruppo di Amleto...se trovo Amleto trovo Legio...vai e da ordine per la partenza io saro' pronta per quando tornerai..."

Dianora ascoltava attentamente ma il suo viso non lasciava presagire nulla di buono..Lucrezia continuò...
- "Gli uomini di Alzir mi hanno accompagnata fino al confine e sono tornati indietro, dovevano tornare dal Doge per portare le missive riservate che avevo preparato per lui e per il nuovo sindaco che mi sta sostituendo..io ho proseguito da sola fino al confine. Li ho incontrato gli uomini di Legio che stavano tornando verso Udine. Il generale Kurtz che doveva scortarmi si è dovuto fermare prima di Rijeka e proseguire attraverso le montagne per evitare i controlli croati. Entrata a Rijeka ho iniziato a cercarvi finchè non vi ho trovato alla locanda...il resto..lo sapete"-
Dianora non parlava..la fissava in silenzio..la sua espressione non era cambiata...Lucrezia chiuse gli occhi...aspettava di sentire la sua condanna...se non l'avessero lasciata proseguire con loro non avrebbe mai raggiunto Legio..e proprio ora che era a due passi da lui...

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Solex

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:58 am

“Lasciamolo riposare qui in silenzio....” disse una preoccupatissima Solex dopo aver aiutato a distendere Amleto sul letto della locanda. “ha la pelle dura e domani starà sicuramente meglio”.

Dianora era li che che medicava le ferite di Amleto, quando rivolgendoci a Katied le disse:
“per favore Katied continua tu a tamponare come ti ho indicato, Solex ha ragione... domani mattina avremo Amleto attivo, vitale e sicuramente piu rompiscatole di sempre!!
Solex, intanto tu vieni con me... credo che io e te abbiamo un lungo discorsetto da fare con Fair..... Katie, se ci sono problemi o complicazioni ci trovi al piano di sotto”

Le due ragazze uscirono dalla stanza.... e si diressero al piano di sotto della locanda ''Old Bridge Pub'' dove avevano deciso di restare finche il coraggioso Amleto non si fosse ripreso....
Videro Fair seduta sulla sedia che cercava un po di tranquillità.... una tranquillità che fu interrotta dal tono duro di Dianora: “Credo proprio che ora dovrai spiegarci piu di qualcosa.... e questa volta basta con le menzogne! Vogliamo tutta la verità, visto che come hai potuto vedere siamo coinvolti anche noi in tutta questa storia...”

Fair guardò le due fanciulle, aveva l’aria stanca e distrutta “Dia penso che sia il caso di farla riposare....” intervenne Solex , ma venne immediatamene fermata:
“NO Solex! Assolutamente no!!! Questa volta deve dirci tuttto!” le disse con tono alto e duro Dianora che aveva la faccia davvero arrabbiata.

Il racconto di Fair fu davvero lungo.. Dianora era li di fronte a lei che ascoltava con aria incredula nel sentire quelle parole... mentre Solex era accanto al caminetto....ascoltava senza intervenire e fissava la fiamma del fuoco.

“Solex ma dico!!! Ma la stai sentendo!! Come facciamo a fidarci di lei??? E soprattutto chi ci dice che sia davvero cosi???? Smettila di guardare quel dannato fuoco e dì qualcosa pure te perbacco!!”
urlò Dianora contro Solex...

“Non credere che sia facile..Posso capire come si puo sentire questa ragazza.... non è semplice amare qualcuno che è contro tutto e tutti... occorre tanta pazienza... e soprattutto tanta tenacia ....
ogni persona sarà pronta a giudicarti... ad ostacolarti.. ed ogni volta che ti vedrà anche solo passare, sarà pronta ad additarti .....
Capisco che forse Fair ha visto in noi l’unico modo per arrivare dal suo amato senza destare sospetti...” ribattè Solex con molta calma e pazienza fissando stranamente Dianora proprio dritto negli occhi...
Abitualmente, Solex tendeva ad evitare di guardare negli occhi le persone... a volte per timore... o per imbarazzo ma stavolta la guardava ben fissa negli occhi..... la storia di Fair era qualcosa che sentiva molto da vicino, forse perche faceva raffiorare in lei vecchi ricordi dei tempi d'Irlanda e di Siena.

“Ma perche arrivare a mentire? Non poteva dircelo sin dall’inizio?” ribattè Dianora....

“Pensavo che Amleto e voi tutti non avreste capito le mie ragioni..ed invece mi rendo conto che forse potevo evitare tutti questi misteri e questi sotterfugi” rispose con un fil di voce Fair

“Prova per un secondo a metterti nei suoi panni! Dianora, sei anche tu una donna..... sei la persona più forte e determinata che io conosca..... eppure in questo caso sembri non capire.... e se per qualunque motivo il nostro gruppo non fosse stato d’accordo a farla viaggiare con noi? Come avrebbe fatto per raggiungere Legio? Io penso che lei possa tranquillamente continuare il viaggio insieme a noi... e se posso permettermi di interpretare anche il pensiero di Amleto visto che come te, anche io lo conosco ormai abbastanza bene, credo che anche lui non avrebbe nulla in contrario a questo.”

Dianora, che nel frattempo batteva le dita su ogni cosa dove poggiava le mani, continuava ad andare su e giù per la taverna.... Si avvicinò a Solex e le sussurrò con aria un po piu serena: “Forse hai ragione, Amleto sarebbe sicuramente d’accordo con te.... e poi...” si interruppe... alzò il tono della voce e rivolgendosi verso Fair : “e poi.... forse dovremmo anche ringraziarti visto che ti sei gettata in acqua per aiutare Katie.....va bene continua pure il viaggio insieme a noi.... e speriamo che le cose vadano bene.....”.

Solex tornò di sopra e sbirciò verso la stanza di Amleto.
Lo guardò e mille pensieri le passarono per la testa.
"Se solo tu avessi potuto sentirci ora... cosa avresti detto a quella donna? Le stesse cose che dicesti a me con tanta durezza quando ripartii dall'Irlanda prima di te, di Jann, di Greta?", pensò Solex.
Poi si allontanò verso la sua stanza.

"Forse no. Sei cresciuto da allora. Siamo tutti cresciuti. L'ho capito quando ci siamo rivisti. Anche se sei rimasto un po' presuntuoso e testardo. Ma sono felice lo stesso. Dormi bene Amleto.", pensò infilandosi tra le lenzuola e abbandonandosi al sonno.

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Bembe

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:58 am

bembe cominciò a riflettere...perchè questo duello???perche lasciare un amico così?era la domanda che si poneva sin dalla sua partenza...fino adesso ho sempre sentito tante parole...beh bene espresse...ma pur sempre parole!!!Perchè il mio amico ha accettato un simile duello???forse perchè,dopo tutto, ha trovato finalmente un vero uomo come lui?bah!!!continuava a riflettere mentre passeggiava nella campagna di questa regione che vedeva per la prima volta...lode a te mio amico,ma anche a chi ha avuto il coraggio di sfidarti..mentre passeggiava vide Legio...da quanto nn si vedevano...parlarono molto quella notte..."caro bembe io affronto una persona piena di rispetto,l'unica che abbia avuto il fegato di fare questo viaggio per affrontarmi,non si è nascosta come qualcun'altro dietro le istituzioni e la sua codardia.Ti lasciò l'onore di prendere di mira chi non ha avuto il coraggio di venire ..tu sai a chi mi riferisco vero?"bembe annuì"vediamo se quell'essere avrà il coraggio di sfidarmi in un duello...la vita non è nascondersi è affrontare il proprio destino!!!ho ricevuto il messaggio!!!io da il più piccolo dei briganti, ma uomo di parola sono pronto!!!lancerò il guanto di sfida a chi si è sempre nascosto,a chi a differenza di illimino non ha pagato, l'ordine sarà sulle sue tracce ...più che altro io ...."detto ciò il primo pensiero di Bembe fu rivolto a Mistic...^^alzò lo sguardo e puntò gli occhi sulla stella più luminosa ke c'era in cielo rivolgendogli un pensiero...ti affido la mia amata Mistic,proteggila e fa si che possa sempre essere felice!!!

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Kurtz

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:58 am

Kurz rigirava lo spiedo sulla brace; non era stato d'accordo nel lasciare entrare la dama da sola a rijeka, ma per loro sarebbe stato molto pericoloso entrare in città, e la dama gli aveva assicurato che avrebbe trovato appoggi e persone fidate che l'avrebbero accompagnata nel resto del viaggio. "Quanti misteri circondano quella dama" pensò tra sè, ma lui doveva solo obbedire agli ordini. Il freddo era intenso, quell'inverno sembrava non finire mai, gli uomini erano stanchi e li fece riposare, diminuendo i turni di guardia. Alle prime luci dell'alba, un veloce galoppo di cavalli li fece destare. Un gruppo di cavalieri si dirigevano verso est e di gran fretta. Fece appena in tempo a notare lo splendido purosangue arabo montato dalla dama. "IN PIEDI" urlò "sellate i cavalli, la dama non sembra essere in pericolo ma meglio seguirli ed essere pronti". Kurtz aveva promesso al suo generale di vegliare sulla dama e aveva intenzione di farlo, anche da lontano. A metà del viaggio li videro deviare verso nord "dove staranno andando? perchè deviare?". Kurtz non si fece altre domande, ormai si era abituato alle cose strane che accadevano in quella vicenda. Il gruppo si fermò davanti ad un ponticello, l'unico uomo del gruppo vi si avvicinò. "Non avrà mica intenzione di attraversarlo?" esclamò Perfilippo, si vede da qui che le corde sono......*SBADABUM BAM CRASH CRACK PATAPLAN*
"per un pelo non è cascato di sotto" aggiunse Kurtz. Fu in quel momento che il colonnello Kurtz riconobbe l'uomo. "AMLETO!!! sta andando all'appuntamento con Legio" non fece in tempo a finire la frase che Perfilippo tese il suo arco prendendo la mira, "colonnello, un solo tiro e questa vicenda finirà prima di iniziare". "FERMO" gli gridò Kurtz abbassandogli l'arco. "Amleto è persona di rispetto e d'onore, e di coraggio non comune per avventurarsi fin qui alla ricerca di Legio, a differenza di tanti altri che si nascondono dietro le loro comode poltrone; lui e Legio stanno scrivendo una pagina gloriosa ed il nostro compito è di aspettare che la parola "Fine" sia scritta rispettando il codice d'onore cavalleresco" ed aggiunse " Anzi, se pur da lontano, dobbiamo proteggerlo, troppi interessi ruotano intorno a tutta questa vicenda, troppa sete di vendetta, troppi interessati a dipingere il generale Legio come malvagio e codardo; non vorrei che qualcuno potesse attentare alla vita di Amleto dando poi la colpa a Legio". Kurtz ed i suoi rientrarono nel fitto della foresta, continuando a seguire da lontano il gruppo, sperando che non vi fossero altri contrattempi.

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Katied

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:59 am

Quei giorni di viaggio furono i piu’ faticosi e pericolosi che ella avesse mai sperimentato. Prima la bufera di neve che li accompagnò fino a Rijeka, poi, dopo la sosta forzata, l’allenamento di Amleto e infine l’estenuante tragitto fino a Vbrovsko con il bagno nelle acque gelide del fiume Kupa.
Un miracolo, solo quello aveva potuto salvarli… ed ella si domandava al capezzale di Amleto, in nome di cosa quel miracolo li avesse salvati!

Ella sedeva accanto lui e gli tamponava la ferita sulla testa con cura… Solex le disse di restargli vicino prima di congedarsi dalla stanza… la ferita aveva smesso di sanguinare dopo pochi minuti e dato che lui pareva tranquillo decise andare a vedere dove fossero le compagne di viaggio.

Udi’ solo le loro voci provenire dal piano di sotto e con loro la misteriosa Dea che le altre due stavano interrogando. Ella si sedette sull’ultimo gradino per ascoltare quel che la donna che poi si rivelo’ essere LadyFair aveva da dire. Dopo il racconto e la discussione che sussegui’, Solex si diresse verso le scale e dunque lei si alzo’ e corse nella stanza del ferito. Con la coda dell’occhio noto’ che Solex si affaccio’ alla porta come per controllare e poi se ne ando’….

“ … e ora che dovrei fare? Stare qui tutta la notte accanto a lui mentre gli altri se ne vanno a dormire in un letto caldo?” - lo guardo’ per qualche secondo e disse: “Avro’ la pellaccia dura degli O’Neill, ma sono pur sempre una donna e anche io ho bisogno di riposare e recuperare le forze…” - prese un’altra coperta e gliela mise sopra –“ dormi bene Amleto, vedrai che domani ti sveglierai come nuovo!” - si assicuro’ che la ferita non avesse ripreso a sanguinare e poi lascio’ anche lei la stanza.

Si diresse verso la sua camera che era infondo al corridoio dall’altra parte…. Aveva indosso ancora i suoi abiti umidi … “etcu!! Ecco! Ora pure il raffreddore… ma questo e’ il minimo dopo il bel bagno nelle acque gelide di oggi!! Forse e’ meglio che mangi qualcosa e che mi beva una bella tisana calda prima di andare a dormire!”.

Al pian di sotto l’accolse il taverniere dal quale ordino’ il pasto. Si sedette di fronte al caminetto per riscaldarsi, accanto a lei la dama non piu’ misteriosa che pareva assorta in mille pensieri. – “Milady, non vorrei disturbarvi dai vostri pensieri, ma volevo ringraziarvi per esservi gettata nel fiume con l’intento di salvarmi… siete stata molto coraggiosa…” - la donna si volto’ e le sorrise…

… dopo cena, esausta si alzo’ dal tavolo e torno’ da lei accanto al fuoco – “… sono contenta che viaggerete insieme a noi almeno fino a che non incontrerete il vostro amico. Io vado a letto, e vi consiglio di andare anche voi…” d’un tratto una giovane serva si avvicino’ alle dame e disse: “Milady, il vostro bagno e’ pronto!” – La dama si alzo’ e disse: “Katie, il vostro bagno caldo e’ pronto, ci vediamo domani…” poi si sedette nuovamente davanti al camino. Ella stupita non pote’ far altro che ringraziare e segui’ la serva…

Il bagno fu un vero toccasana. Ella esausta ando’ a dormire pensando che il viaggio era ancora lungo e si domandava che altro poteva succedere ancora prima del duello, senza pensare a cosa sarebbe accaduto dopo…

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Tabac

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 9:59 am

tab ed il suo gruppo erano ormai alle porte di dubovac,tab era nervoso....il falco di morph non era ancora tornato....e questo non era certo un buon segno.....che sia successo qualcosa a borg e legio ....pensò.....

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Ladyfair

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:00 am

Dubovac: lunedi' mattina
Lucrezia guardo' fuori dalla locanda...il tempo era finalmente bello e il sole splendeva. Era pronta da diverse ore..ma per andare dove? Doveva trovare Legio prima degli altri ma non sapeva come. Non sapeva dov'era, aveva perso i suoi uomini al confine e nessuno sapeva che era li...avviso' Dianora che andava a fare un giro in città, non riusciva a restare ferma, e intanto che Amleto si riprendeva c'era ancora un po' di tempo prima che decidessero di rimettersi in viaggio. Usci dalla locanda..il bagliore della neve era accecante...prese il suo cavallo..aveva bisogno di liberare la testa e non pensare...usci' dalla città galoppando verso la foresta...

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Re: GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:02 am

Nei sogni di Amleto: Irlanda, contea di Munster, strada tra Lios Mor e An Caiseal, Maggio 1456
"...ricorda, un giorno ti sfiderò di nuovo!"

Nelle precedenti puntate: Amleto, l'uomo onirico, perde conoscenza durante una brusca discesa tra le rapide del fiume Kupa, nel tentativo di proteggere una compagna di viaggio. Fortunatamente l'incidente non riserva gravi conseguenze. A seguito dell'avventurosa discesa, anche l'identità di Dea viene svelata: si tratta di LadyFair, ex primo cittadino di Udine, che seguendo Amleto spera di arrivare al suo amato Legio. Per evitare di essere scoperta prima, essa aveva costretto il gruppo a deviare evitando l'accampamento dove Morphea, Tabac e gli altri stavano riposando nottetempo. Dopo un'accesa discussione a Vrbovsko, il gruppo di Amleto decide di acconsentire comunque alla presenza di LadyFair soprattutto grazie a Solex che, apparentemente, sembra capirne meglio degli altri la situazione.
Intanto, Amleto sogna e ripercorre il suo passato...

(nota per la lettura: il sogno e gli eventi del risveglio si svolgono durante la giornata di Domenica 15 Marzo)

Irlanda, contea di Munster, cittadina di Port Lairge - Maggio 1456

Una bella giornata di primavera, illuminata dal sole del mattino.
"State attenti mi raccomando", disse sorridendo Gretaluna.
"Non preoccuparti, siamo la Waterford Guard... chi vuoi che possa fermarci!", esclamò Amleto tenendola stretta tra le braccia.
I due si scambiarono un tenero bacio poi il giovane cavaliere, lunghi capelli scuri legati sulla nuca a coda di cavallo e aria da presuntuoso sbarbatello, montò sul suo destriero e si lanciò al galoppo.
"Yeeahhhh!!! Si va!", gridò ai suoi compagni della guardia di Port Lairge, lanciando un cenno di saluto alla sua dama.
"Yay!", gli fece eco Jann strigliando il suo cavallo e lanciandosi al galoppo.
Poi fu il turno di Mordrag, che aveva appena salutato la bella gitana Fae e seguì rapidamente il gruppo.

Erano i tempi della Waterford Guard, la leggendaria guardia di Port Lairge che offriva scorte ai viaggiatori in tutte le terre conosciute d'Irlanda, terre al tempo note nell'insieme come Contea di Munster.
Lì, tra i boschi e i prati dell'isola verde, cinque cavalieri galoppavano veloci come il vento freddo del nord.
In testa c'era il capogruppo Steven7788, nobiluomo dai tratti distintamente orientali che era emigrato in Irlanda in cerca di fortuna. Uomo leale ed affidabile, nonchè tra i fondatori della Waterford Guard. Assieme a Mordrag, veterano della Royal Scottish Army e ad Amleto, giovanotto appena ventenne che dopo aver dato i natali alla Guardia Piacentina e dopo le avventure in terra Castigliana era giunto infine in Irlanda a caccia di nuove sfide.
E con Amleto c'erano due fidate compagne di sempre. Jann e Solex.

"Missione di oggi?", gridò Amleto ai compagni tra il fragore degli zoccoli dei cavalli.
"Ci aspettano ad An Caiseal (Cashel), dove un amico di Jann, un certo Zokky, ha bisogno di essere scortato fino a Port Lairge per trasferirsi nella nostra bella cittadina", rispose Mordrag.
Jann e Solex, al tempo, non facevano ancora parte della guardia. Jann vi sarebbe entrata poco dopo quelle vicende, Solex invece... avrebbe preso un'altra strada.
"Un amico della piccola Jann, eh?", esclamò Amleto continuando la sua corsa con aria fiera e orgogliosa, "sbrighiamoci allora, non facciamolo aspettare!!!"

Fu in quell'ultimo tratto, che da Lios Mor conduceva ad An Caiseal, che sarebbe mutato il destino del gruppo.



"Amleto, rallenta, questa zona è pericolosa", gli intimò Solex quando furono nella fitta foresta che separava An Caiseal da Lios Mor.
Ma Amleto, complice l'incoscienza della giovane età e l'eccessiva sicurezza proveniente dal non aver mai subito alcuna sconfitta in battaglie d'alcun tipo, procedeva spedito in avanti, rischiando a volte di superare anche il capogruppo Steven.
"Il solito pavoncello", brontolò Solex mentre Jann sorrideva di gusto.
"Amleto", disse Steven, "mantieni la posizione, rischiamo di farci prendere di sorpres..."
*SBAM*

Steven non riuscì a finire la frase che una figura incappucciata lo disarcionò da cavallo scendendo improvvisamente giù da un albero.
Cercò di rialzarsi ma il successivo colpo di bastone gli fece perdere i sensi.
Il cavallo di Jann s'impennò per lo spavento, rischiando di far cadere la giovane guerriera. Amleto le si parò vicino col suo, pronto ad abbracciarla in caso di caduta, ma Jann riuscì a riaddomesticare il suo destriero.

Intanto Mordrag era prontamente ridisceso dal suo e si preparava ad affrontare l'avversario sguainando la spada.
"E' un'imboscata, attenti!", intimò rivolgendosi a Solex, Jann e Amleto che all'epoca eran tutto fuorchè guerrieri esperti.

Mordrag incrociò la sua spada con Gilan, ch'era uno dei briganti irlandesi più famosi e pericolosi che si potessero incontrare.
Amleto si diresse verso la figura incappucciata che aveva messo al tappeto Steven e fece roteare il suo bastone con aria minacciosa.
"Quanti movimenti inutili", borbottò la figura levandosi il cappuccio e mostrando un grosso cappello che gli copriva parte del volto.
Mordrag, impegnato ancora nella battaglia con Gilan, su cui sembrava stare avendo il sopravvento, riconobbe immediatamente quella figura.
"Valatan?!?", esclamò sorpreso.
"Mordrag? Destino beffardo, proprio te dovevo incontrare!", rispose la figura sorridendo e preparandosi a brandire una lunga lancia che portava in spalla.
"Amleto", gridò Mordrag preoccupato, "quell'uomo è un mio ex compagno d'arme dell'armata scozzese, non affrontarlo, non puoi batterl..."
*STUNF*

Gilan, approfittando della preoccupazione di Mordrag, aveva colto quell'attimo di distrazione per colpirlo a tradimento, facendogli perdere i sensi.
Jann e Solex si pararono dinanzi a Gilan, ma la battaglia sembrò da subito impari.

Intanto Amleto, furibondo, si preparava a battersi con Valatan.
"Dovresti seguire i consigli di chi è più esperto di te", intimò Valatan con voce calma e roca, "torna a casa, ragazzino!"
"Adesso vedremo chi è il ragazzino, sbruffone!", gli rispose Amleto lanciandosi all'attacco.
A Valatan bastò spostarsi alla sua destra per evitare il colpo di Amleto, poi bloccò il bastone di Amleto con la mano sinistra e gli sferrò un calcio al fianco.
Amleto riuscì a malepena a parare il colpo con il braccio sinistro, restandone comunque sbilanciato e allentando la presa del suo bastone.
"Se non sei tutt'uno con la tua arma", mormorò Valatan, "la tua arma è inutile".
Con un singolo fulmineo movimento Valatan scagliò un fendente con la sua lancia contro il bastone di Amleto, frantumandolo in un mucchio di grosse schegge di legno.

Amleto non si perse d'animo e si lanciò su Valatan colpendolo a mani nude.
"Niente male, per uno sbarbatello", mormorò Valatan sputando un po' di sangue dalla bocca. Ma il veterano di guerra Valatan sapeva incassare i colpi fin troppo bene, e quando cominciò a restituirli a sua volta, Amleto non fu capace di reggere altrettanto bene.

In breve tempo, Amleto si ritrovò al tappeto.
Stordito, dolorante e incapace di muoversi.
"Ma... maledetto...", gli sussurrò Amleto prima di perdere conoscenza.

Intanto Gilan aveva disarmato Jann e Solex, nonostante la strenua resistenza di queste ultime.
"Che non venga fatto alcun male alle donne, Gilan! Specialmente a quella ragazza dai capelli neri così bella...", ordinò Valatan. Poi si fecero consegnare le merci del gruppo e scapparono nella fitta boscaglia.
Solex lo guardò innervosita, ma arrossì. La situazione era drammatica e per giunta s'era svolto tutto ad un ritmo così frenetico... ma quell'uomo l'aveva indubbiamente colpita.
"Ehi? C'è nessuno?", le fece Jann mimando il gesto di bussare sulla testa di Solex.
"Eh? Uh... ah! Diamine... aiutiamo i nostri compagni, presto!", disse Solex dirigendosi, ancora col fiatone per lo scontro, verso i tre cavalieri privi di sensi.
"Si, aiutiamo i nostri eroi!", fece Jann camminando mani sui fianchi e calciando nervosamente un sassolino sul terreno. Era forse un po' scornata per quella sconfitta, ma tutto sommato divertita dall'aver finalmente incontrato un po' di azione. La natura sanguinaria e combinaguai della fanciulla iniziava a quel tempo a rivelarsi.



Ciò che accadde dopo lo si trova facilmente scritto sugli annali Irlandesi.
La Waterford Guard arrivò stremata ad An Caiseal, dove ricevette soccorsi da parte di molti cittadini locali. Successivamente fu condotta una battuta di caccia nelle foreste per ritrovare Gilan, che venne infine catturato.
Valatan, invece, si costituì spontaneamente.
L'aver derubato un suo ex commilitone l'aveva fatto sentire a disagio, non aveva pianificato d'aver proprio Mordrag come bersaglio. Era stata quella che lui ebbe a definir una sfortunata coincidenza.
Così, oltre a costituirsi, si dichiarò disposto a restituire le merci rubate.

Nel tempo, Solex fece amicizia con Valatan.
L'unico che non riuscì a perdonarlo, fu proprio Amleto.
Non rivolle mai le sue merci indietro, in nessun modo esse avrebbero potuto ripagarlo dell'umiliazione della prima sconfitta su un campo di battaglia.

Al processo di Valatan, Amleto dichiarò apertamente quel che ancor oggi è registrato negli archivi dei tribunali della Contea di Munster.
"Valatan... forse per il tuo gesto la Contea sarà clemente con te. Ma anche se lo fosse, se anche un giorno tutti gli Irlandesi dovessero perdonarti, sappi che io non lo farò."

Parole dure. Solex ne fu contrariata.
Le giudicò immature, figlie di un orgoglio ferito.
Ancora più dure furono le parole che Amleto riservò privatamente a Solex quando ella le comunicò la sua decisione di partire dall'Irlanda per tornare nelle terre italiche, nella Repubblica di Siena.
Con lei c'erano Valatan e un suo gruppo di fedelissimi compagni. Non era difficile intuire a quale occupazione si sarebbero dedicati nelle terre italiche.

Amleto non volle ripartire. Mentre quel vascello salpava verso sud, la prima Guerra Irlandese stava per avere inizio, le armate di Anto_capone avevano già conquistato Port Lairge ed era necessario restare tutti uniti per riprenderla.
Come la storia racconta, ci sarebbero riusciti. Grazie alle gesta di Amleto, Mordrag, Jann, così come di tutti coloro che avevano lottato per riconquistare la loro casa.

Amleto, quando non trascorreva quelle giornate di ritrovata pace in barca con Gretaluna, amava passeggiare in riva al mare.
E quando lo faceva, gli sembrava di rivedere sempre Solex che lo salutava dalla nave.
E lui che gridava sempre la stessa cosa.
"Solex... abbi cura di te!!!"
E poi, rivolgendosi alla persona ch'era sulla nave accanto a lei.
"Valatan... ricorda, un giorno ti sfiderò di nuovo! Valatan! VALATAN!"

"VALATAN!!!"
Amleto gridò svegliandosi di soprassalto.
"Fermo, non ti muovere, vuoi far riaprire la ferita?!?", gli disse Dianora bloccandolo energicamente a letto.
"Bentornato tra noi", aggiunse Katie. Erano tutte nella sua stanza.
Solex non disse nulla e lasciò cadere lo sguardo. Intuì facilmente cosa potesse aver sognato Amleto.

"Chi è Valatan?", domandò Katie incuriosita.
"La ragione per cui ora siamo qui... vero Amleto?", rispose Solex.
"E' ora che vi spieghi tutto... una buona volta...", disse Amleto mettendosi seduto e appoggiandosi contro lo schienale del letto.
"Ehm, prima c'è una cosa che dovresti sapere...", lo interruppe Dianora.
La ragazza raccontò di Dea, ovvero di Ladyfair, e della discussione che avevano avuto con lei la notte prima.

"Nessun problema, resti pure con noi finchè lo desidera.", esclamò seccamente Amleto.
"Non avevo dubbi", gli rispose Solex sorridendo.

Dopo quel breve scambio di parole,
Amleto raccontò loro tutta quella storia dei tempi dell'Irlanda.
E, per una volta, le fanciulle ascoltarono in silenzio.
Quando ebbe finito, molte domande ancor si ponevano coloro che avevano ascoltato.

"Cosa è successo dopo? Sei riuscito ad incrociare nuovamente la tua spada con Valatan?", domandò Katie.
"No...", rispose Solex interrompendo Amleto che stava per replicare, "non ha potuto rivederlo mai più."

Amleto sospirò e comprese che quella seconda parte della storia non l'avrebbe raccontata lui.
E in fondo era giusto così.

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Solex

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:08 am

“La prima Guerra d’Irlanda stava iniziando e Solex, venuta a conoscenza delle intenzioni di Amleto e Jann, pronti anch'essi a prender parte in prima linea all’evento bellico, decise che si sarebbe unita a loro rischiando la propria vita, al solo scopo di poter restare accanto ai suoi amici fino alla fine....”

Solex intervenne nella storia che Amleto stava narrando, sospirò e continuò cercando di essere piu precisa possibile: "Per diverse circostanze che non sto qui a spiegare, non presi piu parte alla guerra, anzi sentendomi alquanto fuori luogo ed inutile decisi di lasciare l’Irlanda; avevo il bisogno di cercare un po di tranquillità e avevo bisogno di dare un taglio netto a tutto quel che mi legava a Valatan... anche se ciò avrebbe voluto dire allontanarmi dalle persone piu importanti della mia vita”

Solex guardò Amleto: “E' vero il giorno della mia partenza mi hai visto accanto a lui sul vascello ma fu tutto uno scherzo del destino... Valatan non era a conoscenza delle mie intenzioni e con il suo gruppo aveva autonomamente deciso di dirigersi in Italia. Nel momento in cui ci rincontrammo su quell’imbarcazione sentii in me una stretta allo stomaco, mi resi conto che stavo commettendo un grosso errore ma la nave ormai era gia salpata e lasciai che il destino si occupasse di me”

Giunti in Italia, le loro vite si incrociarono ancora; Egli con il suo gruppo continuò la sua occupazione preferita (quella del brigantaggio) e Solex, sebbene non convidesse le loro scelte, continuava con qualunque mezzo a sua disposizione ad aiutarli giusticando dicendo: “è semplicemente una scelta di vita diversa...”.
Le aspettative di Valatan in Italia vennero quasi subito deluse... Essi infatti incontrarono non pochi problemi... non solo a causa del loro modo di vivere che indispettiva tutti ma anche per i capricci di un principe che aveva deciso di fare guerra spietata al gruppo di Valatan e fu cosi che iniziarono vari processi dove Solex decise di schierarsi dalla loro parte.

“E' vero, erano dei briganti... il loro modo di guadagnarsi da vivere era senzadubbio discutibile ma erano comunque delle persone... e come tali andavano trattati... invece no... quella presunzione , quell’arroganza di qualche “figura istituzionale” che allora aveva il controllo, quelle sentenze ingiuste che portarono il loro allontanamento dalla terra senese e ad uno di loro, Jack, addirittura a non poter mangiare per tantissimi giorni; io non poteì fare nulla per loro.... o meglio ben poco.... –Solex interruppe il racconto..... guardò gli occhi degli altri che erano tutti concentrati su di lei e dopo un sospiro proseguì...- riuscii fortunatamente a tenermi in contatto con loro tramite missive ed anche tramite amici sparsi un po ovunque.. cercavo di aiutarli soprattutto per quanto riguarda la lingua visto che la loro conoscenza dell’italiano era molto ridotta..”

Solex mise una mano nella sua sacca... da li tirò fuori una pergamena tutta rovinata poi preseguì il racconto: “... arrivarono verso nord, avevano deciso di uscire dall’Italia per cercare di rientrare in Irlanda o comunque nei loro territori... ma nei pressi di Fornovo furono presi d’assalto dall’esercito di Milano; Trinity e Fordo rimasero feriti gravemente e furono costretti a restare li per moltissimi giorni.... Jack non fu presente perche era rimasto nelle terre Genovesi visto che il suo debito non gli permetteva di poter proseguire ... e per quanto riguarda Valatan.... be lui..... – Solex sentì gli occhi lucidi ma non poteva cedere cosi all’emozione, sospirò ancora una volta e aggiunse: - lui al primo attaccò riuscì a fuggire.. ma l’esercito restò sulle sue tracce... e da quello che riuscii a sapere in seguito fu ucciso nei pressi di un lago in territorio del ducato di Milano.”

Katied appoggiò una mano sulla spalle di Solex: “Posso chiederti chi ti ha informato di cio?”
Solex la guardò e strinse il pugno con quella pergamena: “Venni a sapere tutto qualche settimana dopo, un membro dell’esercito di Milano mi fece recapitar questa lettera che trovarono nella giacca di Valatan, era indirizzata a me e qui mi raccontava con poche parole quello che era successo dal loro abbandono di Siena fino alla battaglia dove Trinity e Fordo restarono feriti....
Mi raccontava di quello che sentiva in quel momento.. del senso di solitudine che aveva in quella foresta dove era costretto a nascondersi, inoltre ripercorreva il passato.. quel passato insieme che non era stato possibile costruire a causa delle sue ambizioni e dei suoi progetti e infine mi confessava di sapere dentro che la sua fine era vicina... sentiva che presto l’avrebbero trovato e che mi augurava di poter vivere la vita seguendo quello che desideravo e non quello che gli altri avrebbero desiderato per me.”

-E gli altri del suo gruppo???- chiese ancora una curiosa Katied che era visibilemente commossa da quel racconto.

“Di Jack non si hanno piu notizie da molto...... qualcosa ci fa pensare che sia morto per le disagiate condizioni in cui fu costretto a vivere..... mentre Trinity e Fordo, una volta saldato il loro debito con la giustizia italica e una volta recuperate le forze dopo la battaglia si rimisero in viaggio verso l’Irlanda e credo che ora abbiano finalmente ripreso in mano la loro vita.. ci sentiamo molto spesso...le ultime notizie che ho di loro risalgono alla nostra partenza da Pola”.

Solex si versò un bicchiere, tornare indietro nei suoi ricordi l’aveva messa davvero a dura prova... era una parte della sua vita che preferiva tenere per se ma questo era il momento piu opportuno per condividerla con loro poiche avrebbe aiutato molto persone a fare chiarezza in tutta questa faccenda;
guardò Amleto che era rimasto in silenzio a guardarla per tutto il tempo, gli sorrise dolcemente e con aria decisa gli disse: “Avevo capito sin dall’inizio che questa faccenda aveva a capo la storia di Valatan.... in cuor tuo non lo hai mai perdonato per quell’affronto... pero so bene che ormai questa per te non è piu una questione di vendetta.... è proprio questo tuo desiderio di cercare una rivincita nei suoi confronti che ti ha aiutato a crescere... è stato quell’input per migliorarti e ora, guardarti cosa sei diventato: un uomo forte.. un uomo rispettato da tutti.. l’uomo migliore che io potessi sperare tu diventassi”.

“E anche l’uomo piu rompiscatole che io conosca.....- intervenne Dianora - finalmente vi siete decisi a renderci partecipi delle vere motivazioni... ora direi che possiamo anche andare a riposare visto che stanotte ci rimettiamo in marcia” e cosi dicendo uscì dalla stanza.

Katied guardò Solex, le sorrise e poi aggiunge con un fil di voce: “ora mi rendo conto di aver fatto la scelta migliore ad avervi seguito in questo viaggio... vado ad allenarmi ancora un po per essere in forma in caso di emergenze inaspettate”

Solex rimase sola con Amleto nella camera e mentre era accanto al caminetto per cercare di riscaldarsi un po, guardò il suo fedele compagno disteso lì vicino e gli parlò ancora: “seppur siano passati dei mesi dalla mia partenza dall’Irlanda e sebbene le cose ormai siano cambiate, io non mi sono mai perdonata di aver lasciato te e Jann a combattere da soli in Irlanda.. non ho mai avuto occasione per scusarmi a quattr’occhi con voi e visto che questa sera è venuto fuori questo discorso, lascia che ora dica questo: perdonami” detto ciò vide cadere un pezzetto di legno dal caminetto lo recuperò aiutandosi con la sua spada e si rialzò: “adesso cerca di riposare un po'... io mi fermo qualche minuto qui per terminare uno dei miei mille disegni iniziati e poi ti lascerò solo... stanotte partiamo per Dubovac.”

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Amleto

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:52 am

Amleto non disse nulla e lasciò che Solex le tenesse compagnia per un po'.
Poi, quando s'avvicinava l'ora di ripartire da Vrbovsko alla volta di Dubovac, domandò a Solex di restare da solo per qualche minuto prima della partenza.

Ella acconsentì ed Amleto, una volta ritrovata l'intimità, si alzò da quel letto ancora un po' stordito per la botta in testa.

Si sedette al tavolo e si versò un bicchiere di whisky irlandese, da una boccetta che nascondeva in un taschino tra le pieghe del vestito.

"Me ne hai fatte tante, canaglia...", pensò tra sè e sè Amleto, "... dal giorno di quella battaglia in Irlanda, al processo con i tuoi sorrisini di scherno, alla partenza per le terre italiche..."
"Ma la cosa peggiore", continuò Amleto nella sua testa, "è stata andartene all'altro mondo senza che potessimo combattere di nuovo in una bella sfida. Eri un uomo solo, contro tanti... che bisogno c'era di ammazzarti così?"

Amleto posò nervosamente il bicchiere.
C'erano alcune cose che Solex non aveva detto. Quando Trinity_blount e Fordo tornarono in Irlanda, lui aveva potuto incontrarli nella taverna municipale di Port Lairge. In quel periodo, era da poco trascorsa la Seconda Guerra Irlandese.
Lì, tra un bicchiere e l'altro, i due gli avevano raccontato altri dettagli sulla morte di Valatan. Amleto conobbe i nomi di coloro che l'avevano ucciso. E, ironia della sorte, diversi tra loro erano divenuti suoi compagni attuali nella guardia cittadina di Pola.
Ed insieme erano stati celebrati per aver respinto l'attacco dell'esercito di Iness e averne sconfitto i componenti.

"Destino beffardo. Davvero.", pensò ancora tra sè e sè, sorridendo amaramente.
Non poteva avercela con chi aveva semplicemente fatto il proprio dovere, a quel tempo.
In cuor suo, era soltanto dispiaciuto di non aver potuto avere la sua sfida, di non aver potuto più rincontrare quell'uomo. E, per suo carattere, maldigeriva che fosse morto in uno scontro da solo contro tanti.

"Adesso", sussurrò Amleto dondolandosi nervosamente sulla sedia della stanza, "ti onorerò con la sfida in cui avremmo dovuto incontrarci di nuovo. Ho trovato un altro brigante che possiede la tua forza e che ama ficcarsi nei guai come te. Guardaci da lassù, Val. Ch'io vinca o perda, questo duello è per te. E per l'Irlanda. E per Venezia. Oh, e anche per me, dopotutto."

Alzò il bicchiere in segno di brindisi, lo bevette tutto d'un fiato e subito dopo lo scagliò contro il muro per sfogare il suo nervoso, mandandolo in frantumi.

Poi ridiscese le scale. Salutò con un sorriso il quartetto di viaggiatori che l'avrebbe accompagnato a Dubovac.
"Sto bene... siete pronti a partire? Dubovac ci aspetta."

E così i cinque cavalieri percorsero, senza ulteriori imprevisti, l'ultimo tratto di strada fino alla cittadina croata più orientale.

....................................................................................


Lunedì 16 Marzo - Dubovac

Giuntì di buon mattino a Dubovac, Amleto e i suoi si fermarono come di consueto a riposarsi in una locanda. Il cavaliere aveva ancora bisogno di riprendersi dalla stanchezza e quindi si abbandonò piacevolmente sul materasso.

Dianora, Solex e Katie restarono nella locanda per distrarsi un po' tra una bevuta e qualche partita a carte. LadyFair invece, apparsa estremamente irrequieta, s'era congedata dal gruppo e s'era recata a fare un giro in città.

"Già a caccia di Legio eh? Ti auguro di trovarlo, fanciulla innamorata.", pensò Amleto dal suo comodo giaciglio sentendo il galoppare di un cavallo. Intuì di chi si potesse trattare.
Lui invece, non aveva bisogno di cercare Legio.

Un altro messaggio gli era stato fatto trovare all'arrivo della locanda.
Amleto lo estrasse nuovamente dalla tasca e lo rilesse, per maggiore sicurezza.

A mezzanotte partiamo dalla piazza.
Non portiamo nessun altro con noi.

L.

Amleto aveva convenuto subito che fosse la cosa migliore.
Solex era stata già abbastanza preoccupata fino a quel momento, senza che vi fosse bisogno di peggiorare la situazione portandola ad assistere al duello. E tutto sommato, per le tre ragazze, era più sicuro restare nella cittadina, almeno per il momento.

Passarono le ore, infine si fece sera.
Amleto aprì leggermente la porta della sua camera e sentì le tre ragazze al piano di sotto che ridevano e scherzavano. Sembravano molto più serene, adesso. Ne fu molto felice.
Poi richiuse la porta di camera sua, si apprestò al piccolo balcone della sua stanza e con un balzo felino vi si calò giù fin sulla strada.

"Solex, ora sei tu che devi perdonarmi", pensò tra sè e sè sellando rapidamente il proprio cavallo e rivolgendo un'ultima volta lo sguardo verso la locanda "L'Allegro Cinghiale" dove si erano fermati.
"Grazie di cuore... a tutte voi... per avermi accompagnato fin qui.", pensò infine lanciando il cavallo al galoppo verso la piazza cittadina.

Era ormai quasi mezzanotte.
Ridiscese da cavallo all'ingresso della piazza e si guardò attorno.
L'atmosfera era gelida, desolante.
Un silenzio innaturale, rotto solo dal soffio del vento.
Uno scenario di edifici in pietra, resi ancor più tetri dalla debole luce della luna
che filtrava tra le nere nubi di passaggio.

...*DONG*DONG*DONG*DONG*...
dodici rintocchi di campana, provenienti dalle torri nella piazza,
simboleggiavano lo scoccare della mezzanotte.

Poi Amleto scorse chiaramente la figura imponente di Legio in lontananza.
Era la prima volta che i due si incontravano.
Restarono in silenzio e si fissarono per qualche secondo.
Legio gli fece un cenno con la spada, Amleto rispose con la propria al saluto.

Infine, i due si allontanarono assieme fuori dalla città.

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Legio

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:53 am

Era ancora buio quando legio avvisto' Dubovac.

Dobovac era situata su di un altura, un accozzaglia eterogenea di costruzioni di legno e pietra circondate dalle alte mura,
uno strato di neve fresca copriva il paese come una nuova mano di colore e le orme del cavallo
di legio furono le prime ad intaccarne la superfice immacolata all'alba di quel giorno.
Le luci delle candele ancora palpitavano dietro le imposte delle solide case di legno e pietra intorno alla piazza, dove abitavano artigiani e bottegai benestanti, mentre passava lentamente con il cavallo legio pote quasi udire dall'interno le donne che accendevano i fuochi e scaldavano l'acqua.
Alcuni cominciavano frettolosamente ad uscire dalle case , avvolti in pesanti mantelli di lana ruvida e rabbrividendo scendevano al fiume per attingere l'acqua.
Il cielo stava passando lentamente dal nero all'azzurro.



Con borg si erano divisi il giorno prima, uno diretto a dubovac e l'altro a Marburg,
non sapeva come era andata a borg, ma a lui era andata maluccio, la tormenta non gli aveva dato tregua
per cui appena arrivo' ad una locanda diede dei soldi al Taverniere perche gli sistemasse il cavallo, poi fece per
salire in una delle stanze della locanda, quando udi' il taverniere parlare con la moglie lamentandosi per il fatto che il gruppo di forestieri arrivato oggi tra cui, dicevano, il sindaco di udine non avesse preso alloggio da lui.


"Quale sindaco di udine oste?" quasi urlo' legio mentre salto' giu dalla scala, e porgendo all'oste una decina di ducati dalla scarsella prosegui' " Quale gruppo...chi sono...dov'è il sindaco.."


"Sono arrivati come lei signore, sono alloggiati li di fronte, c'è il sindaco di udine..e...."

" Ladyfair..?" esito' legio

"Si proprio lei..poi ci sono degli altri cavalieri, saranno una decina, ma non li conosco, eccetto uno ovviamente..Amleto di pola...ho provveduto a fargli recapitare il messaggio che mi avevate ordinato "


In quel momento nella testa di legio c'era un po' di tutto, ma non sonno.
Quello l'aveva completamente abbandonato. Lascio' l'oste e si diresse verso la taverna di fronte,
ma quello gli corse dietro e gli fece:

"Se cercate ladyfair signore, è appena uscita a cavallo dalla porta centrale..."






Dapprima cerco' verso il bosco ,poi sprono' il cavallo su di un colle da cui avrebbe potuto avvistarla,
poi corse nuovamente indietro fino a che non penso' al torrente, avrebbe potuto trovarsi li ad abbeverare il cavallo.

Era li' , gli zoccoli del cavallo piantati nei ciottoli del greto , era coperta da una pesante veste che dal cappuccio scendeva fino ai piedi, stava di spalle ed era ancora lontana. Ma Legio l'avrebbe riconosciuta ovunque.
Lancio' il cavallo al galoppo e dopo poco lei lo vide, era conciato male ed avrebbe avuto bisogno di un bagno,
ma ora non era il momento di aspettare. Si corsero incontro cosi forte che quasi si scontrarono, caddero abbracciati
e si baciarono ardentemente senza dir nulla, come non avessero avuto tempo per altro e solo quando le pesanti vesti di fair
furono completamente zuppe di neve ed i capelli di ambedue totalmente fradici fair lo guardo' e disse una cosa bellissima.

Per Legio fu una specie di folgorazione quando lei lo guardo' di uno sguardo struggente e profondo, ammaliante e al contempo lontano, qualcosa di gia visto, di familiare e confortevole, uno sguardo che voleva dire "Io ti conosco da una vita e tu lo sai"....come a dire: "finalmente t'ho trovato" e invece fair disse solo...."Ho freddo".


Quei due cavalli poche volte nella loro vita corsero come allora. Entrarono dalla porta al galoppo e solo quando furono di fronte al delalo di vie e viuzze che di li' in poi si aprivano, si arrestarono.
Proseguirono fino alla taverna dove aveva preso posto Legio e fra lo stupore dei presenti, smontarono da cavallo completamente zuppi, e si diressero verso le camere al piano di sopra.


Quel pomeriggio ne Legio ne Ladyfair si videro in giro, kurtz giunto anche lui a dubovac vide i cavalli e chiese all'oste,
e per poco lo sgozzo' perche quel marrano ridacchiava come un furfante e ammiccava a chissa' che rumori esagerati da stamattina provenissero dal piano di sopra.
Comunque e ad ogni modo, quello fu un pomeriggio strano a dubovac, mai visti cosi tanti comignoli mandar fumo tutti assieme,
la gente inspiegabilmente sembrava barricata in casa nonostante il clima mite di quel giorno di sole.





A sera venne il momento per Legio di partire. Mentre preparava le sue cose, fair, bella come il sole di quel giorno,
con i capelli sciolti che gli cadevano in mille boccoli sulle spalle morbide lo guardava fisso.
Anche li parlarono poco, esistono degli stati dell'animo al di sopra di qualsiasi parola.
Li' sembra assurdo...ma furono i suoni a dire tutto.
Il suono pesante dei stivali, dei schinieri, il metallico chiudersi dell'usbergo, lo schiocco delle cinghie sulle fibbie
una dopo l'altra, questi suoni fair li ascolto' tutti, ma parlavano la stupida lingua degli uomini.


Nessuno pianse neanche quando si baciarono forse per l'ultima volta


"Che tu sia stramaledetto se muori ora!" ruggi fair.


Ci sono momenti in cui tutto ci avvelena, perfino cio che ci nutre,
Legio fu' solo capace a dire: "Se torno..non avrai piu freddo." e detto quello usci'.
Alla mezzanotte due figure nere attraversarono al galoppo il ponte levatoio dirette ad est.
Ripensandoci mentre galoppava nella notte quella gli sarebbe sembrata la frase piu idiota che
uomo potesse pronunciare, e si vergogno' moltissimo cosi'comincio' a trovarne altre mille, piu efficaci,
ne trovo' tante, alcune lunghissime come poesie d'amore.
Ma quelle fair ...era troppo lontana per sentirle.

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Tabac

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:53 am

Quella notte un tormenta di neve aveva investito dubovac,tab dopo un "incidente"increscioso accaduto nella taverna di Cosimoprimo decise di alloggiare nella locanda di fronte.Quella notte non riusci a chiudere occhio....il falco di Morphea non era tornato,Morphea stessa era sparita nel nulla,nessuna notizia di legio e borghese......oscuri presagi offuscavano la sua mente.
Tab era li.....davanti il camino a fissare la fiamma....quando....cominciò a sentire degli strani rumori che provenivano dalla stanza di ladyfair.....cigolii,gemiti,parole sconnesse....egli pensò:"povera lady anche lei non riesce a dormire....starà piangendo per legio.....povera..."
le prime luci dell'alba stavano sostituendo pia piano le tenebre della notte,Tab era alla finestra sperando che da li a poco Morphea apparisse all'orizzonte.....quando notò uscirw dalla taverna un uomo incappucciato che si dirigeva verso la stalla......:" che Aristotele mi maledica se quello non è......legio".
quando spalancò la finestra ....legio era già in groppa al suo destriero pronto per il suo appuntamento con il destino......."legioooooooo,gridò a squrciagola "....legio si fermò...riconobbe la voce di suo fratello....si voltò ma fece solo un cenno con il capo per poi prendere la sua strada.....Tab capi......."buona fortuna legio".
Mentre richiuse la finestra Tab.....sussurrò tra se e se:"hai capito ladyfair....altro che povera...hahahahah".....poi il suo volto si contrasse di nuovo.....il suo pensiero tornò alla sua Morphea...."dove sei morp ?".

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Morphea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:54 am

Dovevano mancare poche ore da Dubovac... e il gruppo era deciso ad arrivarci il prima possibile...
Mentre gli altri affrettavano il passo... Morphea sentì insistente un rumore fra i rami... in un primo momento pensò al vento... ma voltandosi vide un'ombra... qualcuno o qualcosa li seguiva... o li spiava da lontano...
Si distaccò dal gruppo e prese a seguirla.... oramai si era distanziata troppo dagli altri e per avvisarli avrebbe dovuto urlare ma avrebbe perso troppo tempo... e ne avrebbe perso le tracce...
Così si diresse verso la boscaglia... cercando di seguire il fruscio delle foglie... man mano che gli alberi si diradavano... affrettava il trotto... e quella sagoma era sempre più vicina...
Riuscì a sorprenderla alle spalle.... estrasse la spada... e puntandogliela alle spalle gli intimò di fermarsi... "Perchè ci spiavi?" ... l'ombra non si mosse... nè tanto meno rispose.... un manto nero col cappuccio nascondeva il corpo e in parte il viso... Morphea fece muovere qualche altro passo al cavallo per passare dinanzi a quello della sagoma che ancora non riusciva a vedere in volto.... era notte... ma c'era la luna piena... e anche se non riusciva a vedere chiaramente in viso quell'uomo... riconobbe i suoi boccoli d'oro... "Tu? ... perchè ci seguivi? Perchè rimanere tra gli alberi senza avvicinarti?" .... alzò lo sguardo e ogni dubbio sparì...
"Non potevo... vi avrei messo in pericolo... " scesero da cavallo... e Morphea lo abbracciò forte, poi proseguì... " Devi correre a Dubovac'... qualche ora fa'... ho visto Amleto e i suoi che nascosti tra i rami ci osservavano, non ne ho fatto parola con gli altri, ci hanno evitati... !!!" e lui... " Hai visto se c'era..." non fece in tempo a finire la domanda che... " credo fosse con loro... c'era qualcuno che aveva il tuo stesso manto... ecco perchè ti ho seguito... sono diretti lì!!!" ... " Io devo andare Marfy... devo raggiungerla prima che... " ... " Corri... e se nn dovessimo vederci prima della tua partenza... sappi che lo faremo al tuo ritorno... perchè tu tornerai? Vero?" .... lo sguardo di Legio si coprì di un velo di preoccupazione, e mentre la aiutava a risalire in sella... " Ehm... Marfy... Golia non tornerà ... è stato adottato dalla pancia di Borg...." come al solito, stava cambiando discorso, sdrammatizzando anche, ma avrebbe potuto dirgli qualsiasi cosa in quel momento... lei non sarebbe stata in grado di replicare... non come faceva di solito... " Tu pensa a tornare dal duello... che poi te le faccio scontare tutte... !!!!" Gli occhi le si riempirono di lacrime... " Marfy... non ritornare tra gli alberi... è pericoloso... segui il sentiero che costeggia il fiume... ci metterai qualche ora in più... ma sarai più al sicuro... troverai una chiesa .... rifugiati lì fino al tramonto... il prete non ti farà domande... chiederai poi a lui... la strada per Dubovac'.... Buona fortuna Marfy" ... Le lacrime cominciarono a solcarle il viso, quelle ultime parole di Legio, avevano tutto il sapore di un addio... "Shhhhhhhhhhh! Zitto!!!" Senza voltarsi indietro... riprese il suo cammino, seguendo alla lettera le istruzioni dell'albatros...
Restò in Chiesa... così come le aveva detto... e si diresse in città... cominciò a perlustrare le viuzze e le taverne in cerca dei suoi amici... voleva buttarsi tra le braccia di Tab e raccontargli di quello che era successo...
"Ecco i cavalli... !!!!" entrò nella taverna de "L'allegro cinghiale" e chiese all'oste se aveva fittato delle stanze a dei forestieri, e se per caso, tra quelli ci fosse un certo Tabac... lui la accompagnò alla sua portà e quando Tab le aprì... gli si buttò tra le braccia, scoppiandò a piangere....

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Myama

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:57 am

Myama era in taverna come tutte le sere,quando arriva il figlio Michele con una missiva in mano.

"Finalmente sei arrivata,ti aspettavo, oggi hanno lasciato questa per te qui in taverna!"

Mentre Mya prende la lettera, un solo pensiero:
"che quel matto di Amleto finalmente si sia deciso a dare sue notizie??"
ma appena inizia a leggere si accorge subito che non si tratta di Amleto...
"Ecco",pensa Mya nel leggere,"e adesso?chi glielo dice?"

"Carissima Mya,
più volte abbiamo parlato di incontrarci,sia tu che Amleto tante volte mi avete invitata a Pola,ma i troppi impegni mi hanno sempre impedito di raggiungervi!!!
Beh,ti ho scritto per comunicarti che finalmente è arrivato il momento di concedermi una vacanza e quindi vorrei venire a trovarvi,se mi confermi che siete a Pola.saluti,Haiku"

"ecco,perfetto!!!Haiku!....Haiku vuole venire qui!
Magari era la volta buona che si poteva organizzare un bel matrimonio e invece",pensa Mya,"Amleto si è ben guardato dall'avvertirla di cosa si accingeva a fare"

"Spero che torni tutto intero Amleto",dice Mya ad alta voce mentre rilegge la lettera.

"Che succede?Ci sono notizie di Amleto?E' successo qualcosa?C'è stato il duello?Ti vedo preoccupata!"chiede Michele.

"Preoccupata???noooooo,non si sa nulla di Amleto,ma più che preoccupata direi che sono letteralmente FURIOSA! "risponde Mya,mentre pensa"come faccio a spiegare ad Haiku quello che sta succedendo?Come faccio a dirle che quel matto è andato a fare un duello?
se si salva da Legio,dubito che Amleto si salverà dalla furia di Haiku!!! "

"Basta, vado via",dice Mya a Michele,"ho da fare... "

Mentre torna a casa,Mya pensa che deve pur rispondere ad Haiku in qualche modo....ma in che modo?
Come spiegare alla sua amica che Amleto in quel momento era ben lontano da Pola, intento a rischiare la sua vita per motivi che in fondo lei neppure conosceva?

Così decide di improvvisare e di risponderle con molta delicatezza,
onde evitare inopportuni allarmismi.
Per essere sicura di non correre passi falsi,
si fa aiutare nella scrittura dal marito Don Michael Corleone.

"Caro, cerca di correggermi se finisco per spiattellare tutto nella lettera", spiega Mya sedendosi alla scrivania e intingendo la penna nel calamaio.
Don borbotta qualcosa, poi annuisce e le si porta affianco tenendo gli occhi sul foglio.

E così Mya comincio a scrivere:

"Cara Haiku,
siamo felicissimi che tu venga qui e ti aspettiamo a braccia aperte.
Sono sicuro che anche Amleto sarà felice di rivedert..."

"Scusa Mya... non sappiamo se Amleto tornerà in tempo", la interrompe Don.
"Uhm, hai ragione", dice Myama fermandosi.
Poi prova a correggersi.

"Cara Haiku,
siamo felicissimi che tu venga qui e ti aspettiamo a braccia aperte.
Sono sicura che anche Amleto sarebbe felice di rivederti ma, purtroppo, non è più con noi."

"E pace all'anima sua! ", borbotta Don congiungendo beffardamente le mani in segno di preghiera.
"Uffa! ", si lamenta Myama accartocciando rapidamente il foglio, gettandolo e prendendone un altro.

"Cara Haiku,
siamo felicissimi che tu venga qui e ti aspettiamo a braccia aperte.
Sono sicura che anche Amleto sarebbe felice di rivederti ma purtroppo impegni urgenti l'hanno portato in Croazia. In effetti egli è diretto nelle terre Austriache e non sappiamo prevedere quando farà ritorno a Pola.
Ma stai pur certa che se saprai attenderlo finalmente lui ti porterà all'altare."


"Per quel poco che ho capito di Amleto", la interrompe ancora Don fermandole la mano destra, "credo che preferirebbe la lettera precedente a questa! " .
"Ahhhh uomini! Non finirò mai questa lettera", si lamenta Myama accartocciando un altro foglio e gettandoselo alle spalle.


"Cara Haiku,
siamo felicissimi che tu venga qui e ti aspettiamo a braccia aperte.
Sono sicura che anche Amleto sarebbe felice di rivederti ma purtroppo impegni urgenti l'hanno portato in Croazia. In effetti egli è diretto nelle terre Austriache e non sappiamo prevedere quando farà ritorno a Pola.
Ma stai pur certa che se saprai attenderlo finalmente ricomparirà, ti abbraccerà, ti sussurrerà dolcemente e ti darà un bel bacio."

"Uhhh che sdolcinatezze... ", fece Don mimando il gesto di un angioletto che svolazza nel cielo, "fossi in te infilerei questa lettera in una torta alla crema e poi direi ad Haiku di andarla a ritirare in una pasticceria di Verona! " .
"Insomma basta", fa Myama scornata alzandosi di scatto dalla sedia dinanzi alla scrivania, "scrivila tu allora! Scrivila tu! " .



Don non dice nulla, si accomoda, riflette per un lungo minuto, poi prende la penna e scrive di getto.

"Cara Haiku,
ti aspettiamo con piacere nella nostra Pola.
Sappi però che difficilmente vi troverai Amleto, perchè al momento egli è impegnato in un duello mortale e quindi potrebbe anche lasciarci le penne. Non disperare però, perchè a questo mondo ci sono tanti altri bei giovini e, sinceramente, per quel poco che ho capito lui non t'avrebbe sposato comunque. E' il classico spirito libero, ch'è sempre un'ottima scusa per circondarsi di donne senza mai dover rendere conto a nessuna. Ahhh, se avessi fatto anche io come lui!
Comunque vieni che ti aspettiamo. Magari Amleto tornerà e se avrà subito un numero sufficientemente elevato di botte in testa, è possibile che..."

*SBONK*

"Te la dò io la botta in testa", disse Myama brandendo una padella sulla capa di Don.
Era chiaro che quella lettera di risposta avrebbe richiesto davvero molto tempo...


e infatti...molte ore dopo,molte discussioni dopo e soprattutto molte spadellate dopo,quando ormai il pavimento era sommerso di fogli acccartociati e gli occhi si chiudevano per il sonno,riescono a scrivere ad Haiku una missiva accettabile in cui si parlava semplicemente di un viaggio intrapreso da Amleto, dal quale ancor non si sapeva quando sarebbe tornato."

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Valerioborghese

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:58 am

Mentre la giornata scorreva noiosa, i pensieri da Valerio si facevano sempre più cupi, ma sapeva che il suo compito era quello di restare in prima linea (ciò che aveva fatto per tutta la vita n.d.r.) e non avrebbe tradito la fiducia del suo amico.
L'unica compagnia era il fuoco ed il suo sguardo si perdeva nei sinuosi giochi delle fiamme e proprio fissando quelle forme ambigue che Valerio fece una promessa a sè stesso: " Appena tornerò a casa, mi caricherò un paio di baldracche locali e mi farò una chiusa come si deve !"

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Ladyfair

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 10:58 am

Lucrezia seguì alla finestra l'ombra di Legio che si allontanava nella notte...un brivido l'attraversò...la stanza era improvvisamente fredda.
Ci sono cose che sembrano non avere un senso e forse proprio per questo ne hanno uno. Ci sono persone che non incontrerai mai se non nei tuoi sogni ma se le incontri le riconosci...e non hai bisogno di parole per sapere che niente da quel momento sarà più importante e che la tua vita è la sua.
Doveva lasciarlo andare incontro alla sua sfida e di nuovo non poteva fare nulla...nulla di più che dargli un altro motivo per tornare...
"Ti aspetto amore mio, e QUANDO tornerai, non avrò più freddo..."

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Katied

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 11:00 am

Lei ascolto’ con interesse la narrazione di Amleto e Solex su Valatan. La storia nel suo insieme la scosse molto e le fece capire molte cose, non solo su di lui e il motivo per il quale aveva deciso di sfidare Legio, ma anche l’affetto di sincera amicizia che Solex provava per compagno di tante avventure unita al rammarico che ebbe per averlo lasciato in Irlanda quando aprirono le colonie senesi. Il racconto pero’ la turbo anche per un altro motivo, che forse gli altri non potevano percepire. Sapeva che il fratello, anch’egli protagonista di quella storia, poteva perdere la vita ogni giorno nei campi di battaglia nella lontana Irlanda, ma l’episodio narrato da un amico che fu cosi’ vicino a lui la porto’ a riflettere su cio’ che in quel momento non avrebbe voluto.

“ora mi rendo conto di aver fatto la scelta migliore ad avervi seguito in questo viaggio... vado ad allenarmi ancora un po per essere in forma in caso di emergenze inaspettate” Si… aveva fatto la scelta migliore…

Il tragitto per Dubovac fu senza imprevisti. La strada era comunque impervia e i viaggiatori molto silenziosi….

All’arrivo in citta’, prima di giungere alla locanda si fermo’ al mercato per comprare un calamaio e della carta che era andata perduta nel fiume Kupa. Vide anche una gabbietta e prese pure quella sperando che il suo fido piccione tornasse un giorno da lei con delle belle notizie.

Lui voleva restar solo… era anche giusto… il momento della sfida era sempre piu’ vicino… Lei cerco’ di distrarsi con le sue compagne di viaggio giocando una partita a carte, ma poi anche lei volle restare un po’ sola…
Il suo temperamento era quello di una tipica ragazza irlandese: aperta, solare e allegra. Ma qualcosa nel suo passato le insegno’ a diffidare di chi non conosceva bene e dunque riflettere , misurando ogni parola detta. Infatti, non era tipo da parlar molto sebbene non avesse problemi ad esprimersi, ma talvolta trovava la penna il mezzo piu’ semplice per farlo soprattutto quando doveva dire qualcosa da cui non attendeva risposte.

Prese dunque il suo calamaio nuovo e della carta a comincio’ a scrivere:

Caro Amleto

Domani e’ un giorno speciale che penso tu non ti sarai dimenticato. E’ il 17 Marzo, San Patrizio, patrono d’Irlanda. Egli disse queste parole come benedizione ed io vorrei rivolgerle a te:

“May the road rise to meet you, may the wind be always at your back, may the sun shine warm upon your face, and the rains fall soft upon your fields and, until we meet again, may God hold you in the palm of His hand. “

(Traduzione: Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nel palmo della sua mano )

Lo so che Solex si aspetta di seguirti fino infondo, ma io sento che tu partirai da solo perché giustamente la strada che hai scelto di intraprendere e’ solo la tua strada!

Torna e possibilmente tutto intero!! Buona fortuna!!

Katie


Avrebbe voluto scrivere qualcos’altro, ma quella sera non ne trovava le parole. Non era brava a disegnare come Solex, ma provo’ a riprodurre un piccolo trifoglio, uno dei simboli d’Irlanda, su ciascun angolo della carta. Poi lo arrotolo’ e lo lego’ con un nastrino rosso.

… egli usci’ dalla sua stanza per qualche minuto e lei ne approfitto’ per infilare il messaggio in fondo alla sua bisaccia che conteneva qualche panino, chiaro segno delle sue intenzioni dato che lui affidava sempre a Solex e Dianora gli approvvigionamenti.

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Valerioborghese

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 11:00 am

Una nuova alba faceva capolino da dietro le colline e Valerio aprì svogliatamente gli occhi, stanco per l'ennesima notte senza sogni, ma soprattutto senza azione.

Chiedersi se ciò che stava facendo fosse la cosa giusta non apparteneva al suo modo di essere, ma starsene con le mani in mano accresceva il nervosismo, così decise di fare un giro di perlustrazione.

Il freddo pungente non poteva certo scalfire la volontà di un soldato, temprata da numerose battaglie e da estenuanti appostamenti in attesa di viandanti da depredare ed una caccia gli sembrò una buona soluzione per ingannare il tempo.

Camminando tra gli alberi innevati vide numerose impronte di piccoli abitanti della foresta che sfidavano le impervie condizioni per cercare qualcosa da sgranocchiare, ma non avrebbero soddisfatto la fame di un uomo adulto, così continuò a cercare.

Quando la ricerca sembrava vana, con la coda dell'occhio percepì un repentino movimento e subito i suoi sensi si attivarono.

Un cervo di grossa taglia stava camminando in una radura, annusando l'aria e le ampie narici eruttavano vapore, come se dentro avesse le fiamme dell'inferno.

Valerio attese qualche istante e poi si mosse con passo felino, sfoderando il coltello e sperando che l'animale non si accorgesse della sua presenza e così sembrò, visto che si fermò, abbassò il muso, scavando nella neve con i denti per trovare erba fresca.

A pochi passi dalla preda Valerio fece un balzo ed infilzò il collo del cervo, il quale tentò immediatamente di fuggire, in un disperato tentativo di sopravvivere a questo inaspettato attacco, ma l’odore del sangue che sgorgava copioso non faceva che accrescere il desiderio di prevalere su quella maestosa creatura, così affondò la lama e dopo pochi istanti caddero entrambi nella neve.

Mangiare carne, dopo un paio di giorni a razioni ridotte, aveva mitigato la fame di Valerio e certamente contribuito a migliorarne l’umore, ma non era ancora soddisfatto, poiché un cervo non poteva bastare per dare un senso ad una giornata.

In lontananza sentì delle voci provenire dalla strada. Si alzò con il suo coltello in mano. Sorrise. Forse la neve si sarebbe colorata di nuovo di sangue……

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Morphea

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 11:01 am

Dopo essersi sfogata con un pianto liberatorio tra le braccia di Tab... si lasciò cadere sul letto....
" Morp, ora che ti sei calmata, mi dici che fine hai fatto?" lei fissava il pavimento senza parlare... " E perchè piangi?" alzò per un attimo lo sguardo per fissarlo negli occhi... " sentivo un rumore tra le foglie... " ..." e stai piangendo per un fruscio di foglie?" ... " Ma nooooo ... ero rimasta indietro perchè sentivo questo rumore da un pezzo... e poi ho visto un ombra... e poi ci ho parlato... !" ... Tab esterefatto " Amore mio, cos'hai? Pur di parlare lo fai con le ombre ora?" .... " aehhhhh! No!... Ho seguito l'ombra... e quando l'ho raggiunto ci ho parlato... ecco!!!!" ... " Morp... e io che avevo detto?" ... " Ma noooooo... l'ombra era una persona... un uomo... !!!"e Tab... " Ecco, lo sapevo!... sei scappata con un altro e siamo sposati da poco più di 24 ore..." ..." Aeshhhhhhhhhh! Si trattava di Legioooooooo.... " " Legiooooo? Legio l'ho visto sgattaiolare fuori di qui qualche ora fa'... e credo uscisse dalla camera a fianco, ma credevo ci fosse Ladyfair con lui... Morp... che ci facevi con Legio nella camera a fianco?" ... " Noooooooooooooooooo! Io l'ho incontrato stanotteeeeee... quando eravamo nella forestaaaaaaaaa... !!" " Morp voglio sapere cosa ci facevi con Legio nella camera a fianco.... ho sentito dei rumori che non mi piacevano.... e sei sparita per un giorno intero...!!!!" " Tabbbbbbbbbb.... non ero con Legio... ero in Chiesa... !!!!" " Morp... sto perdendo la pazienza... dimmi cosa è successo chiaramente... "Così lei raccontò cosa fosse accaduto e cosa aveva letto sul viso del fratello quando dando una pacca al cavallo l'aveva mandata via..." Morp... non ti allontanare mai più da sola... se non fosse stato Legio? Se fosse stato qualcuno che voleva farti del male? Le strade qui intorno non sono sicure, avvisavi tutti e ci spostavamo in gruppo o lasciavi perdere... io non voglio ti accada nulla... quando imparerai a non fare sempre e solo di testa tua?"
" Non ci ho pensato Tab... ho seguito l'istinto!!!" e lui... " Morp... tieni a freno il tuo istinto una volta per tutte...!" ma lei... per sdrammatizzare la situazione... " Tab... ho capito perchè ritardano per il duello... credo di aver capito perchè si sono fermati tra i monti... credo stia nascendo qualcosa di puro dall'odio e dalla violenza.... spero diventi un esempio per tutti.... https://www.youtube.com/watch?v=AldaLWwbxlw "

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Tabac

Messaggio  Admin il Lun Giu 07, 2010 11:01 am

Il giorno del duello era dunque giunto......
il ritorno di morphea....se pur aveva reso felice tab...non ne aveva placato il nervosismo......che ormai continuava a montare in lui a ritmi insopportabili.Tab si rivolse a Morphea:"piccola ti dispiace se vado a fare una galoppata ?......"figurati tab,fai bene almeno cosi scaricherai un pò di tensione"........
e cosi fu
il silenzio e la bellezza surreale che offriva la campagna croata tutta innevata rendeva il paesaggio surreale......tab intravide una collina in lontananza.....il riverbero del sole sulla neve era a dir poco fastidioso..."vai Demone ...portami in cima".
Arrivato sulla sommità,tolse la sella a Demone affinchè potesse riposarsi,poi si sedette su un masso che emergeva dalla coltre bianca.
Volse lo sguardo verso quello che ,poteva solo ipotizzare,essere il confine ungherese.
Pensava a legio....a quello che sarebbe potuto accadere,gli ritornarono in mente tutte le cose che avevano fatto insieme......rammentò di quando ,da novara,viaggiò per sette gg per raggiungere legio e gli altri a massa,si ricordò delle vessazioni ,delle minaccie,dei ricatti subiti da parte di governanti più dediti alla coltivazione delle proprie poltrone che all'effettivo benessere del popolo.
Dà li a poco.........tutto questo sarebbe finito.....forse.
Quando lo vide sgattaiolare dalla locanda .....la scorsa notte.....avrebbe voluto abbracciarlo....perchè solo ora si rese conto.....che quella poteva essere stata l'ultima volta....
Fù allora che gridò a squrciagola,frantumando il silenzio che lo avvolgeva tutto intorno.....
"legioooooooooooooo devi tornare da noiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"

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Re: GDR Legio - [Gdr] U Dvoboj. (Il Duello)

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