Kykneion asma ?

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Kykneion asma ?

Messaggio  tergesteo il Sab Giu 12, 2010 1:41 pm

[rp]Va, va con la tua forza che doma la forza del mare,
con tutte bandiere spiegate,
va, va dove il Destino ti scorge il tuo solco infinito,
o Nave, più bella e più grande
d'ogni altra a le tempeste commessa da gente mortale![/rp]

[rp]Da qualche parte nel Mediterraneo[/rp]

L'imbarcazione spingeva tra le onde la propria prora, lasciandosi dietro una scia leggera di schiume.
Una vento teso di Maestro gonfiava la tela , senza farla sbattere.
L'andatura raggiunta permetteva di ben sperare per la giornata : avrebbero proseguito per un buon tratto.


La costa si delineava a sinistra, distante forse un terzo di miglio.
Come ricavata da un unico arido sasso, sembrava argentarsi delle piante d'ulivo che ivi crescevano.
Nessun faro, nessun porticciolo.


Non era ancora mezzodì, quando un urto improvviso squassò il legno, rallentando la marcia dell'imbarcazione fino a farla fermare.

Ci volle qualche istante perchè gli uomi e le donne che erano in coperta potessero rialzarsi.
Tergesteo si risollevò facendo forza sul timone il quale per l'urto lo avevo letteralmente sbalzato lontano.
Parte dell'equipaggio spinse il petto fuoribordo per capire che cosa potesse essere successo.


"Una secca ... ci siamo incagliati su un banco di sabbia"
disse il Folle
"scendo di sotto a verificare i danni...".

Scese lungo le scalette viscide che calavano sottocoperta.
Accese una lampada a d olio e si mise a controllare il fasciame.


"Ascolta , cretino, m'avevi assicurato che sapevi portare questo genere di bagnarole ...".
Prima del suono della frase giunse un odore pungente di acquavite.
"No , Legio, io non te l'ho mai detto ... ti dissi solo che ci sono salito altre volte...".
"Questo è quello che accade quando al timone ci sono caproni come te, Terges. M'hai sfasciato la barca come ha fatto quell'altra in Provenza?"
"No ... ma alla prossima occasione vedrò di passare sopra qualche scoglio ... hai visto mai che un bagno potrebbe migliorare il tuo aspetto!"


Una mano passava sul volto, l'altra veicolava la bottiglia alla bocca.
"Non ci sono danni pare ... deve esserci solo sabbia , sotto..."
"Fammi capire, caprone, hai centrato un banco di sabbia?"

Tergesteo fece un gesto affermativo.
"Meraviglioso caprone ... e dimmi... hai idea di come diavolo ci tireremo fuori da questa situazione?"
"Suppongo che dovremo aspettare la marea, Legio"
"Supponi? Mettiamola così : se la marea non si alza a breve siamo belli e fottuti..."
"Chiarissimo, direi"
"E ora se permetti ...vado a dare il mio contributo alla marea!"
sogghignò il Generale, salendo incerto sulle scalette al fine di guadagnare un bordo libero dell'imbarcazione, il quale avrebbe dovuto permettergli di utilizzare il più grande orinatoio della natura : il mare.

Tergesteo sospirò, guardò ancora distrattamente il fasciame indi raggiunse la coperta dell'imbarcazione.

Arenati da qualche parte nel Mediterraneo in attesa della prima marea utile al disincaglio.
Praticamente un'ode alla malasorte.

tergesteo

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Legio

Messaggio  tiwaz il Mer Ago 04, 2010 9:28 pm

Legio ha scritto:[hrp] [Gdr off]Scrivo indugiando sulle parole come davanti a vetrine che immagino,
paesaggi indefiniti che smonto e rimonto come un Lego,
e sono mezzi-sensi, quasi-espressioni,
troppo poco quello che ho in mano per inchiodarle,
come un muratore in bilico su di un impalcatura ,
edifico armonie disinibite , composte da chissa quali oggetti strimpellati
che non ho mai visto.
Scrivo cullandomi , come una madre pazza culla un figlio morto.
[Gdr On ][/hrp]










Il giorno dopo.


La prua veniva su e giu nel mare in tempesta,
il Madredeus scricchiolava in ogni trave ,
si piegava acerbo, come un ramo verde al vento di tempesta.

Spinto sul mascone di dritta crollava il mare ad intervalli e tornava via
lasciando dietro di se enormi voragini nere , dove il Madredeus risucchiato , scendeva paurosamente .
Gli uomini impuntati come capre sul ponte sotto gli scrosci e le ondate
sparivano alla vista ad ogni ondata.

Tentavano in quattro di ammainare la vela sbrindellata dalla tempesta,
ma in realta' era gia tanto che non filassero in acqua ad ogni risacca.

Interminabili muri d'acqua si abbattevano sulla prua uno dopo l'altro,
e ad ognuno la nave si sollevava e ripiombava giu di schianto dopo un tempo terribile che sembrava non finire mai.

"....SI SPEZZAAAAAAAAA"




Stavamo con gli occhi fissi a prua,
flagellati dall'acqua, aspettando l'onda che ci avrebbe annegato tutti.
Tagliammo dagli alberi tutto quello che c'era da tagliare,
ma non fu sufficente......


....
"...OLIO A MAREEEEEEEEE...!!! ......"



ad un metro di distanza dovevamo urlare per capirci,
gettammo il poco olio che avevamo fuoribordo,
ma fu disperso dal vento prima che toccasse l'acqua.



"....PER LE PALLE DI NETTUNOOOO!......" urlai....."..... CI SI DIVERTE COME PAZZI QUI' VERO..?....'"


Terge stava attaccato alla sbarra come un calamaro,
non l'avresti staccato da li nemmeno con un accetta.



" ........VEGGIO AL MIO NAVIGAR TURBATI I VENTI.........
...E ROTTE ARBORE E SARTIE......E SPENTI...I LUMI BEI CHE MIRAR SOGLIO................"

" LO DISSE PETRARCA SAIIIIII !!!"


il suo... " Ma va' a caga' Genera'...." lo udii benissimo nonostante il vento.


"....FACEVO PER CONVERSARE........"






La nave ricadde di schianto.









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Tergesteo

Messaggio  tiwaz il Mer Ago 04, 2010 9:31 pm

Tergesteo ha scritto:[rp]Mediterraneo, metà giugno , due giorni dopo la tempesta[/rp]

"Piano , per la miseria! Brucia ..." guaiolava Tergesteo.
La ragazza alzò gli occhi, fece spallucce e sorrise, continuando a versare l'acquavite sulle abrasioni alle mani del Folle
.
"Ma finiscila ... " disse ridendo Tiwaz "E poi davvero non capisco perchè lo hai fatto .."
"Eh sono un fanatico nel ferirmi le mani ... ho preso un gran brutto vizio ..." ribattè l'uomo "Tiw .. e secondo te con quel tempo come diamine ci restavo attaccato al timone se non mi ci legavo?"
"Ahhahah ma allora usavi un trucco .. e io che credevo tu fossi un duro"
sorrise la ragazza.
Anche Tergesteo sorrise.

Due giorni dopo la dimostrazione di forza di Poseidone, la Madredeus stava ultimando le riparazioni alle manovre e alle vele.
Ormeggiata in una insenatura protetta dal vento, nave ed equipaggio facevano il possibile per ritornare alla normalità.


"Questa è stata tosta, Generà ... "
"Stà sereno, caprone ... siamo ancora qui no?"
"A Lè .. ma va a ca ...."

"Caprone ... non essere sboccato ... in fondo dovrei avercela con te : mi stai consumando l'acquavite in modo indegno ..."
Risero.
E' un buon modo per esorcizzare la morte.


Dopo essersi arenata tre giorni prima su d'una lingua di sabbia che si dirigeva al largo a perpendicolo rispetto alla costa, la Madredeus attese l'alzarsi della marea.
Verso sera la spinta della mare iniziò a sentirsi sullo scafo , mentre il vento cambiava direzione.
Da un Maestro teso, il vento iniziò a spirare da terra, a raffiche, mentre il cielo sulla costa si scuriva.
Brutto segno.
La marea e il vento da terra disincagliarono la Madredeus, che rapidamente preso il largo al fine di mettersi alle spalle il temporale.

Poco più di un ora dopo, dopo il tramonto , mare grosso e un vento di burrasca investirono il legno, sferzandolo e ricordando all'equipaggio come la vita dei marinai sia appesa ad un filo sottile.
La tempesta perdurò fino ai primi albori, lasciando dietro di sè sgomento ed una nave con le vele ammainate.

Col minimo della vela , la Madredeus fece rotta verso oriente, fino ad intravedere la costa.
Indi trovata una zona riparata, si iniziarono i lavori per riparare i danni causati dalla tempesta.
Era impossibile determinare il punto della costa dove si potesse trovare l'imbarcazione.

Ma questo era un dettaglio.
Erano vivi.
Tutti.
E non era cosa da poco.
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Il Gabbiano (Liriel)

Messaggio  tiwaz il Mer Ago 04, 2010 9:33 pm

--Il_gabbiano ha scritto:Sorvolava allegramente il mare blu un gabbiano, non ci è dato conoscerne il nome. Probabilmente solo lui lo sapeva, ma a noi non l’ha riferito, come se sapesse già che tanto non lo avremmo compreso.
Il gabbiano sorvolava dunque il mare vicino alla costa, mangiando pensoso un pesciolino, quando notò un insolito movimento. Chi frequenta il mare di solito, sa che è un avvenimento raro.
Il nostro gabbiano decise di avvicinarsi… quel tipo di movimento per lui di era sinonimo di pescatori, e quindi di pesce da rubare. Ma stavolta gli era andata male, sembrava un’altra specie di naviganti, e di quelli particolarmente spiantati. Però magari il pesce lo avevano nascosto da un’altra parte… valeva forse la pena di fare amicizia.
E il gabbiano lo fece nell’unica maniera che conosceva… quale altra maniera per avvicinare degli umani che non scagazzargli sopra?! Questi i pensieri soddisfatti del volatile che scelse le due teste che gli stavano più simpatiche: quelle di un tizio bruno che lanciava strani versi, e un’altra testa bionda. Quest’ultima gli piaceva particolarmente perché gli ricordava, dall’odore, un vecchio pescatore di sua conoscenza, e che offriva da bere sempre anche a lui. Chissà che la cosa non si ripetesse…

Sì ma… i due non sembravano particolarmente contenti del suo benvenuto. Chissà perché… mah, gli umani sono strani. Il pennuto decise di rimanere ad osservare gli eventuali sviluppi di cibo o bevande alcoliche, fuori dalla portata di eventuali assassini d’uccelli. Mandò un verso di saluto un po’ beffardo dalla coffa.
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Svetlana

Messaggio  tiwaz il Mer Ago 04, 2010 9:34 pm

--.svetlana ha scritto:[hrp]Nella tranquilla rada in un punto assolutamente imprecisato del meditarraneo,
il primo pomeriggio era immerso in una luce accecante,
le attivita' sul Madredeus proseguivano lente causa calura tropicale,
meno che sottocoperta, dove, nella cabina del Generalissimo l'attivita' era frenetica.


"Fiooooreeeee de Maggiooooo....pe statte vicino....ce vo' coraggioooooo...."
canto Svetlana ridendo, vedendolo alzarsi dal letto.
"Che fai Le' ? ...Gia' ti alzi?...resta ancora un po' qui ....." disse
" Metto ad asciugare le carte nautiche....." disse lui mentre si rabberciava alla meglio i pantaloni.
"Che è questa qui sopra?...un isola?....." feci lei avvicinandosi,
"No Svetla'......è na macchia de birra..."
La povera donna fu investita in pieno da una folata di cipolla mista a odore di carogna morta....
"A Le'....ma na lavata, no eh ?" disse allontanandosi
" Me so' lavato a Udine... tropp'acqua ammazza Svetla' ....."
" Tie' mettete questo..." disse lei porgendogli un flaconcino dal mobile.
"Che rob'è ?"
"Acqua di rose....quella che hai fregato a Arles...."
"Questa va bene pe i sorci....butta sta roba svetla' ..."
"AO'....è robba pe signore....."
"Ecco....... butta sta roba..."
"Cafone..."
[/hrp]
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Re: Kykneion asma ?

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